giovedì, 17 Ottobre, 2019

Sei Nazioni: Sale Inglese
per Italrugby

0

Con un ineccepibile 57 a 14 finale, otto contro due le mete, una mastodontica Inghilterra evade la pratica Italia. Per la cavalleria pesante inglese fin troppo facile calpestare le palesi debolezze italiane. Altra categoria e quasi altro sport. Napoleone asseriva che tre piani di battaglia non sono sufficienti, nel rugby moderno è uguale.

Il cinico professionismo chiede allo spettacolo vittime sacrificali.

L’Inghilterra alza ulteriormente il livello della rappresentazione, la trasformazione del rugby è incontenibile diventando ormai quotidiana.

Allora Eddie Jones coglie la ghiotta occasione per collaudare, senza troppi rischi collaterali per i suoi, una delle tante strategie di gioco. Nonostante l’ufficialità dell’evento,per la “Rosa Rossa”, è un test a porte aperte, oltre 82.000 sugli spalti di Twickenham, dove il congegno gira intorno ai tanti quintali di muscoli spalmati in modo uniforme su tutta la squadra. Ed ecco trequarti, una volta disegnati dal fisico asciutto quasi da ballerini di danza classica, con taglie una volta ad esclusivo appannaggio dei piloni. Si parla di giganti di 190 centimetri per oltre 110 chilogrammi, montagne di muscoli che corrono i 100 metri in undici secondi. E’ chiaro da subito come per l’Italia sarà un mesto pomeriggio da ricordare, prendono corpo, oltremisura, gli incubi del pre-partita. L’Inghilterra si riversa fisicamente sugli Azzurri, la pressione è insostenibile, le linee di corsa euritmiche, la trama degli incroci semplicemente perfette, il gesto armonico si somma ad una ferocia dell’impatto non ordinaria. Siamo di fronte ad una reale “lectio magistralis” della palla ovale. Argomento della studio: difformità fra rugby professionistico e dilettantismo.

I “docenti” sono Tuilagi, TéO e il giovanissimo talentuoso Cokanasiga, tutti con sangue delle calde isole del sud pacifico nelle vene, schierati come “guastatori”, imperversano per il campo, la loro azione forma uno tsunami, sono dei cunei inarrestabili che sbraga letteralmente la coraggiosa ma delicata difesa Azzurra. Non lascia scampo questa Inghilterra, quasi un branco di lupi insaziabili, che non smette di giocare e non abbassa mai il ritmo tanto da schiacciare l’ottava meta a pochi secondi dalla fine del match.

Se Eddie Jones serbava in petto l’onta della Fox di due anni or sono, e conoscendone il caratterino niente può essere così verosimile, questa è stata una punizione esemplare e la potremmo soprannominare “the wolves” .

Rispetto ai ragazzi di O’Shea non c’è molto da commentare. La certezza è che il nostro rugby è altra cosa, molta passione e il fatto che si percepisca un compenso non lo colloca nel professionismo. Non funziona così. Il dubbio amletico è se si ha la volontà e competenza, ognuno per i propri ruoli, per arrivare ad un professionismo compiuto. Rispetto al match tanti errori in campo, sicuramente altrettanti fuori. Si può solo lodare il comportamento degli Azzurri a lunghi tratti valoroso, se pur in balia dei “Bianchi”, non si arrendono, non si tirano indietro, distinguendosi in diverse fasi offensive che sfociano anche in due mete di qualità realizzate da Allan e Morisi, ma pagano le conseguenze di una lotta impari a caro prezzo. Castello e Campagnaro fratturati, costretti ad uscire per risentimenti muscolari anche Morisi e Parisse. Lividi e duramente provati gli altri, sia nel fisico, sia nell’anima. La Francia, sabato prossimo, è troppo vicina.

15 Daly; 14 Cokanasiga, 13 Tuilagi M. (62′ Slade), 12 Tèo, 11 May; 10 Farrell (cap) (61′ Ford), 9 Youngs (61′ Robson); 8 Vunipola B., 7 Curry (55′ Wilson), 6 Shields; 5 Kruis, 4 Launchbury (66′ Hughes); 3 Sinckler (55′ Cole), 2 George (58′ Cowan-Dickie), 1 Genge (58′ Moon). HC Jones

.
15 Hayward; 14 Padovani, 13 Campagnaro (23′ Castello) (33′ McKinley), 12 Morisi (61′ Palazzani), 11 Esposito; 10 Allan, 9 Tebaldi; 8 Parisse (cap) (61′ Traorè), 7 Steyn, 6 Negri (48′ Polledri); 5 Budd (48′ Sisi), 4 Ruzza; 3Ferrari (48′ Pasquali), 2 Bigi (48′ Ghiraldini), 1 Lovotti. HC O’Shea.

Marcatori: p.t.8′ m. George tr. Farrell (7-0); 11 m. Allan tr. Allan (7-7); 15′ m. May tr. Farrell (14-7); 21′ m. Tuilagi tr. Farrell (21-7); 25′ c.p. Farrell (24-7); 32′ m. Shield tr.
Farrell (31-7); s.t. 46′ m. Tuilagi (36-7); 55′ m. Morisi tr. Allan (36-14); 64′ m. Kruis tr. Ford (43-14); 67′ m. Robson tr. Ford (50-14); 79′ m. Shields tr. Ford (57-14).

Arbitro: Nic Berry (Australia).

Spettatori: 82.022.

RugbyingClass di Umberto Piccinini

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply