venerdì, 20 Settembre, 2019

In scena “Aucassin et Nicolette” al teatro Pergolesi

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Jesi (An) – La 19^ ed. Festival Pergolesi-Spontini Festival, dedicato a “Futuro. Infinito”, si è aperta, lo scorso 31 agosto 2019, al teatro Pergolesi di Jesi con “la Cantafavola del XII secolo per una voce, qualche strumento e qualche marionetta Aucassin et Nicolette”, prima mondiale della versione italiana, in co-produzione con Opera- Theatre de Metz Metropole, per la regia di Paul- Emile Fourny. Lo spettacolo ha ottenuto un certo plauso dal pubblico che ha richiamato diverse molte gli attori sul palco. La versione italiana, a cura di Marco Attura e Cristina Carrara, ha suscitato un certo interesse nel pubblico della regione tanto che lo spettacolo ha ottenuto un buon riscontro di pubblico in sala.
L’opera è stata scritta nel 1938 da Mario Castelnuovo-Tedesco, poco prima della sua partenza alla volta degli Stati Uniti, a seguito delle leggi raziali, Aucassin et Nicolette è l’unico esempio rimasto di un genere che fiorì nella Letteratura francese intorno la fine del XII secolo e fu chiamato “Chante Fable”. Fu messa in scena nella versione originale in francese, per la prima volta nel 1952 al teatro del “Maggio Fiorentino”, in onore del compositore toscano che pensò di musicare questa storia d’amore francese del XII secolo, in un periodo di grandi difficoltà per il mondo intero, l’avvento dei totalitarismi e la Seconda Guerra Mondiale.
La Cantafavola è una storia d’amore e d’avventura, narrata in sezioni alternate di versi e di prosa – prosimetro- una ripresa della struttura del Romanzo antico greco e latino, approdato alle corti francesi e rielaborato dai trovieri, i nostri “menestrelli”, che diffondevano il testo con l’accompagnamento musicale. Mario Castelnuovo –Tedesco con difficoltà riuscì a mettere in musica sia le parti che originariamente erano cantate, sia quelle recitate. Il risultato finale fu vario; l’unica voce alternava momenti di grande lirismo a momenti recitativi, in cui prevaleva lo sviluppo della trama.
L’opera risulta di dimensioni minime: una sola voce, qualche strumento- quattro legni, una tromba, arpa e un quartetto d’archi – e marionette. E’ infatti chiara l’intenzione dell’autore di raccontare una fiaba dove il canto dà vita ai personaggi e allo svilupparsi della storia. Per il cantante – riattualizzazione della figura del menestrello – la vera difficoltà sta nel fatto che con la sua voce mette in scena più personaggi: il narratore, Aucassin, Nicolette e altri personaggi secondari. Per ogni personaggio si deve immaginare un tono di voce diverso, un immedesimarsi nei suoi pensieri e nelle sue intenzioni e proprio in questo si manifesta la difficoltà e la bravura per gli interpreti. Musicalmente parlando la Cantafavola è un piccolo gioiello, un’adesione totale della musica alla parola, in cui si intrecciano magistralmente ambientazioni medievali, arcaiche e slanci lirici incantevoli. La leggerezza musicale accompagna le vicissitudini esistenziali, gli impedimenti, le guerre per il controllo del territorio, i rapimenti, le agnizioni e l’amore sofferto di Aucassin et Nicolette, incanta e trascina lo spettatore, definisce e sottolinea la psicologia dei personaggi e lo sviluppo dell’azione scenica.
La scenografia, molto suggestiva e semplice, – curata da Benito Leonori – si incentra su una presenza arretrata dell’ensemble musicale- diretta da Flavio Emilio Scogna- , schermata da teli lievi, quasi trasparenti, che si evidenziano in modo particolare quando la luce, spesso intensa e violenta, prevalentemente blu, nelle sue sfumature, modulata dalla maestria di Ludovico Gobbi – li colpisce. Sulla scena vengono proiettate le ombre delle marionette/ personaggi che portano avanti l’azione scenica insieme al canto delle figure femminili che si alternano – la soprano catanese Chiara Ersilia Trapani, l’altra soprano la russa Evgenia Chislova e la mezzosoprano iesina Martina Rinaldi – contribuendo a creare emozioni e a dispensare fascino in chi assiste alla Cantafavola.
Lo scopo della rappresentazione di Aucassin et Nicolette è stato quello, in occasione dell’inaugurazione del Festival Pergolesi- Spontini, di divertire, allietare, trasmettere, attraverso i toni lievi della Cantafavola, un intento etico che nasce dal trionfo dell’amore e dei sentimenti dopo le difficili prove che la vita impone agli uomini e alle donne di tutti i tempi.

Andrea Carnevali

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