giovedì, 2 Aprile, 2020

In Spagna la Governabilità dopo le trattative

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La Spagna ha un nuovo Governo a guida socialista. Pedro Sanchez, ha ottenuto il via libera dal Parlamento di Madrid alla seconda votazione. Si tratta di un Governo di coalizione tra il Partito socialista e Podemos, forza di sinistra con la astensione degli indipendentisti catalani di Esquerra Repubblicana. Con 167 voti a favore, 165 contrari e 18 astensioni sarà il primo Governo progressista di coalizione a guidare la Spagna. Non è stato certamente facile raggiungere questo risultato dopo che a novembre gli spagnoli si erano recati alle urne per la quarta volta in quattro anni e avevano rafforzato il Partito socialista ma non sufficientemente per assicurargli la maggioranza assoluta in un Parlamento che aveva visto il massiccio ingresso della forza di estrema destra Vox. In questi due mesi ci è voluta tutta l’abilità del leader socialista per raggiungere un accordo programmatico e organigrammatico con Podemos e per arrivare a un’astensione degli indipendentisti e quindi all’apertura di un confronto positivo sul problema della indipendenza della Catalogna che aveva infiammato la penisola iberica negli ultimi anni. Una bella vittoria per Pedro Sanchez che tra l’altro dimostra che l’idea socialista riformista possa ancora recitare un ruolo di primo piano in Europa. Dopo aver individuato la squadra di Governo cominceranno per i socialisti le non facili decisioni che dovranno seguire l’articolazione del programma. In primo luogo si dovrà affrontare la situazione economica che presenta segni confortanti ma che l’incertezza della dimensione politica di questi ultimi quattro anni ha messo a dura prova. Di positivo vi è sicuramente l’aumento del PIL che nell’ultimo anno è stato del 2,6% (tre volte in più che in Italia) e la ripresa della occupazione. Ma proprio confermare questa tendenza, salvaguardando il welfare e la tutela delle aree più deboli della popolazione sarà la nuova scommessa del Governo Sanchez. Insieme a questo anche un rinnovato ruolo della Spagna all’interno della Unione Europea sarà maggiormente favorito dal raggiungimento della governabilità. Ma è sulla questione dell’autonomia della Catalogna che di giocherà il futuro del nuovo Governo spagnolo. Le trattative promesse e già in programma con le forze autonomiste che con la loro astensione sorreggono l’esecutivo dovranno portare risultati concreti e non impegni generici. Su questi temi nelle prossime settimane sarà possibile misurare la capacità di Pedro Sanchez di assicurare alla Spagna un futuro di crescita e di sviluppo.

Alessandro Perelli

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