lunedì, 18 Novembre, 2019

In un pieno di benzina pesano le accise

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Il tema della riduzione delle tasse è stato al centro della scorsa campagna elettorale. I partiti usciti vincenti dalle ultime elezioni ne avevano fatto un cavallo di battaglia: la promessa di minori tasse era l’imperativo per avere più crescita. Ancora, oggi, rischiamo di avere meno crescita e più pressione fiscale dopo il varo della manovra. L’ex ministro dell’interno aveva promesso il taglio delle accise affermando che ” non ha senso pagare accise per guerre combattute nel secolo scorso”. Classica promessa elettorale non mantenuta ! Tra gli eventi straordinari finanziati con i prelievi fiscali sui carburanti, non ci sono le famose guerre in
Abissinia ovvero le missioni militari. Parte delle accise sono servite per altre esigenze specifiche che il legislatore ha deciso di far pagare a tutti gli automobilisti in misura impercettibile sul totale di un pieno. Rimane una cifra immutata ormai da anni che fa dell’Italia il secondo Paese dell’area euro per le accise su benzina (dopo Olanda) e diesel (dopo la Gran Bretagna). Quando si dice che queste accise non servono più una volta terminati gli eventi da finanziarie, confluiscono nella fiscalità generale e contribuiscono annualmente al bilancio dello Stato.

Le previsioni per il 2018 e 2019 vedono le entrate derivanti dalle accise in netta diminuzione a causa delle minori vendite di carburanti. Sul prezzo finale incide anche l’Iva la cui somma di entrambe le componenti, messa in relazione con il prezzo al netto delle tasse si determina l’indicatore che si usa per verificare la pressione fiscale di ogni Paese. La componente fiscale in Italia sulla benzina è pari al 65% e quella sul diesel al 60% mentre la rimanenza rappresenta il prezzo industriale della materia prima, della raffinazione, della distribuzione, trasporto e margine per il benzinaio.

Questo significa, quindi, che per ogni euro di carburante che paghiamo al benzinaio, solo trentacinque o quaranta cent. servono per fare andare la nostra macchina. Le accise introdotte ed utilizzate come strumento provvisorio da eliminare alla cessazione dell’evento particolare non sono state mai rimosse tant’è secondo l’italico principio ” una tantum ” maldestramente si trasforma in ” una semper “. La situazione del caro-carburante nel nostro paese rappresenta una delle maggiori problematiche a livello economico-sociale e nonostante ciò l’addetto al distributore ci accoglie con garbo alla pompa: “quanta gliene metto, dottò ” ” Il pieno, grazie” e mentre la pompa parte, il nostro sguardo si perde nei giri del contatore che sancirà senza possibilità di sconto il personale salasso settimanale.

Ernesto Calluori

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