sabato, 23 Gennaio, 2021

Indennità Covid, i termini per presentare la domanda

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Decreto Ristori
CIG COVID: DOMANDE ENTRO DICEMBRE
Riparte la cassa integrazione con causale Covid-19, la circolare operativa Inps del 7 dicembre ha reso attiva la procedura.
Il decreto Ristori ha infatti concesso ulteriori 6 settimane di cassa integrazione, con possibilità di rinnovo dei trattamenti di integrazione salariale in essere per il periodo compreso tra il 16 novembre e il 31 gennaio 2021. Inoltre, è prevista:
l’estensione della platea dei beneficiari ai lavoratori assunti entro il 9 novembre (data di entrata in vigore del DL Ristori), mentre il Decreto Agosto ricomprendeva soltanto i lavoratori assunti fino al 13 luglio scorso.
la proroga al 15 novembre 2020 per le domande di accesso agli ammortizzatori sociali (trattamenti di cig ordinaria e in deroga e di assegno ordinario) e per la trasmissione dei dati utili al pagamento (per tutte le scadenze di settembre).
Beneficiari
Le nuove 6 settimane di integrazione salariale possono essere riconosciute:
ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato (e sia già decorso) il secondo periodo di 9 settimane previste dal DL n. 104/2020 (in tutto 9+9 settimane), con la possibilità di trasmettere la domanda – per periodi compresi tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 – a prescindere dall’avvenuto rilascio dell’autorizzazione alle seconde 9 settimane;
ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai Dpcm del Governo – si vedano gli allegati 1 e 2 al DL 149/2020 – che dispongono la chiusura o la limitazione delle relative attività economiche e produttive. Questi ultimi possono essere ammessi a fruire della Cig anche senza aver richiesto un precedente trattamento di integrazione salariale o essere stati autorizzati alla relativa fruizione.
Contributo addizionale
Anche per le nuove 6 settimane di integrazione salariale è previsto un contributo addizionale: pari al 9% per le imprese che, comparando il fatturato del primo semestre 2020 e 2019, hanno subito una perdita inferiore al 20%; pari al 18% se non hanno subito alcuna riduzione di fatturato.
Oltre il 20% di calo di fatturato scatta l’esenzione dal contributo, che si applica anche ai datori di lavoro che hanno avviato l’attività successivamente al 1° gennaio 2019 ed a quelli operanti nei comparti interessati dalle misure restrittive dei Dpcm anti-Covid, indipendentemente dall’ubicazione territoriale dell’unità produttiva per cui si richiede il trattamento.
In sede di prima applicazione, le istanze di trattamenti Covid per periodi di sospensione o riduzione delle attività che iniziano a novembre 2020, possono essere trasmesse entro il 31 dicembre 2020.

 

Reddito di cittadinanza
COME SI CONTROLLA IL SALDO DELLA CARTA
E’ utile spiegare, in primis, che cos’è il Reddito di cittadinanza, chi lo sta percependo ovviamente lo sa, si è già informato, ha verificato di avere i requisiti per chiederlo, ha fatto la domanda e lo ha ottenuto. C’è chi ancora forse non conosce alla perfezione questa tipologia di “sostegno economico” che viene riconosciuto a chi ne ha bisogno, rispettando dei requisiti richiesti dalla legge.
Va subito detto innanzitutto che si tratta di una forma di integrazione al reddito, più nello specifico è una politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, come la definisce il Governo stesso, all’esclusione sociale e alla disuguaglianza. È un supporto numerario che viene concesso a chi dimostra di averne bisogno che va ad integrare i redditi del nucleo familiare.
Non è tutto, c’è un’altra cosa importante da sapere, ovvero che il Reddito di cittadinanza viene associato ad un percorso espressamente finalizzato all’inserimento lavorativo e sociale per tutti i beneficiari che ricevono il sussidio, sottoscrivendo il cosiddetto Patto per il Lavoro o il Patto per l’Inclusione Sociale. I cittadini possono richiederlo dal 6 marzo 2019, come è stato stabilito dal Dl n. 4/2019.
È possibile essere ammessi a fruire del Reddito di Cittadinanza solo rispettando alcune precise e tassative condizioni economico-patrimoniali, tra le quali il valore Isee sotto una determinata soglia, un patrimonio mobiliare e immobiliare limitato, un reddito familiare inferiore a 6.000 euro per un nucleo composto da un single e non superiore a 12.600 euro per le famiglie in cui sono presenti più componenti, oltre al divieto di possedere alcuni beni.
L’Inps effettua tutti i controlli del caso alle domande pervenute. Il beneficio economico – una vota ottenuto l’assenso positivo dell’Istituto – viene erogato attraverso una Carta prepagata di Poste Italiane.

Verifica del saldo della Carta del Reddito di Cittadinanza

Vi sono differenti modi messi a disposizione degli utenti che vogliono sapere l’importo residuo del Reddito. Il primo è un numero telefonico gratuito messo a disposizione di tutti. Conoscere l’importo disponibile è necessario per controllare che ogni mensilità venga caricata correttamente e anche per verificare quali acquisti è possibile fare spendendo tutto entro il mese successivo a quello di erogazione, per non rischiare di dover restituire una parte di denaro.
Come detto comunque esistono differenti strumenti disponibili per controllare il saldo della Carta di Reddito, che – si risottolinea – è una prepagata di Poste Italiane:
sono stati allo scopo messi a disposizione diversi servizi utili per avere informazioni sul proprio Reddito. È possibile infatti procedere contattando le Poste Italiane oppure l’Inps o chiedendo informazioni sul sito web ufficiale che è stato all’uopo realizzato dal Ministero del Lavoro;
E’ possibile altresì formulare anche un apposito numero verde, che serve per verificare il saldo sulla scheda del Reddito di cittadinanza, che è gratuito sia per chi chiama dal telefono cellulare che per chi lo fa da un numero fisso. Questo numero è il seguente: 800 666 888; un nastro elettronico risponde in automatico e spiega tutte le varie funzioni del servizio telefonico per la Carta del Reddito di cittadinanza, dando anche informazioni sulle modalità da seguire per bloccare eventualmente la tessera in caso di furto o di smarrimento. Cliccando sul tasto numero 1 si può fare richiesta del servizio per sapere il saldo della carta. Al numero verde è possibile anche registrarsi al servizio via Sms, per poter ricevere direttamente sul proprio telefono cellulare i vari aggiornamenti. Importante, per poter conoscere qual è il saldo è indispensabile indicare il codice di 16 cifre che è scritto sulla carta stessa; quando si fa la chiamata è importante tenere a portata di mano la prepagata;
Atm, lo sportello Postamat, è un’altra modalità utile per conoscere il saldo del Reddito di Cittadinanza. Si tratta verosimilmente del metodo più semplice, allo sportello è possibile difatti sapere quanti soldi si hanno ancora a disposizione sulla prepagata ed è possibile anche eventualmente prelevare una parte della somma in contanti;
l’ultima possibilità ideata per tutti i titolari di Reddito di Cittadinanza per conoscere il saldo della carta che – si ripete – viene rilasciata da Poste Italiane è quella di consultare il sito internet ufficiale redditodicittadinanza.gov.it. Con questo servizio online infatti si può utilizzare l’opzione di verifica del saldo della tessera. Attenzione, per poter accedere a tutti i servizi inerenti il Reddito tramite il portale è assolutamente necessario essere in possesso delle credenziali di identità digitale Spid.

 

Indennità Covid-19 una tantum
TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE
Il decreto-legge 30 novembre 2020, n. 157 ha previsto l’erogazione di un’ulteriore indennità una tantum dell’importo pari a mille euro a favore dei soggetti già beneficiari dell’indennità Covid-19 prevista dal decreto Ristori (articolo 15, comma 1, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137).
L’Istituto provvederà a corrispondere automaticamente l’indennità in favore delle categorie di lavoratori indicate nel messaggio Inps del 4 dicembre scorso, n. 4589, senza necessità di presentare ulteriore domanda.
Il decreto-legge 157/2020 ha anche prefigurato una indennità onnicomprensiva a favore dei lavoratori appartenenti alle categorie elencate nello stesso, citato messaggio, che non abbiano già beneficiato dell’indennità, disponendo, inoltre, la riapertura dei termini per richiedere le indennità introdotte dal decreto Ristori (decreto-legge 137/2020) e dal decreto Agosto (decreto-legge n. 104/2020).
In questo caso, i lavoratori interessati dovranno inoltrare la domanda nei termini seguenti:
domande di indennità di cui all’articolo 9, commi 2, 3, 5 e 6, decreto-legge 157/2020 entro il 15 dicembre 2020. Per questo servizio l’Istituto ha già reso noto il rilascio dell’apposita procedura;
domande di indennità di cui all’articolo 15, commi 2, 3, 5 e 6, decreto-legge 137/2020 entro il 18 dicembre 2020;
domande di indennità di cui all’articolo 9, decreto-legge 104/2020 entro il 15 dicembre 2020.

 

Carlo Pareto

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