sabato, 26 Settembre, 2020

ILVA, Alitalia e ponti che crollano

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Poco meno di 200 tavoli di crisi aperti presso il ministero dell’Industria, le incertezze dell’Ilva di Taranto e di Alitalia, tengono col fiato sospeso oltre 200.000 lavoratori e questo senza considerare le migliaia di piccole aziende e artigiani che dipendono da queste Imprese al collasso.

Per scelta non intendo seguire il ragionamento di un mondo produttivo profondamente cambiato che da anni fa alzare le braccia al cielo ai sindacati, alle banche e soprattutto alla politica che prega che le cose cambino, neanche fossero diventati tutti ferventi religiosi. Intendo, invece, affrontare l’argomento cercando soluzioni possibili, senza buttarla in caciara… Dio come mancano oggi uomini come Pannella!

Siamo stati spinti, in maniera innaturale, tutti a produrre manufatti in una guerra a basso costo per competere con i potenti draghi a più teste, mentre avremmo dovuto imboccare la strada per cui gli italiani sono riconosciuti migliori al mondo, una strada asfaltata di sola qualità.

Abbiamo milioni di persone allo sbando solo perché gli istituti di credito non hanno più l’autonomia ed il coraggio di investire come un tempo, prigionieri come sono di un mercato finanziario cieco e sordo alle grida di aiuto di oltre 100 milioni di cittadini europei sacrificati alla globalizzazione.

Intanto, un pugno di multinazionali governa il mondo e mette alla berlina uomini che cercano di difendere gli interessi di altri uomini. Non conosco nulla di Donald Trump, so solo che dalla sua elezione ha pensato al suo popolo inimicandosi altri popoli potenti che lo vogliono eliminare dalla scena politica mondiale attribuendogli la colpa di aver diminuito la disoccupazione e le tasse agli americani, penalizzando i tanti figli illegittimi sparsi per il pianeta che fanno il Diavolo a quattro perché tutto torni come prima.

Gli intellettuali con la pancia piena cercano di spiegare agli impoveriti d’Europa che il loro sacrificio ha permesso di migliorare la qualità della vita di oltre un miliardo di cittadini del terzo mondo che non avevano da mangiare: Credo sia questo il motivo del rigurgito di una nuova Destra – “sociale” e non più liberal come ai tempi della Tatcher – che serpeggia dappertutto.

Nel frattempo, tutti i beni del ceto medio impoverito sono stati inglobati dalle banche esattrici che eseguono con dovizia le disposizioni delle pochissime multinazionali, padroni di ogni cosa.

La faccenda ILVA docet: il governo del nostro Paese fa una gran pena quando dice di voler trascinare la più potente multinazionale dell’acciaio in tribunale nella causa del secolo; che tenerezza vedere questi piccoli politici di casa nostra così convinti che la storia di Davide e Golia sia realmente accaduta!

Uno dei tanti esempi italiani è la storia delle Officine Reggiane poste in una terra povera che dipendeva da questo colosso invidiato nel mondo. Ebbene, al suo default, le numerose maestranze che si erano formate in quell’azienda hanno dato vita ad uno dei tanti miracoli italiani, per la maggior parte nel settore della meccanica agricola, che hanno prodotto ricchezza e benessere diffuso in tutta la collettività emiliana.
Invece oggi all’uomo che ha il coraggio di osare vengono messi tanti di quegli ostacoli da una politica così nana da non saper guardare oltre il divano di casa.

Angelo Santoro

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Angelo Santoro

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