venerdì, 13 Dicembre, 2019

Ilva. Depositato l’atto per il recesso del contratto

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I legali di ArcelorMittal hanno depositato presso il Tribunale di  Milano l’atto di citazione per il recesso del contratto di affitto, preliminare all’acquisto, dell’ex Ilva. Ora il procedimento passerà al presidente del Tribunale Roberto Bichi, che provvederà ad assegnarlo ad una delle due sezioni specializzate in materia di imprese. Con il ricorso, notificato una settimana fa agli ex commissari Ilva, ArcelorMittal, tramite i suoi avvocati, chiede “in via principale, di accertare e dichiarare l’efficacia del diritto di recesso dal contratto di affitto con obbligo di acquisto di rami d’azienda” dell’ex Ilva, compreso lo stabilimento di Taranto.


Ineludibile il ritorno a scelte strategiche di politica industriale

Di Marco Andreini

La drammatica vicenda Ilva che sta vivendo il paese, dimostra quanto sia ineludibile il ritorno a scelte strategiche di politica industriale. Nell’epoca della globalizzazione e della sfrenata e spietata concorrenza sui mercati , i singoli paesi non possono non aver chiara quale sia la loro mission industriale. Siamo nella 4 rivoluzione industriale, ma molte delle cose attuali si costruiscono ancora con l’acciaio. Negli anni 70 80 a seguito dello schock petrolifero , la produzione dell’acciaio nel mondo era crollata, tutti i grandi produttori Europei, Francia Germania in testa hanno ridotto la loro produzione e hanno chiuso vari stabilimenti. In assoluta controtendenza il nostro paese ha raddoppiato lo stabilimento di Taranto e immesso 6.000 miliardi di vecchie lire per aumentare la produzione di Cornigliano e Bagnoli, sotto la spinta di Finsider.,arrivando persino a ipotizzare il famoso e vituperato 5 centro siderurgico di gioia tauro. Queste scelte di assoluta scelleratezza industriale portarono  al collasso di tutta la Siderurgia pubblica e alla chiusura di stabilimenti a Genova e Bagnoli.

Siccome chi scrive ha avuto la ventura di aver seguito da dirigente Sindacale queste vicende che  hanno portato i dipendenti siderurgici pubblici  in Italia da essere 100.000 ai 12. 000  attuali,non è pensabile, ne tollerabile che i sacrifici fatti da chi ha perso il posto di lavoro siano  resi  vani.
Arcelor Mittal è il più grande gruppo mondiale della Siderurgia,non è neanche ipotizzabile  che il paese trovi un gruppo di tale portata, che dopo anni di commissariamento salva la più grande acciaieria d’europa, con annessa opera necessaria e doverosa di risanamento ambientale, e gli fornisca in mano un alibi, come quello dello scudo penale  per poter uscire da un tale investimento che sarà pur importante, ma che rappresenta solo uno dei 90 stabilimenti di cui è proprietaria il gruppo Franco Indiano,

Il governo e in particolare il Pd devono  mettere un freno a questo dilettantistico e improvvisato modo di gestire, perché c’è di mezzo il futuro del paese e delle nuove generazioni. Un governo così fiero del proprio ruolo che attraverso il suo ministro degli esteri pensa di andare  e tornare dalla Cina con  dei semplici contratti relativi alla vendita di 40 tonnellate di arance al mese e del Riso del vercellese, conoscendo bene i Cinesi, immagino cosa abbiano  pensato, sono i maggiori produttori mondiali di arance, sul riso basta che uno vada a Canton per vedere quanto sia la loro produzione e la loro qualità e noi in cambio aumentiamo a dismisura le nostre importazioni di prodotti tecnologici  ad alto valore aggiunto, e gli permettiamo tranquillamente di poter acquistare i nostri porti  per invadere l’Europa con le loro merci.

Taranto però porta profondamente anche in primo piano il ruolo del sindacato, il movimento dei lavoratori dell’industria nasce proprio nei primi stabilimenti siderurgici e le prime grandi articolazioni contrattuali nascono proprio dal sindacato dell’Oscar Sinigalia di Genova, da Piombino, da Bagnoli la  definizione stessa  delle categorie , degli  inquadramenti professionali, e la definizioni dei parametri stessi su cui sono definiti  i salari dei lavoratori, sono ancora oggi la base di tutti i contratti del settore industriale.

Il sindacato, deve tornare a essere promotore di scelte strategiche e come il governo e la politica  non possono essere spettatori di un film  a cui non possono partecipare, ma debbono essere gli attori principali insieme al mondo dell’imprenditoria di come debba essere  costruita l’Italia del futuro.

La 4 rivoluzione industriale cambierà l’intero modo di produrre le merci e tutto il nostro modo di vivere, e noi non possiamo starne fuori e delegare il nostro futuro a chi pensa di salvare il paese vendendo due contenitori al mese di arance ad una nazione che rappresenta un quinto dell’intera popolazione del pianeta.

Ecco perché, come Psi dobbiamo  farci promotori di una grande conferenza degli stati generali dell’industria e dei servizi  che abbia al centro la tematica della politica industriale, e lo dobbiamo fare a partire dalle prossime elezioni regionali.

Marco Andreini
Resp.Sindacale PSI

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