mercoledì, 18 Settembre, 2019

Imu, la Uil lancia l’allarme. «Sarà una stangata che mangerà le tredicesime degli italiani»

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Potrebbe essere proprio un “bel” regalo di Natale. Se, come sostiene uno studio diffuso dal sindacato Uil, il saldo di dicembre dell’Imu dovesse essere «una stangata», con punte per la seconda casa fino a 1.209 euro, le «tredicesime sarebbero a rischio». Queste, infatti, verrebbero di fatto utilizzate per pagare la tassa che si abbatterebbe sugli italiani come una scure in un momento difficilissimo per l’economia del Paese. L’analisi della Uil parla di una media di spesa per le famiglie italiane compresa tra i 136 e i 470 euro per la prima casa che, sulle altre proprietà, partirà dai 372 euro fino a triplicare nelle grandi città. Lo studio, realizzato dall’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale, ha elaborato i dati contenuti nelle delibere del totale dei 8092 comuni italiani, pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia dal 10 al 28 Novembre 2012.

UN CAMPIONE CHE COPRE IL 76% DELL’UNIVERSO – Il segretario confederale Uil Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, ha detto che sono 6169 le amministrazioni che hanno già pubblicato le stime e che, di conseguenza, spiega, lo studio non si basa su proiezioni ma su dati reali, ovvero su un campione che rappresenta il 76,2 per cento del totale dei comuni d’Italia. Dei seimila comuni, il 31,2 per cento, pari a 1924 municipi, che includono 41 città capoluogo di provincia, ha aumentato le aliquote per la prima casa. Il 62,2 per cento, equivalente a 3.826 comuni, ha confermato l’aliquota base del 4 per mille, mentre soltanto il 6,8 per cento, cioè 419 comuni, l’ha diminuita. Tra questi, si contano 8 città capoluogo di provincia.

AUMENTI SULLA SECONDA CASA – Gli aumenti, naturalmente, non riguardano solo la prima casa. Il 62,6 per cento del campione, infatti, equivalente a  3863 comuni, di cui 98 capoluoghi di provincia, ha aumentato anche l’aliquota per la seconda casa. Duemiladuecentoventuno comuni, pari al 356 per cento, hanno deciso, invece, di confermare l’aliquota di base del 7,6 per mille e soltanto l’1,4 per cento, cioè 85 comuni, per lo più concentrati nel Sud, ha deciso di diminuirla.

VENTITRE’ MILIARDI DI EURO DI GETTITO – In generale, il gettito fiscale complessivo che arriverà nelle casse dello Stato, dalla riscossione della tassa sulla prima e sulle altre abitazioni degli italiani, potrebbe superare, a fine anno, i 23 miliardi di euro. Si tratta dunque di un paio di miliardi in più rispetto ai 21 preventivati con il decreto Salva-Italia.

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