lunedì, 24 Febbraio, 2020

Ilva, incontro a Palazzo Chigi. Conte: rispettare gli impegni

0

In attesa dell’incontro di domani decisivo per il futuro dell’Ilva, si torna a parlare dello scudo penale la cui rimozione è tra i motivi della fuga di ArcelorMittal dall’acciaieria tarantina. La vicenda Ilva non nasce oggi. Ma si trascina ormai da anni. L’ex premier Matteo Renzi, sotto il cui governo era stato introdotto lo scudo penale per evitare che i nuovi vertici si vedessero piombare addosso responsabilità che non erano loro, promette un emendamento di Italia Viva per ripristinarlo. Anche il Pd, con Graziano Delrio, si dice pronto a intervenire in Parlamento. Un’idea che trova favorevole la Cgil. Secondo Maurizio Landini non bisogna dare alibi all’azienda e vanno evitati ad ogni costo i licenziamenti. E proprio le giravolte continue sulle tutele legali sono, secondo la Confindustria, alla base della fuga della multinazionale. Scelte che alla fine hanno portato ArcelorMittal a chiedere di recedere dal contratto.

Ai vertici della cordata per l’acquisizione di Iva si è rivolto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Pretendiamo chiarezza e il rispetto degli impegni contrattuali. Si viene in Italia, si vince una gara e si rispettano i termini contrattuali indicati nel bando. Saremo inflessibili. Non si può pensare – ha concluso Conte – di cambiare una strategia imprenditoriale adducendo a giustificazione lo scudo penale che peraltro non è previsto contrattualmente”.

Il premier annuncia anche che pretenderà in quanto Capo del Governo “che siano rispettati gli impegni per quanto riguarda le bonifiche ambientali”, un tassello giudicato da Conte “fondamentale della complessa strategia imprenditoriale per quella comunità e per quel polo siderurgico”. In sintesi, la priorità dell’Esecutivo è quella di stare a fianco dei lavoratori.

Molto duro nei confronti di Arcelor Mittal anche il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che su Facebook attacca pesantemente: “Arcelor Mittal ha deciso di andarsene da Taranto ancora prima del cambio di governance che ha il compito di traghettare la proprietà indiana fuori dall’Ilva”. “Il piano industriale dell’azienda è stato disatteso nei numeri, nella prospettiva di rilancio e non ha proiezione futura. Questo per via di errori macroscopici delle figure apicali e di contingenze macroeconomiche legate al mercato dell’acciaio” dazi, calo produttivo in Germania, crisi dell’automotive”.

Matteo Renzi sarebbe al lavoro per una cordata alternativa ad Arcelor Mittal per la gestione degli ex stabilimenti dell’Ilva di Taranto, che coinvolgerebbe Jindal e Cdp. E’ quanto riporta il quotidiano “La Repubblica” secondo il quale il leader di Italia Viva “è già al lavoro per un’alternativa”. La cordata sarebbe composta da Sajjan Jindal, già proprietario delle ex acciaierie Lucchini di Piombino (nel cui Cda c’è l’amico del leader di Italia Viva Marco Carrai), il gruppo Arvedi di Cremona e Cassa depositi e prestiti. Domani si prevede l’incontro tra Conte e ArcelorMittal. Patuanelli fa sapere che l’Esecutivo “non ne consentirà la chiusura”.

“Io penso che in un Paese serio si dovrebbe agire insieme per trovare una soluzione, anziché litigare. I populisti passano il tempo in Tv a cercare un colpevole, le persone serie invece provano a cercare una soluzione. Ho detto al Ministro Patuanelli che noi siamo pronti a tutto pur di trovare una soluzione. E Italia Viva c’è perché a noi non interessa ottenere visibilità ma salvare oltre diecimila posti di lavoro. Io non mi rassegno alla chiusura di Ilva. E lavoro per evitarla”. “Il problema – ha aggiunto Renzi nella sua e-news – è che io ritengo che Mittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti”. “Qui il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto per togliersi dai piedi un potenziale concorrente. È un rischio che molti hanno evocato fin dai tempi della gara, nel 2017. Ma proprio per questo credo che si possa agevolmente recuperare la questione dello scudo penale anche con un emendamento al Dl fiscale che sta per arrivare in Parlamento”.

Intanto nello stabilimento di Taranto gli operai si sono riuniti in Assemblea permanente in attesa della riunione di mercoledì a Palazzo Chigi tra Conte e i vertici di Arcelor Mittal e per avere una idea del futuro che li aspetta.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply