mercoledì, 24 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

SU AL COLLE

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Il premier Giuseppe Conte salirà al Quirinale nel tardo pomeriggio per riferire al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il voto di fiducia di ieri in Senato. Il voto di ieri sera ha fatto emergere la debolezza della maggioranza. Infatti i numeri usciti da Montecitorio e Palazzo Madama consegnano al governo una maggioranza assoluta solo alla Camera, mentre quella al Senato l’equilibrio risulta precario. E’ intanto terminato a Palazzo Chigi il vertice di maggioranza convocato dal premier. Presenti i capi delegazione e i leader di partito, tutti collegati da remoto. Durante la riunione sarebbe stata confermata la linea condivisa in questi giorni, ovvero allargare il perimetro della maggioranza. L’intenzione del premier sarebbe quella di andare avanti, mantenendo per ora l’interim all’Agricoltura, e, solo successivamente, una volta puntellata la maggioranza, decidere sulla squadra di governo. Nella riunione ci sarebbe stato soprattutto un confronto su come andare avanti con il lavoro.

 

“Una giornata non facile – ha dichiarato il Segretario del Psi Enzo Maraio – ma intendiamo garantire al Paese un governo stabile nel momento più difficile della storia repubblicana.
Il voto di fiducia del Senato è una base di partenza per costruire una coalizione nuova che garantisca un Governo autorevole.  Un voto di fiducia verso il Paese, per le famiglie e le imprese che chiedono soluzioni. I socialisti del Psi con Riccardo Nencini hanno assicurato coerenza e lealtà. Abbiamo molte cose da dire all’Esecutivo e tanto da fare nella nostra comunità. Faremo l’uno e l’altro” ha concluso Maraio.

 

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Il governo incassa la fiducia con 156 voti a favore ma non ottiene la maggioranza assoluta. L’asticella era a 149. I voti contrari sono stati 140 mentre 16 gli astenuti. Conclusa la seconda chiama due senatori di FI votano sì. Si astengono i senatori di Italia Viva. La senatrice di Forza Italia-Udc, Maria Rosaria Rossi ha votato la fiducia al governo, nell’aula del Senato. Anche Andrea Causin, senatore di Forza Italia ha votato la fiducia al governo nell’aula del Senato. Giallo in chiusura sulla validità o meno del voto di Lello Ciampolillo che ha espresso il proprio voto mentre il presidente del Senato Maria Alberti Casellati si apprestava a chiudere la votazione. Giallo poi concluso con la riammissione alla votazione. Ma in ogni caso i numeri usciti dall’Aula segnano la maggioranza per il governo che però non ottiene la maggioranza assoluta.

 

La senatrice Maria Rosaria Rossi di Forza Italia ha votato sì alla fiducia fin dalla prima ‘chiama’, e con lei anche il collega azzurro Andrea Causin, che così, annuncia “recide i rapporti” con Fi: “Ho riscontrato nell’intervento del Presidente Conte la volontà forte di apertura di una nuova stagione politica e di ripensare, in modo più incisivo ed efficace l’azione del Governo soprattutto per il contrasto alla pandemia”, ha spiegato.

No, invece, della senatrice del Gruppo Misto Tiziana Drago, così come no è stato il voto del senatore del Misto Mario Michele Giarrusso, ex M5S. Sì alla fiducia dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, dal senatore a vita Mario Monti e dalla senatrice Sandra Lonardo (Misto), come già annunciato in precedenza. E ancora: Il senatore Carlo Martelli, membro del Gruppo Misto ed ex esponente M5S, ha votato no.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato per le comunicazioni relative alla crisi di governo. Il premier, dopo la fiducia ottenuta alla Camera con 321 voti a favore, si presenta a Palazzo Madama nell’appuntamento chiave della crisi. L’esecutivo è uscito ieri dalla Camera con 321 sì, 259 no e 27 astenuti sulla risoluzione di maggioranza presentata sulle comunicazioni del presidente del Consiglio.
Al Senato la maggioranza assoluta di 161 voti appare molto ripida. Il sostegno al governo oscilla tra 154 e 156 voti, senza grandi progressi da domenica. In mattinata il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha riletto in gran parte lo stesso discorso fatto ieri alla Camera, poche le aggiunte e gli aggiustamenti. Giuseppe Conte ha rivolto le sue comunicazioni al Senato e ha confermato di volersi presentare a testa alta. Ha attaccato nuovamente Iv per l’apertura della crisi e lanciato un appello ai volenterosi. E’ tornato, anche, sulla legge elettorale, ed è qui che si rileva uno degli aggiustamenti: riaffermando il proporzionale, il premier ha riconosciuto il primato del Parlamento. Inoltre, sulla scia delle critiche, Conte oggi ha arricchito gli impegni verso il Sud; e ha corretto la richiesta di aiuto ai senatori di tutte le forze politiche, sottolineando il valore delle idee e dei progetti, più che dei numeri. Dopo il suo intervento, è iniziato il dibattito in Aula. Il premier replicherà intorno alle 18, dopodiché ci saranno le dichiarazioni di voto e, verso le 21, il voto finale sulla fiducia.

 

“Riparta il presidente del consiglio – ha affermato in aula il Senatore socialista Riccardo Nencini – allargando la coalizione esistente alle forze europeiste. Apprezzo che sia stata condivisa una verità. Un Governo con una maggioranza costruita con una pesca miracolosa è inutile e dannoso. Lei fissa una strategia di due tempi, voto fiducia e allargamento della maggioranza.  Considerare sconfitta di Trump come sconfitta del sovranismo è lettura sbagliata. Anche da noi si è corso questo rischio e non può essere corso mai più. Se serve lavorare fuori dal rancore per raggiungere uno spazio di unità è la strada che deve essere seguita”.  Leggi l’intervento integrale di Nencini.

 

Molto duro l’intervento di Matteo Renzi. Di fronte a una pandemia c’è bisogno di un governo più forte, ha detto Renzi. “Questo luogo – ha aggiunto – esige e merita rispetto, la sua valutazione signor presidente rispetto al fatto che questa crisi è incomprensibile, mi impone di guardarla negli occhi e di dirle cosa ha portato tutti noi ad allontanarci dal governo”. “Noi pensiamo che il suo non sia il governo più bello del mondo, il governo migliore del mondo. Pensiamo che per la tragedia in corso ci sia bisogno di un governo più forte, ha aggiunto Renzi. “Non basta la narrazione del ‘gli altri Paesi ci copiano, siamo un modello'”. Ha aggiunto Renzi: “C’è bisogno di dirci le cose in faccia, in modo tranquillo. Non è il momento della crisi? Questo è un momento opportuno, ora o mai più si può fare la discussione. Ora ci giochiamo il futuro, non fra sei mesi. Ora o mai più perché c’è un nuovo presidente degli Stati Uniti”.

“Ora o mai più perché qualche giorno fa sono stati fatti degli accordi impressionanti in medio Oriente. Ora o mai più – ha spiegato Renzi – perché Merkel e Macron hanno siglato accordi con la Cina mentre noi siamo rimasti a guardare”, ha aggiunto Renzi. Ora o mai più perché questo è l’anno del G20 in Italia”. E ancora: “Abbiamo il 160 per cento di debito e i ragazzi pagheranno il conto più di altri di questa crisi. Ora o mai più per il Mes”.

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1 commento

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    Mario Mosca on

    Desidero ringraziare il compagno Sen. Nencini per l’alto senso di responsabilità dimostrato nel contribuire a risolvere, per quanto possibile, una crisi di governo che a molti di noi italiani è apparsa incomprensibile per modi e, soprattutto, tempi.
    Cordiali saluti,
    Mario Mosca.

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