mercoledì, 12 Agosto, 2020

ANCORA SPERANZA

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“Abbiamo raggiunto un accordo di base che indica le base per la negoziazione che si svolgerà fino al termine massimo del 31 gennaio con lo scopo di raggiungere un accordo  vincolante”, ha annunciato  Ferdinando Emanuele legale di Arcelor Mittal a pochi minuti dall’udienza davanti a giudice civile di Milano per  discutere del ricorso d’urgenza presentato dai commissari straordinari dell’Ilva.

Di fatto quindi si tratta di un’intesa per portare le le parti a sedersi intorno al tavolo e a rinegoziare i termini dell’impegno della multinazionale nello stabilimento, nel tentativo di scongiurare che la questione sfoci invece in una disputa giudiziaria.

L’accordo è stato siglato dall’amministratore delegato di Arcelor Mittal Italia Lucia Morselli e dai tre commissari dell’ex Ilva Francesco Ardito, Alessandro Danovi e Antonio Lupo, autorizzati dal ministro dello Sviluppo EconomicoStefano Patuanelli. “Siamo soddisfatti”, ha detto il direttore generale dell’ex Ilva Claudio Sforza.

“Con la firma di oggi tra i commissari e Arcelor Mittal Italia si sono create le condizioni per sospendere il contenzioso e avviare un negoziato finalizzato alla condivisione tra le parti di un nuovo piano industriale per l’Ilva. L’accordo prevede la partecipazione dello Stato nel capitale a fronte di un rilancio di Taranto con tecnologie innovative a minore impatto ambientale e la tutela dei livelli occupazionali sulla base di accordi che dovranno essere negoziati con i sindacati”. È quanto dichiara il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri. “Esprimo la mia soddisfazione per un accordo che costituisce un primo importante passo avanti per la soluzione positiva di una vicenda che riguarda oltre 10.000 lavoratori, che coinvolge il tessuto economico e civile della città di Taranto, che deve assicurare la tutela della salute di lavoratori e cittadini e garantire la tenuta del sistema industriale italiano, di cui l’industria siderurgica e meccanica costituiscono l’ossatura. Auspico nelle prossime settimane il massimo impegno di tutti per arrivare a un accordo finale. La strada è lunga e non è facile, ma ce la possiamo fare”, conclude il ministro.

L’accordo prevede che la negoziazione duri al massimo fino al 31 gennaio, e che l’udienza sul ricorso venga posticipata al 7 febbraio. L’accordo riguarda la modifica del contratto originario di affitto, la vendita degli stabilimenti e il rilancio dell’acciaieria. ArcelorMittal Italia ha spiegato in una nota che il progetto “prevede investimenti in tecnologia verde da realizzarsi anche attraverso una nuova società finanziata da investitori pubblici e privati”.

Le trattative erano iniziate lo scorso novembre quando ArcelorMittal aveva annunciato la sua intenzione di abbandonare l’ex ILVA, che un anno prima si era impegnata ad acquistare entro il 2021. La multinazionale indiana aveva motivato la sua decisione dicendo che il mercato dell’acciaio sia talmente peggiorato nell’ultimo anno che proseguire l’attività rappresenterebbe una perdita troppo grossa. Inoltre, ha anche detto di non poter rispettare le richieste fatte dalla magistratura di Taranto per migliorare la sicurezza dell’impianto e di non poter rispettare il contratto di acquisto senza lo scudo penale per i suoi manager (rimosso in seguito a una complicata vicenda politica).

Nel frattempo sono iniziate le operazioni per procedere allo spegnimento dell’altoforno 2, ordinato dal tribunale di Taranto ribaltando il parere della procura che si era detta favorevole a permettere alla produzione di proseguire durante i lavori di adeguamento dell’impianto. A causa dello spegnimento ArcelorMittal ha annunciato ai sindacati che 3.500 lavoratori dell’ex ILVA di Taranto saranno messi in cassa integrazione.

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