domenica, 8 Dicembre, 2019

Inefficacia governativa

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Curioso Paese il nostro. Pieno di contraddizioni ma con un talento speciale per i piaceri dell’esistenza. Si preferisce, come dire, morire di fame ma indossare un bel vestito. Questa è l’Italia di oggi che, non ha saputo o potuto rispondere ad una serie di interrogativi della quotidianità, quali per citare solo alcuni “perché non diamo speranza ai nostri giovani per garantire il diritto al lavoro”? “Perché la gente teme per la propria sicurezza”?

È proprio la crisi delle Istituzioni la causa principale dello sfascio incontrollato del Condominio Italia. Crisi di coscienze, di obiettivi, di aspettative che coinvolge il nostro Paese. Tutto si scontra con le apparenze. Il ventennio attuale non ha avuto un effetto taumaturgico sul funzionamento dello Stato e, in particolare sull’efficienza dei servizi che esso offre. Gli eccessivi rincari cui siamo sottoposti, penalizzano il potere d’acquisto dei lavoratori. Essi sono iniqui e ingiustificati per il blocco degli investimenti da provocare una crescita zero e una ricaduta negativa in termini di servizi offerti al cittadino. Le famiglie sono rimaste nel tunnel anche perché gli incentivi predisposti in loro favore nelle varie Finanziarie servivano a pagare solo in parte i debiti che, per queste ragioni si sono accumulati nel corso degli anni. Le Finanziarie varate dai governi – qualcuna battezzata con lo slogan “non toglie ma dà” si sono rivelate non sempre solidali con i pensionati al minimo, i disoccupati, gli emarginati, favorendo, invece, i poteri forti trattandosi di finanziarie di tipo elettorale-clientelare.

Tali disuguaglianze hanno creato una forbice incompatibile con una società civile. Quadrare il cerchio fra crescita economica, società civile e libertà politica è certamente un compito universale, ma sarebbe sconsiderato pensare che tutti perseguano questo obiettivo, o anche solo cerchino di perseguirlo, in questi termini. Questo quadro a tinte fosche, naturalmente è ben lungi dall’esaurire tutta la questione. Mentre ci interroghiamo sui rischi non dobbiamo dimenticarci di pensare alle soluzioni e la domanda che ci poniamo è la seguente : cosa aspettarci dal governo giallo-rosso da poco insediato, rispetto a quello trascorso giallo-verde ? Auspichiamo, questa volta, che dal chiacchiericcio agostano non si passi alla paralisi autunnale per i personalismi che si profilano all’orizzonte, ma si proceda a una manovra equa, evitare l’aumento dell’IVA, implementare misure a sostegno del salario minimo, lavoro e infrastrutture.

Ernesto Calluori

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    I cosiddetti “poteri forti” esistono probabilmente da tempo, anche se non c’era l’abitudine di chiamarli così, e una volta erano forse identificabili nel “padronato” industriale, che non riscuoteva semmai grandi e diffuse simpatie ma era nondimeno in grado di dar lavoro ed occupazione, diretta e derivata, a larghe fasce di popolazione, ossia offrire ciò di cui ogni Paese ha bisogno, e da quel che ricordo la politica di allora riusciva non di rado a trovare punti di equilibrio e mediazione fra le esigenze ed aspettative delle parti in campo (ovvero sistema imprenditoriale e classi lavoratrici).

    Poi quel sistema è stato contestato ed osteggiato, per un bel po’ di anni, il che potrebbe forse rientrare tra le cause che hanno indotto più d’uno a cedere l’attività o a trasferirla altrove, cioè fuori dai confini nazionali, con le relative conseguenze, e non vorrei che oggi si ripetesse qualcosa del genere, pur se il contesto è nel frattempo cambiato, perché se in una società mancano occupazione-redditi-ricchezza non vedo come si possano aiutare “pensionati al minimo, i disoccupati, gli emarginati..”, e lascerei così ad altri di perseguire l’omologazione sociale (che non mi pare del resto rientrare nella concezione liberal riformista) .

    Paolo B. 22.09.2019

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