venerdì, 30 Ottobre, 2020

In Corea va “in scena” la guerra e Pyongyang gioca il tutto per tutto

0

Pyongyang-Corea-NucleareContinua il gioco delle parti nella penisola coreana. Pyongyang continua con la voce grossa mentre Seul continua a inviare segnali di allarme, e gli Usa abbassano i toni utilizzando una terminologia che, più che da colomba, sembra da “rimprovero” e parlano di «impegni già presi». Nel frattempo, il Dragone cinese il vero attore che, più di chiunque altro, ha il potere di intervenire in maniera risolutiva,  continua a giocare di sponda attuando una strategia, almeno quella che filtra pubblicamente, di tipo dilatorio. Il segretario di Stato americano, John Kerry, in uno degli ultimi eventi a cui ha preso parte in Giappone, a chiusura della missione di quattro giorni che lo ha portato in Corea del Sud e Cina, ha invitato il regime a «misure significative per mostrare che onorerà gli impegni» già presi. «La palla è nel loro campo», ha detto intervenendo al Tokyo Institute of Technology, mentre vanno avanti gli sforzi di Washington per gettare le basi di una soluzione alle turbolenze nordcoreane.   

TUTTI UNITI – Il ministro della Difesa sudcoreano, Kim Kwan-jin, ha annunciato che tutti i preparativi di lancio del missile nordcoreano «sono ormai pronti», mentre gli Usa hanno aperto a negoziati con Pyongyang purché siano «onesti» e la controparte si dimostri «autentica e credibile sulla denuclearizzazione. Abbiamo avuto impegni e dialogo di più alto livello che mai con la Cina e avuto rapporti senza precedenti tra di noi», ha precisato con toni decisamente positivi quanto alla tappa di Pechino, la più strategica. «Immaginate come le diverse sfide di oggi potrebbero apparire domani – dalla crescita dei posti di lavoro ai cambiamenti climatici alla malattie pandemiche alla proliferazione di armi pericolose – con tutti noi come partner a pieno titolo e costruttivi», ha continuato Kerry, secondo cui Cina, Corea del Sud e Giappone sono uniti nella risposta alle minacce di Pyongyang. Il segretario ha affermato che «non c’è confusione sul punto».

ZONA DENUCLEARIZZATA? – Nel fine settimana è emersa piena concordanza sul principio di tenere la penisola coreana libera da armamenti nucleari: per centrare l’obiettivo, Washington punta sul lavoro di Pechino e sulle relazioni vantante con Pyongyang per l’avvio di un nuovo rapporto diplomatico col giovane leader del Nord, Kim Jong-un. Anche sull’ipotesi di lancio del missile, Kerry ha rimarcato che «sta alla Cina individuare il canale. Gli Usa difenderanno i suoi alleati, la Corea del Sud e il Giappone». Il Quotidiano del Popolo, l’organo del Pcc, ha avvertito che, a conferma di situazioni delicate, le tensioni potrebbero andare fuori controllo e «non importa se in modo intenzionale o accidentale, anche la più piccola cosa potrebbe causare un cambio rapido» della situazione. «Invitiamo a evitare azioni che possano mettere l’uno contro l’altro», ha ammonito la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, che ha glissato su come Pechino tenterà di dissuadere il vicino imprevedibile da possibili provocazioni.

I PROCLAMI DI PYONGYANG – A Pyongyang, nel pieno delle solenni celebrazioni del 101/mo compleanno del fondatore dello Stato, il “presidente eterno” Kim Il-sung, la tv di stato ha rilanciato un messaggio dei militari: «Con le armi nucleari e sotto la leadership di Kim Jong-un, metteremo fine al potere degli Usa». Retorica a parte, per alcuni il lancio di un missile non sarebbe ancora scongiurato. «Aspetteranno le reazioni delle parti coinvolte prima di ogni decisione», ha commentato Satoshi Morimoto, ex ministro della Difesa nipponico ed esperto delle dinamiche in Estremo Oriente. «Di sicuro la leadership ha capito che non ci saranno attacchi dagli Usa e poi ci sono due date da tenere in considerazione», ha aggiunto Morimoto, parlando alla tv pubblica giapponese Nhk. Il 25 aprile corre l’80/mo anniversario della fondazione dell’Armata del Popolo coreano e a fine mese, il 30, finiscono le esercitazioni militari congiunte, “Foal Eagle”, tra Seul e Washington. Una prova di forza è sempre possibile. Almeno così vogliono far credere da Pyongyang.

Roberto Capocelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply