sabato, 6 Giugno, 2020

In Romania esiste ancora il comunismo?
Quella “breccia” di 150 anni fa
I segreti degli scrittori e degli editori

0

Dopo trent’anni dalla fine del regime comunista in Romania si comincia a vedere qualche luce sulla democrazia e sulla libertà . Ma è ancora una luce fioca. Non lo diciamo solo noi osservatori di quel paese (cosi vicino a noi, non solo per storia e geografia), ma anche perché nel nostro paese vivono e lavorano oltre un milione mezzo di rumeni. Eppure i misteri politici di quel paese sono ancora vivi e indecifrabili. La stessa fucilazione del dittatore Nicolae Ceaucescu e di sua moglie Elena, dopo un processo farsa in una caserma (dicembre 1989) è avvolta nel mistero. L’unica cosa certa è che alcuni militari arrivati da Bucarest hanno fatto fuoco sulla coppia di despoti ,dopo la rivolta di Timisoara e di Bucarest ,dove si registrarono decine di morti fra i manifestanti ( non migliaia di morti ,come era stato dichiarato all’inizio dai giornali e tv straniere), per l’intervento della Securitate, il corpo di polizia responsabile dei più orrendi crimini politici (e non solo). Sia chiaro Ceausescu, che era riuscito a ingannare gli stessi americani e quasi tutti i governi dell’Occidente per i suoi spettacolari atti di liberalità e di indipendenza dal Cremlino, in politica interna si comportava come un tiranno terribile: faceva rinchiudere in orribili carceri i dissidenti per un nonnulla per anni. La Securitate faceva sparire in fosse comuni contadini e studenti in alta montagna e nella campagne, come ci ha raccontato, in una lunga intervista, il “cacciatore di criminali” Marius Oprea,un archeologo benemerito che da molti anni si è dedicato nella ricerca delle tombe anonime di desaparecidos rumeni.

Tutte le vicende segrete sono poi ricostruite, sulla scorta di documenti e testimonianze dello stesso Oprea e di altri coraggiosi ricercatori, nel libro di Guido Barella ,”La tortura del silenzio” (San Paolo Edizioni). Un libro di grande interesse,questo del giornalista di Udine, per conoscere la tragedia della Romania,ancora oggi poco nota. Le ragioni le spiegano bene sia Oprea che Barella: in Romania è stato sconfitto il regime di Ceaucescu, ma non il comunismo. Sono state,infatti, rinvenute e catalogate migliaia di vittime (ogni giorno la cifra aumenta: ora siamo ad oltre diecimila), nonostante le difficoltà e l’ostruzionismo degli apparati pubblici e delle autorità. E ancora oggi l’intero sistema pubblico e politico rumeno è costituito dagli uomini del vecchio apparato comunista e della stessa Securitade. E’ questa la ragione per cui il comunismo continua a sopravvivere sia pure se con una veste più moderna. Oprea e la sua squadra di archeologi non demordono per combattere – come ha affermato la scrittrice premio Nobel Herta Muller – “un regime che si chiamava dittatura e che era un’impalcatura fatta di desolazione e di angoscia”. E’ per queste ragioni che la scrittrice romena ha deciso di dare il proprio pieno sostegno all’encomiabile opera di Marius Oprea.

Dalla Romania a Roma. Ci arriviamo con il bellissimo libro del giornalista Claudio Fracassi, “La Breccia di Roma” (Mursia) . Siamo vicini al 20 settembre, a quella breccia del 1870 che doveva completare – con la conquista la Roma -l’unificazione e l’indipendenza italiana. Ma quale Roma trovarono i bersaglieri dopo essere entrate,con le loro piume al vento, dopo aver fatto saltare un tratto del Muro Torto ? I clericali e le gerarchie ecclesiastiche parlavano di “oltraggio” al papa e alla capitale della cristianità. E Nino Bixio, che da garibaldino era diventato generale dell’esercito, amava polemizzare e per provocare, dichiarava che era necessario individuare un tratto del Tevere per annegare Pio IX e i cardinali del Sacro Collegio. Al di là delle battute di quelle giornate roventi credo che il valore del libro di Fracassi (del resto esperto di storia romana, come confermano i suoi numerosi libri) va ricercato nell’analisi politico-sociale di Roma. In particolare l’autore cerca di spiegare chi fossero i ricchi in quell’epoca e chi invece non riusciva a sbarcare il lunario, che ruolo aveva il clero e quale influenza esercitavano gli Stati stranieri sul Vaticano e come era organizzato lo Stato della Chiesa. In realtà, quella del 20 settembre 1870 non è stata una vera e propria battaglia ,ma una mattinata ,con i bersaglieri che varcarono le vecchie mura romane. Eppure ,per l’importanza della Chiesa cattolica ,la Breccia ebbe una grande eco in tutto il mondo. Quando (il 23 gennaio 1875) Giuseppe Garibaldi arrivò a Roma (da Caprera dove risiedeva) fu un trionfo di popolo. Venne eletto deputato e la sua principale preoccupazione fu quella di darsi da fare, con architetti e ingegneri, per “canalizzare” le acque del Tevere per prevenire nuove inondazioni . L’eroe dei due Mondi, anche in quella visita di Roma liberata,rimase profondamente deluso della classe politica del tempo. Lo disse apertamente, anticipando quanto annotò ,prima di morire (1882) :

Tutt’altra Italia io sognavo nella mia vita, non quella miserabile …in preda alla parte peggiore della nazione”. Mi chiedo amaramente: e se Garibaldi fosse vissuto ai tempi nostri che cosa avrebbe detto ?

Completiamo questa rubrica con una segnalazione di un libro curioso e ricco di annotazioni editoriali e letterarie: ” Il marchio dell’editore” di Gian Carlo Ferretti (Interlinea ). L’autore è un critico letterario di lungo corso, particolarmente attivo nelle testate di area comunista o di area di sinistra post comunista ( l’Unità,Rinascita il Manifesto,ecc.). Ferretti è espertissimo, come conferma questo libro nei segreti e nelle lobbies editoriali; costruisce,smonta e rimonta saggi sui maggiori letterati del nostro paese,passa dall’analisi dei lettori e non lettori, alle case editrici, quelle storiche e quelle nuove. In altre parole, questo libro è comunque importante perché è una miniera di informazioni, di aneddoti e curiosità sul mondo letterario ed editoriale del nostro paese. Ovviamente, la visione è quella di Ferretti, nel bene e nel male, piaccia o non piaccia. Leggere per credere.

Aldo Forbice

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply