domenica, 29 Novembre, 2020

Centrodestra unito al colle, ma resta il rischio rottura

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salvini meloni berlusconiLe divisioni nel centrodestra sono sempre più evidenti. Dopo le consultazioni di ieri al Quirinale, emergono ancora di più le contrapposizioni tra i leader. Mentre Salvini cerca l’accordo con i 5 Stelle, Berlusconi strizza l’occhio al Pd. Al Carroccio temono che il Cavaliere voglia proporre ai dem un governo istituzionale, scongiurando così l’asse con i grillini. Qualora dovesse andare così, sarebbe complicato per Salvini ricomporre l’alleanza.

“Berlusconi sbaglia tattica, M5s ha avuto il 32% dei voti” taglia corto Giorgetti, capogruppo alla Camera del Carroccio. Ma il presidente di FI non ha nessuna intenzione di arrivare all’accordo con Di Maio. Il suo sospetto è che ci sia già un’intesa con la Lega per il Governo. La questione principale riguarda la posizione di Forza Italia. Berlusconi vuole tornare ad essere protagonista, avere un ruolo ufficiale nel nuovo Esecutivo. Lo mette in chiaro Antonio Tajani, berlusconiano della prima ora: “Non intendiamo subire umiliazioni”.

Salvini prova a tenere unite le fila, annunciando che chiederà a Berlusconi e Meloni di “andare insieme al Colle”. Allo stesso tempo, però, ribadisce al Tg1: “L’unico governo che vedo possibile è quello del centrodestra unito insieme al Movimento Cinque Stelle”. L’appello di Salvini è subito colto da Berlusconi che in una nota afferma: “Alle prossime consultazioni il centrodestra si presenterà unito con Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi”. Proposta accolta subito anche da Meloni.

Intanto Giovanni Toti, governatore della Liguria e cerniera tra l’universo leghista e Forza Italia, tenta la mediazione: “Nel dire ‘non voglio un governo fatto di invidia sociale, odio e pauperismo’, Berlusconi ha messo un punto sul programma, credo che nessuno nel centrodestra possa dissentire”. Toti, dunque, nega che il Cavaliere non voglia l’accordo con Di Maio. “Le parole di Berlusconi – spiega – erano certamente un riferimento al 5 Stelle, ma non in senso di non voler collaborare dal punto di vista numerico o programmatico, ma segnare il punto: si parte dall’incarico a Salvini, se Mattarella vorrà darglielo”. Resta, comunque, il “Niet” di Di Maio all’ex presidente del Consiglio.

Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia, a Radio 1 spiega che “per Forza Italia esiste la possibilità di costruire un governo che abbia una piattaforma concordata e metta in sicurezza i nostri conti, viste anche le scadenze a breve, come le clausole di salvaguardia, solo se non si fa prevalere la logica dei veti ma quella dell’interesse nazionale». Evitare la frattura, quindi, non sarà cosa facile. Uscire dall’impasse ancora meno.

F.G.

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