venerdì, 7 Agosto, 2020

INGORGO AUTOSTRADE

0

In salita la strada per il rinnovo delle concessioni autostradali per il gruppo Aspi, Autostrade per l’Italia e la controllante Atlantia, che fa capo alla famiglia Benetton. Il titolo perde pesantemente in borsa schiacciato dagli ordini di vendita. Quando entra in contrattazione, Atlantia segna una caduta in doppia cifra. A preoccupare gli investitori c’è il muro contro muro che si sta delineando con il governo Conte, insoddisfatto dalle proposte dei concessionari e pronto alla revoca. Tanto che la famiglia Benetton ha cercato di gettare acqua sul fuoco. La famiglia Benetton ha sempre rispettato le istituzioni, sia in passato quando è stata sollecitata a entrare in diverse società in via di privatizzazione, così come oggi hanno spiegano fonti vicine alla famiglia di Ponzano.

Proprio sul versante Aspi, il premier Conte ha affermato che il governo “non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare degli interessi privati” dei Benetton.

“I populisti – ha affermato Matteo Renzi di Italia Viva con un post affidato a Facebook – chiedono da due anni la revoca della concessione ad Autostrade. Facile da dire, difficile da fare. Perché se revochi senza titolo fai un regalo ai privati, ai Benetton, ai soci e apri un contenzioso miliardario che crea incertezza, blocco cantieri, licenziamenti. Questa è la verità”. “A dire la verità si perdono forse punti nei sondaggi, ma si salvano le nuove generazioni da miliardi di debiti – prosegue il leader di Italia viva -. La strada è un’altra. Se proprio lo Stato vuole tornare nella proprietà, l’unica possibilità è una operazione su Atlantia con un aumento di capitale e l’intervento di Cdp. Operazione trasparente, società quotata, progetto industriale globale. Non ci sono alternative serie e credibili. Il populismo urla slogan, la politica propone soluzioni”.

Secondo Marcucci, capogruppo del Pd al Senato, “l’ultima proposta depositata da Aspi sia un indubbio passo avanti. Se andrà ulteriormente limata, lo dirà il Governo entro martedì. Io mi limito ad un’osservazione: la decisione deve essere coerente con l’interesse pubblico, e non orientata da  pregiudizi in un senso o nell’altro senso, come pure ho sentito dire dalla senatrice 5 stelle Lezzi. Tengo a precisare nuovamente che il Pd non ha bloccato il dossier e come si è ampiamente visto la nostra squadra al governo non ha lavorato per rinnovare automaticamente la concessione ai Benetton”. Lo dice il capogruppo del Pd in Senato, Andrea Marcucci in un’intervista a Qn.
“Il dossier delle cose non affrontate purtroppo è lungo – osserva – ma c’è soprattutto un metodo che non mi convince. Se un problema divide la maggioranza, bisogna comunque affrontarlo. Rinviare i problemi non significa risolverli, anzi spesso è il contrario”

“Benetton – è la posizione del premier Conte espressa questa mattina in una intervista alla Stampa – non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati”. Domani il Consiglio dei ministri dovrà decidere sulla revoca della concessione.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply