sabato, 20 Luglio, 2019

Imamoglu del Chp aderente all’Internazionale socialista

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Stamane il presidente della Commissione elettorale suprema turca, Sadi Guven, contrariamente allo scorso marzo non ha potuto far altro che confermare la vittoria di Ekrem Imamoglu che diventa così il nuovo sindaco della città di Istanbul. Ma Imamoglu non solo diventa il primo cittadino della città sul Bosforo raggiungendo con il bis più di 800mila voti in più rispetto all’avversario, ma dà uno schiaffo sonoro al candidato fedelissimo di Erdogan, l’ex premier Binali Yildirim. Aprendo un vero e proprio varco nella politica autoritaria e ritenuta ormai invincibile del ‘sultano’ turco che ha provato a fermare il Chp con nuove elezioni.
Come ricorda Bobo Craxi su Facebook, Ekrem Imamoglu è candidato dell’opposizione socialdemocratica Chp, aderente all’Internazionale Socialista. Da anni sia il Pes, sia i socialisti italiani con Pia Locatelli, già presidente onoraria dell’internazionale socialista donne, ha denunciato l’autoritarismo di Erdogan. Due anni fa Pia Locatelli si è anche recata a Istanbul per la marcia per i diritti in cui si denunciava il carcere preventivo e ingiustificato di molti giornalisti, politici, professori e cittadini comuni, tra questi anche la detenzione di uno dei deputati del CHP Partito Repubblicano del Popolo, Enis Berberoglu.

“A Istanbul in Turchia ha vinto la democrazia”, sottolinea oggi Pia Locatelli che evidenzia: “Nonostante le condizioni sfavorevoli per l’opposizione, nonostante le fake news dei media e nonostante una campagna mediatica pro governo, Imamoglu ha vinto. E non con pochi voti di scarto come la volta scorsa, ma con quasi un milione di consensi di vantaggio. Vincere a Istanbul è significativo, perché ha il 20% della popolazione Turca e rappresenta il 40% dell’economia del Paese. Per Erdogan – ha continuato Locatelli – è una doppia sconfitta. Ha cominciato qui nel ‘94 la sua carriera politica proprio come sindaco. La popolazione ha reagito alla prepotenza anteponendo un candidato che assume l’antiarroganza come modo di porsi. Imamoglu è un leader molto esperto e sa di dover fare i conti con una situazione che vede Erdogan al potere fino al 2023. Si è detto pronto a una sorta di convergenza di interessi”.
“Insomma siamo davanti a una prova di democrazia. Il che significa – ha concluso Pia Locatelli – che l’Europa deve ripensare suo atteggiamento nei confronti dell’accesso della Turchia verso l’Unione”.

Adesso si è finalmente aperta una breccia in Turchia, un segnale che ridà speranza anche all’Europa dove sono cresciuti i sovranismi, gli stessi che stanno rivelando la loro natura effimera.

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