lunedì, 18 Novembre, 2019

Ilva, migliaia di persone manifestano per dimostrare la vicinanza al giudice Todisco

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C’è una Taranto che ha scelto da che parte stare. E come se la vicenda Ilva avesse segnato uno spartiacque ideale e antropologico nelle viscere più profonde di una città da sempre refrattaria alla lotta. La manifestazione di venerdi scorso, organizzata dalle associazioni ambientaliste a sostegno del giudice Patrizia Todisco, si pone in uno spazio altro rispetto a quello ascrivibile alla semplice rivendicazione di diritti negati o, peggio ancora, calpestati.

NEL NOME DI UN MAGISTRATO – Diecimila tarantini che sfilano per le vie del centro, diecimila voci che scandiscono entusiasti all’unisono il nome di un magistrato, in un’epoca contrassegnata da indifferenze collettive e passioni tristi, costituisce una notizia. Un grande movimento di opinione si è messo in cammino. Se si votasse domani, il giudice Todisco, forse, potrebbe diventare il sindaco di Taranto. Non ci sarebbe partito o esponente politico in grado di sbarrarle la strada. Non c’entra la chiusura o meno dell’Ilva in quello che sta accadendo in questo lembo di Puglia. Tentare di leggere il fenomeno in atto con queste chiavi interpretative è riduttivo e, al tempo stesso, semplicistico.

AMBIENTALISTI E INDUSTRIALI UNITI – Non c’entra lo scontro tra ambientalisti e industrialisti, sempre molto vivo da queste parti. La fiaccolata dell’altra sera ha visto sfilare, assieme, gli uni accanto agli altri: ecologisti ed operai Ilva. Non era mai accaduto prima. Il gip Todisco, ed è questa la novità rilevante, porta a sintesi gli opposti. Azzera l’imbarazzante dicotomia ambiente-lavoro. Conduce ad unità la voglia di normalizzazione di una città abituata a vivere di eccessi. Quello che avverrà nelle prossime settimane è difficile prevederlo. Un risultato, però, è già possibile consegnarlo alla storia: Taranto vuole costruirsi un futuro diverso.

Vincenzo Carriero

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