venerdì, 19 Luglio, 2019

In Albania la vittoria ‘bulgara’ di Rama

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Due sono gli elementi fondamentali che si possono trarre dal voto di domenica 30 giugno in Albania: la bassissima affluenza e la scontata vittoria del Partito socialista. Erano 61, compresa Tirana, i municipi in ballo. Dopo l’incredibile susseguirsi delle decisioni istituzionali (prima l’indizione delle elezioni da parte del Governo di Edi Rama, poi l’annullamento per decreto del Presidente della Repubblica Ilir Meta, poi la messa in stato d’accusa per illegittimità dell’atto dello stesso Presidente da parte del Parlamento con la conferma della data delle elezioni amministrative), si e”finalmente votato. In totale ha preso parte alle elezioni poco più del 21% degli aventi diritto. In quasi tutti i comuni coinvolti era presente solo il candidato del Partito Socialista che quindi è risultato vincitore senza alcuna alterativa possibile sulla scheda elettorale. L’opposizione guidata dal Partito Democratico di Luizim Basha ha disertato le urne in segno di protesta per una campagna elettorale condotta, a suo giudizio, in condizioni non paritarie. L’unica nota positiva di questo turno elettorale e che si è svolto in modo pacifico e senza alcuna forma di violenza che, visto il clima che si era creato, poteva essere messa nelle previsioni. Invece il Premier Rama, che si era speso in modo particolare per il mantenimento della data delle elezioni, esce indubbiamente vincitore da questo braccio di ferro. Ma le incognite sul futuro rimangono notevoli. Ci sarà prima di tutto da risolvere la paralisi istituzionale derivata dalla contrapposizione tra Governo e Presidente della Repubblica con una Corte costituzionale in cui otto membri su nove sono dimissionari o dimissionati. Inoltre dovrà essere garantita la piena operatività del Parlamento dopo le dimissioni in massa dei rappresentanti dell’opposizione e la loro sostituzione con coloro che li hanno seguiti primi non eletti. Ci sarà da convincere la Commissione europea a proseguire il cammino dell’adesione dell’Albania con il raggiungimento dei parametri richiesti che in questa situazione di confusione istituzionale sono ancora più incerti. D’altra parte neanche l opposizione si presenta compatta e la linea del boicottaggio imposta da Basha viene criticata come priva di prospettiva politica. Ci vorrà tutto il prestigio personale e internazionale del Premier Rama per uscire da questo impasse che sta nuocendo alla credibilità della Repubblica albanese.

Alessandro Perelli

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