mercoledì, 2 Dicembre, 2020

Immigrati: cittadinanza sportiva a chi è in un club da almeno 3 anni

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Kyenge-Idem

Una “cittadinanza sportiva” per chi è impegnato in una società sportiva da almeno tre anni. E’ la proposta lanciata ieri mattina da Filippo Fossati, deputato del Pd, durante la presentazione dell’edizione 2013 dei Mondiali Antirazzisti e la cerimonia di premiazione della squadra dei Liberi Nantes, composta da rifugiati politici e richiedenti asilo, organizzata dall’Unione italiana sport per tutti (Uisp) presso l’hotel Nazionale in piazza Montecitorio a Roma. “Chi nasce in Italia e’ italiano – ha detto Fossati – così come chi inizia a fare sport in Italia e prosegue su questa strada deve poter vedere riconosciuto questo diritto, che e’ diritto alla partecipazione, all’educazione, alla crescita. Da parlamentare mi impegnerò per riconoscere ai minori stranieri il diritto allo sport, senza alcuna discriminazione”. Ai Liberi Nantes, società sportiva affiliata all’Uisp, e’ stata consegnata ieri la Coppa invisibili per aver vinto nel 2009 la coppia Mondiali antirazzisti.

LO SPORT A FAVORE DELL’INTEGRAZIONE– A premiare la squadra, la ministra per l’Integrazione, Cecile Kyenge, che ha lodato l’impegno della squadra e dell’Uisp. “Qualunque campagna che rafforzi una cittadinanza diversa, dove ogni persona possa sentirsi a casa sua nel luogo di residenza e’ utile a rafforzare anche un’idea di cittadinanza, di convivenza e una nuova coesione sociale – ha spiegato la ministra -. Il mio ministero deve cercare di esportare tutte le buone pratiche da alcuni territori su tutto il territorio nazionale. Credo che il calcio e gli altri sport possano aiutare a una nuova convivenza, aiutare a giocare senza guardare l’origine della persona, riconoscendo il merito, la competenza, le capacita’, ma soprattutto coltivando le amicizie. Dobbiamo lavorare molto su questo se vogliamo una cittadinanza rafforzata e un nuovo modo di convivere”.

ADEGUARE LA LEGISLAZIONE – Nata nel 2007, la squadra dei Liberi Nantes ha partecipato a tutte le edizioni dei Mondiali Antirazzisti, ma l’obiettivo principale e’ sempre stato quello di promuovere il diritto allo sport tra i cosiddetti “migranti forzati”. “Oggi lo sport rappresenta un segnale di come sia cambiato il nostro Paese – ha affermato Khalid Chauoki, deputato del Pd e coordinatore intergruppo immigrazione – un cambiamento che pero’ non va di pari passo con la legislazione, arretrata e spesso discriminatoria, in materia di cittadinanza e immigrazione. Il nostro impegno si concentra sul ripensare insieme una legislazione adeguata, fondata sullo ius soli, che non eluda tanti piccoli e grandi campioni di seconda generazione o rifugiati politici che oggi, purtroppo, sono invece costretti alla panchina”.

Lucio Filipponio

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