venerdì, 24 Maggio, 2019

Inghilterra – Italia, XV azzurri in cerca di se stessi

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Mai, l’avverbio giusto per meglio chiarire cosa sia Inghilterra Italia di rugby. Mai per gli Azzurri sono le vittorie a Twickenham, mai sono i successi contro la Rosa. Mai, soprattutto, ci hanno considerato una “nazione di rugbisti” concedendoci il primo incontro ufficiale solo nel 1991. In sostanza ieri se consideriamo che i “cugini” Transalpini hanno iniziato a “gonfiarci” nel lontano 1937. Certo è, comunque, che questa boria da primi della classe non gli passa. Non sarebbero inglesi. E’ dall’inizio del 6 Nazioni che gli stiamo esattamente come un sassolino nei mocassini. Non ce stata edizione, prestazione sottotono, intuizione tattica (leggi la tanto vituperata FOX del 2017 dove gli abbiamo fatti deridere dal Mondo Intero) o qualsivoglia motivo perché i nomi più “IN” del rugby di Sua Maestà decretino l’esclusione degli Azzurri dal Torneo appellandosi ad un non ben precisato vilipendio al decoro. Una sorta di visione anni ‘50 quando i cartelli fuori dalle porte “ricordavano” ai nostri immigrati: “non si affitta agli italiani”. E oggi, ore 17,45 con diretta tv DMAX, si ripeterà la sfida, sì sebbene con scarse speranze sul risultato finale ma con il dovere di lasciare acceso il lumicino della fierezza azzurra. Per gli uomini di O’Shea non dovrà essere un nuovo tentativo di conquista del tempio sacro di Twickenham ma qualcosa di ben più profondo, dimostrare, sì dimostrare il loro valore. E’ questo il posto giusto per il riscatto. Per troppo tempo, sono apparsi inadeguati se non proprio smarriti e in uno dei templi del rugby mondiale devono sovvertire la bassa opinione che si ha di loro. È davvero difficile immaginare che questa sia la situazione giusta per uscire dalla crisi ma se conquisti il pubblico di Twickenham, conquisti il Mondo ovale. Non si vuole un’Italia senza personalità, una prestazione incolore, non si accetta una squadra che si senta “figlio di un dio minore”. Nessun passo indietro rispetto al primo tempo contro l’Irlanda. Pur con tutte le attenuanti del caso, le assenze, gli infortuni, le diverse motivazioni, il valore degli avversari, si applaudirà solo ad un approccio capace di galvanizzare come quello di due anni or sono che ha fatto rabbrividire gli inglesi dentro e fuori dal campo. Ottanta minuti in apnea, di lotta senza quartiere dove si ribatte colpo su colpo, attacco con contrattacco. Devono capire come gira il fumo. L’Inghilterra, come un pugile navigato, terrà l’iniziativa e gestendo il possesso via a bombardare i “22 metri” italiani con quel millimetrico gioco al piede che tanto ha fruttato contro i verdi d’Irlanda. Nella classica conferenza stampa di presentazione della formazione un Conor O’Shea particolarmente carico: “Voglio un’Italia da Full Metal Jacket, che lotti pallone dopo pallone, minuto dopo minuto, per 80 minuti”, chiosa O’Shea, citando il capolavoro di Stanley Kubrik.

“Questa formazione nasce dall’esigenza di salire un nuovo gradino nel livello delle nostre performance. Questa sarà probabilmente la più difficile sfida del nostro Sei Nazioni, contro una grandissima squadra. Per dimostrarci all’altezza serviranno intensità e ambizione, servirà essere competitivi palla in mano. Nel gruppo c’è confidenza e competizione, siamo sportivi ci prepariamo sempre per vincere, ma non è il risultato la mia priorità: è la performance. Ogni settimana abbiamo una nuova possibilità di metterci in discussione ed è un privilegio. Stiamo crescendo e progredendo, ma non abbiamo la bacchetta magica. All’inizio del nostro lavoro gli obiettivi principali erano il fitness, fare in modo che la squadra reggesse atleticamente per tutto il match, e la profondità della rosa, i prossimi passi dovranno essere mossi verso intensità, accuratezza, precisione nell’esecuzione sotto pressione. L’Inghilterra è una squadra pericolosa sotto tanti punti di vista del gioco, hanno giocatori potentissimi e fortissimi ball carrier. E’ una sfida enorme, lo sappiamo, ma confidiamo di poter mettere in campo le qualità che sappiamo di avere per mettere in difficoltà l’Inghilterra”.

A questo punto non ci resta di capire chi sarà il Sergente Hartman e chi … “Palla di Lardo”.

I XV in campo:

15 Elliot Daly; 14 Joe Cokanasiga, 13 Manu Tuilagi, 12 Ben Te’o, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell (C), 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Brad Shields, 5 George Kruis, 4 Joe Launchbury, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge, HC E. Jones

A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ben Moon, 18 Dan Cole, 19 Nathan Hughes,
20 Mark Wilson, 21 Dan Robson, 22 George Ford, 23 Henry Slade.

15 Jayden HAYWARD, 14 Edoardo PADOVANI, 13 Luca MORISI, 12 Michele CAMPAGNARO,
11 Angelo ESPOSITO, 10 Tommaso ALLAN, 9  Tito TEBALDI, 8 Sergio PARISSE, (C), 7 Abraham Jurgens STEYN, 6 Sebastian NEGRI, 5 Dean BUDD, 4 Federico RUZZA, 3 Simone FERRARI, 2 Luca BIGI, 1 Andrea LOVOTTI, HC C. O’SHEA

A disposizione: 16 Leonardo GHIRALDINI, 17 Cherif TRAORE’, 18 Tiziano PASQUALI, 19 David SISI,
20 Jake POLLEDRI, 21 Guglielmo PALAZZANI, 22 Ian MCKINLEY, 23 Tommaso CASTELLO

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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