domenica, 5 Luglio, 2020

INGESTIBILE

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Un declino lento accompagna il Paese su ogni punto, nella vigilia della risposta europea arriva un’altra doccia gelata per l’Italia, una nota stampa mette nero su bianco che il futuro dell’ex Ilva di Taranto è a rischio. Il gruppo Arcelor Mittal che ha acquistato l’impianto siderurgico pugliese ha attaccato il decreto crescita, il cui voto era inizialmente previsto per oggi e per il quale risulterebbe ingestibile l’Ilva.
La norma del decreto crescita che cancella l’immunità legale per le aziende fino alla attuazione dei piani ambientali pregiudica la gestione dell’impianto ex Ilva di Taranto, secondo il nuovo proprietario, il colosso dell’acciaio ArcelorMittal. “Il decreto Crescita, nella sua formulazione attuale, cancella le tutele legali esistenti quando ArcelorMittal ha accettato di investire nello stabilimento di Taranto”, sotto sequestro dal 2012, si legge in una nota.
ArcelorMittal ricorda che “lo stabilimento è sotto sequestro dal 2012 e non può essere gestito senza che ci siano le necessarie tutele legali fino alla completa attuazione del Piano ambientale. Il Piano ambientale del 2017 è stato progettato per affrontare problemi di lunga data dello stabilimento di Taranto e per trasformarlo in un impianto siderurgico europeo all’avanguardia, utilizzando le migliori tecnologie disponibili, con un investimento ambientale complessivo di oltre 1,15 miliardi di euro”. Secondo il gruppo, “tutti gli interventi previsti stanno procedendo nel pieno rispetto delle tempistiche”. E viene inoltre specificato che dal punto di vista della multinazionale quelle tutele devono restare in vigore per evitare di “incorrere in responsabilità relative a problematiche che gli attuali gestori non hanno causato”.
Infatti il decreto-legge limita dal punto di vista oggettivo l’esonero da responsabilità alle attività di esecuzione del c.d. piano ambientale escludendo l’impunità per la violazione delle disposizioni a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e individua nel 6 settembre 2019 il termine ultimo di applicazione dell’esonero da responsabilità.
Una grana notevole che mette in forse la gestione di un impianto già a rischio per altri fattori, vista la recente richiesta di attivare la cassa integrazione. Ma il Governo sembra intenzionato ad andare avanti, come ha confermato il ministro Riccardo Fraccaro, l’esecutivo porrà la questione di fiducia sul provvedimento che dovrebbe essere votata giovedì. Il voto finale è atteso quindi per venerdì. Nel frattempo le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno dato il via libera a molti emendamenti.
In ogni caso ArcelorMittal Italia fa sapere che “resta fiduciosa che venga ripristinata la certezza del diritto nell’interesse dell’intero contesto economico italiano” permettendo ad ArcelorMittal Italia di “continuare a gestire lo stabilimento e completare il piano di riqualificazione ambientale”.

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