venerdì, 4 Dicembre, 2020

Indennità covid, attivo il servizio per la presentazione delle domande

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Indennità Covid-19
ONLINE LA DOMANDA ONNICOMPRENSIVA
Dal 23 ottobre scorso è attivo il sevizio per la presentazione delle domande di indennità Covid-19 onnicomprensiva per alcune categorie di lavoratori di seguito riportate:
stagionali o lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
stagionali di settori diversi dal turismo e dagli stabilimenti termali;
intermittenti;
autonomi occasionali;
incaricati di vendita a domicilio;
lavoratori dello spettacolo con almeno sette contributi giornalieri nel 2019 e con un reddito derivante non superiore a 35.000 euro;
lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri nel 2019 e con un reddito derivante non superiore a 50.000 euro;
lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali.
La misura di sostegno, introdotta dal decreto-legge 104/2020, prevede l’erogazione di una indennità onnicomprensiva pari a mille euro.
Per tutte le indicazioni relative all’accesso, alla corretta compilazione della domanda e alle funzioni che permettono di controllarne lo stato e l’esito fino al pagamento, è possibile consultare il Tutorial previsto per le altre indennità Covid-19.
Coloro che hanno già beneficiato di indennità Covid-19 e che rientrano nelle suddette categorie di lavoratori, anche a seguito di riesame con esito positivo, non devono inoltrare richiesta per l’indennità onnicomprensiva, in quanto quest’ultima verrà erogata direttamente dall’Inps.
Coloro che, invece, non hanno ancora inviato istanza per altre indennità Covid-19 o che hanno trasmesso domanda ma questa risulta “Respinta”, devono presentare una nuova richiesta per l’indennità onnicomprensiva.

 

Riscatto Laurea
I CONTRIBUTI SONO SEMPRE DEDUCIBILI
I contributi previdenziali versati dal dipendente, obbligatori o facoltativi che siano, sono sempre deducibili dal reddito, qualunque sia la causa che ne motiva e origina il versamento: lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 482 del 19 ottobre 2020.
I dubbi nascevano da una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 436/2017, in merito alla deducibilità dei contributi volontari corrisposti alla gestione pensionistica di appartenenza per il riscatto degli anni di laurea ai fini di buonuscita.
Il punto è la corretta interpretazione dell’articolo 10, comma 1, lettera e) del Tuir, in relazione alla quale cambia il trattamento fiscale dei contributi pagati per il riscatto degli anni di studi assimilati agli oneri integralmente deducibili, al pari di quelli versati ai fini pensionistici.
Pertanto, come conferma l’Agenzia delle Entrate in base alla lettura della norma primaria:
“sono deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali e assistenziali versati per legge o facoltativamente all’Inps, compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi. In particolare, i contributi volontari sono deducibili qualunque sia la causa che origina il versamento, come ad esempio il riscatto della laurea o la ricongiunzione di periodi assicurativi (vedi risoluzioni n. 25/2011, n. 298/2002, circolare n.19/2020)”.
Il documento di prassi chiarisce infatti che la sentenza di Cassazione ha come oggetto l’applicazione dell’articolo 19, comma 2-bis del Tuir (determinazione dell’indennità di buonuscita) e non la deducibilità degli oneri, prefigurata dall’articolo 10 comma 1, lettera e) dello stesso Testo unico.

 

Smart Working
LE DISPOSIZIONI DELL’INAIL
Negli ultimi mesi lo smart working si è affermato in modo importante anche in Italia, per questo si è reso necessario tutelare questo nuovo modello di lavoro ibrido. L’Inail per lo smart working ha emanato un’informativa in cui sono state definite le regole sulla salute e sulla sicurezza nel lavoro: ecco in che cosa consiste.
Molto spesso, smart working e telelavoro vengono confusi, ma in realtà sono due modalità di lavoro distinte. Le differenze tra le due riguardano soprattutto orario e luogo di lavoro. Nello smart working, definito anche lavoro agile, non ci sono vincoli a livello di orario e luogo in cui lavorare e viene contraddistinto dalla flessibilità. Nel caso del telelavoro, il dipendente è dotato di una postazione fissa fuori dalla sede aziendale e da orari definiti che devono essere rispettati in modo preciso e puntuale.
l’informativa Inail
In tema di smart working e sicurezza sul lavoro, l’Inail ha emanato un’informativa indirizzata al lavoratore e al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, in cui ha illustrato i comportamenti di prevenzione richiesti al lavoratore e tutte le indicazioni che il lavoratore è tenuto ad osservare per prevenire i rischi di salute e sicurezza legati alle modalità di lavoro agile. La copertura Inail dello smart working è la medesima rispetto a quella del lavoratore dipendente che segue modalità ordinarie, per questo è stato necessario fare delle puntuali specifiche. Il documento dell’Inail sullo smart working ricorda alcune disposizioni della Legge n. 81 del 22 maggio 2017, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”. Nell’informativa viene riportato l’articolo 22 sulla sicurezza del lavoro:
“il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta, nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro”;
“il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali”.
Un’altra sezione dell’informativa definisce una serie di indicazioni per svolgere le attività professionali in modo adeguato. Per quanto attiene i locali, devono essere dotati di luce naturale ed artificiale, di servizi igienici sanitari, essere privi di muffe, avere impianti di areazione a norma. L’informativa Inail insomma è un vero e proprio vademecum che chiunque svolga attività fuori dai confini della sede aziendale deve considerare, non solo durante l’emergenza del Covid-19.

 

Osservatorio Cig
INPS: PUBBLICATI I DATI RELATIVI A SETTEMBRE 2020
È stato pubblicato l’Osservatorio sulle ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni con i dati di settembre 2020.
A settembre 2020 sono state autorizzate 254.939.494 di ore. Il 98% delle ore di Cig ordinaria, in deroga e fondi di solidarietà sono state autorizzate con causale “Emergenza sanitaria Covid-19”, pertanto le variazioni percentuali che vengono esposte nel Focus ottobre 2020, relativo ai dati di settembre, sono illustrati per continuità con le pubblicazioni precedenti, anche se poco significativi.
Relativamente alle ore autorizzate specificamente per emergenza sanitaria, i dati di settembre 2020 sono pubblicati sul Focus Cassa integrazione guadagni e Fondi di solidarietà – Ore autorizzate per emergenza sanitaria.
Le ore di Cassa integrazione guadagni ordinaria autorizzate a settembre 2020 sono state 94.186.773 e si riferiscono quasi interamente alla causale “Emergenza sanitaria Covid-19”. Ad agosto 2020 erano state autorizzate 100.182.200 di ore: di conseguenza, la variazione congiunturale è del -6%. A settembre 2019 le ore autorizzate erano state 5.651.790.
Il numero di ore di Cassa integrazione guadagni straordinaria autorizzate a settembre 2020 è stato pari a 10.539.252, di cui 1.318.003 per solidarietà, registrando un decremento pari al 8,5% in confronto all’analogo mese dell’anno precedente, che registrava 11.521.573 di ore autorizzate. A settembre 2020, rispetto al mese precedente, si riscontra una variazione congiunturale pari al +23,3%.
Gli interventi in deroga sono stati pari 46.023.055 di ore autorizzate a settembre 2020. La variazione congiunturale registra nel mese di settembre 2020, in confronto al mese precedente, un ridimensionamento pari al 40,5%. A settembre 2019 le ore autorizzate in deroga erano state 20.967.
Il numero di ore autorizzate a settembre 2020 nei fondi di solidarietà è pari a 104.190.414 e registra un decremento rispetto al mese precedente pari al 3,2%. Nel mese di settembre 2019 le ore autorizzate erano 2.193.475.

 

Carlo Pareto

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