martedì, 11 Agosto, 2020

Inizia il semestre europeo sotto la guida di Berlino

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Oggi inizia il semestre del Consiglio dell’Unione europea guidato dalla Germania. L’ex premier Enrico Letta, attualmente preside della scuola Affari internazionali dell’università SciencesPo a Parigi, in un’intervista rilasciata a ‘la Repubblica’ ha osservato: “Questo semestre è cruciale perché può mettere in sicurezza la nuova Europa nata con il Recovery plan, ovvero l’Europa sociale e della solidarietà. E se l’obiettivo venisse mancato, il grandissimo rischio è l’effetto frustrazione, un’onda di delusione che farebbe vincere il sentimento di marzo, quando la maggioranza degli italiani aveva voltato le spalle a un’Unione europea che sembrava voltarle a noi”.
Secondo Enrico Letta: “Non sottovalutare quanto sta per accadere, perché siamo davanti alla crisi sociale più profonda di sempre, e l’Italia è il Paese più esposto, con una crescita del debito spaventosa e per affrontarla ci vogliono soldi da mettere nelle parti dell’economia e della società con le ferite maggiori. E poiché i soldi nazionali non bastano e spesso e volentieri sono arrivati in ritardo, e i fondi del Recovery plan non saranno visibili prima dell’anno prossimo, il ponte del Mes è fondamentale. Si tratta di 36 miliardi praticamente a tasso zero, che potrebbero essere usati mettendo in circolo salute e lavoro”.
In tal senso, Letta ha precisato: “Penso a 1000 centri di telemedicina che consentano diagnosi esatte e precoci ai cittadini dei tantissimi paesi montani o remoti della nostra penisola. Sarebbe un piano che risponde alle loro paure e che dà lavoro a centinaia di startup in tutto il Paese. Si può fare solo con un grande finanziamento europeo. Nel resto d’Europa non sarebbe spiegabile un’Italia che non accede al fondo salva-Stati. Farebbe pensare alla sopravvivenza di orpelli ideologici, complottisti, che fanno perdere credibilità al nostro Paese e all’ottimo lavoro fatto da Conte in Europa”. 
Due giorni prima dell’inizio della presidenza tedesca nel Consiglio Ue, la cancelliera Angela Merkel ha ricevuto a Berlino il presidente francese Emmanuel Macron, storico alleato con il quale ha recentemente messo  a punto la proposta per un recovery fund europeo post pandemia.
Macron è reduce dalla sconfitta elettorale delle municipali francesi, che hanno registrato un tasso record di astensionismo e un successo dei candidati Verdi, mentre quelli della Republique en marche hanno perso quasi ovunque.
La cancelliera si appresta ad affrontare l’ultima difficile sfida di guidare l’Europa in una fase di crisi senza precedenti, prima di lasciare l’incarico.  
I temi del semestre tedesco alla guida del Consiglio Ue, il primo dopo 13 anni, vanno dal ‘green deal’ di Bruxelles alla Brexit, ma si tratterà di affrontare anche la questione migratoria e le relazioni con Cina e Stati Uniti, oltre all’incombente crisi del Covid e le drammatiche conseguenze ecologiche sul vecchio continente. Dunque, si parlerà anche, e principalmente, del Recovery Fund, il pacchetto di aiuti ‘Next generation EU’ proposto dalla Commissione Europea, che sarà discusso nel vertice dei capi di Stato e di governo il prossimo 17 luglio.
Angela Merkel, ha sintetizzato il suo impegno nel semestre europeo: “Insieme. Rendiamo di nuovo forte l’Europa. E proprio a questo obiettivo lavorerò con tutte le forze. Nel contesto inedito della pandemia, l’Europa deve riprendere a crescere economicamente”. Così ha chiesto che le misure sul tavolo della Commissione europea ‘siano approvate il più velocemente possibile’.
Fra gli obiettivi prioritari, oltre al superamento della crisi provocata dalla pandemia, Merkel ha citato innanzitutto la protezione del clima. La cancelliera ha affermato: “Con la riduzione delle emissioni di Co2 e il raggiungimento della neutralità climatica”. 
La seconda priorità dell’agenda del semestre è portare avanti la digitalizzazione: “L’obiettivo è la sovranità digitale dell’Europa, ancora troppo dipendente da altri su questo fronte. Con coraggio e voglia di nuovo possiamo dare su questo gli impulsi all’Europa per il futuro benessere”. 
Terzo obiettivo: “In un mondo dove si assiste a una crescente polarizzazione, dobbiamo fare in modo che l’Europa diventi più capace di agire, in modo da poter difendere i nostri interessi e valori, assumendo la nostra responsabilità”.
Ogni crisi è un’occasione. Lo è ancora di più per una Cancelliera come Angela Merkel abituata a confrontarsi con sfide epocali. Dunque, potrebbe esserci un lato positivo se il Covid-19 è arrivato alla vigilia della Presidenza del Consiglio di turno alla Repubblica Federale tedesca che inizia oggi.
Se il Coronavirus è stato uno straordinario acceleratore di processi già in corso, nel caso dell’UE ha imposto un chiarimento su alcuni nodi irrisolti del progetto europeo e, come ha detto Angela Merkel al Parlamento tedesco, ha mostrato la fragilità del progetto europeo. Superare tale fragilità sarà uno degli obiettivi dei sei mesi di Presidenza tedesca, nei limiti ovviamente di quanto è realizzabile dal compito assegnato temporaneamente alla Germania. Non a caso il motto scelto dal governo tedesco è “Insieme. Rendere l’Europa di nuovo forte (Gemeinsam. Europa wieder stark machen)”.
Nell’UE la presidenza del Consiglio è esercitata a turno dagli Stati membri ogni sei mesi. Il Paese cui spetta la presidenza presiede le riunioni a tutti i livelli nell’ambito del Consiglio contribuendo a garantire la continuità dei lavori dell’UE e il corretto svolgimento dei processi legislativi e la cooperazione tra gli Stati membri. La presidenza rappresenta il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell’UE, in particolare con la Commissione e il Parlamento.
L’importanza e il successo della presidenza di turno dipende da fattori casuali, ovvero dal contesto storico in cui si svolge, ma anche da fattori strettamente politici legati alla volontà e alla capacità del governo nazionale del Paese di turno di voler incidere nelle dinamiche politiche attuali. Si pensi all’ultima presidenza tedesca nel 2007 che arrivò poco dopo il fallimento del progetto di unità politica dell’Unione (il Trattato costituzionale) e che fu abilmente sfruttata da Angela Merkel per recuperare quel testo costituzionale in una forma meno ambiziosa che è confluita nel Trattato di Lisbona, attualmente in vigore.
Anche questa volta il semestre di presidenza tedesca cade in un periodo politicamente difficile che offre l’occasione al governo di Berlino di poter incidere su alcune questioni che potrebbero cambiare il volto dell’UE nel prossimo futuro. La speranza è che si possa riprendere il percorso per la carta costituzionale europea. Intanto l’Europa, a seguito del Covid 19, ha abbandonato la rigidità neoliberista che non prevede l’intervento dello Stato nelle aziende, per passare alla necessità del sostegno statale alle imprese in difficoltà per l’emergenza pandemica.
Gli obiettivi della presidenza tedesca sono di medio e di breve termine. Nel medio periodo ci sono le questioni relative al cambiamento climatico, alla digitalizzazione e al ruolo internazionale dell’UE. Tutte sfide che non potranno evidentemente concludersi ed essere realizzate in pochi mesi ma che dovranno avere una significativa accelerata. Si tratta di temi rispetto ai quali la Germania, nell’era della Merkel, ha mostrato notevole sensibilità e che servono alla Repubblica Federale tedesca a definire il proprio ruolo di attore internazionale in alcuni dei fronti di crisi riguardanti l’Europa come la stabilizzazione della Libia, i rapporti con gli Stati Uniti e ovviamente la Cina. In altri termini, la strategia geopolitica globale della Germania.
Politicamente più rilevanti sembrano essere le sfide immediate che riguardano il superamento della pandemia da COVID-19 e quindi anche in particolare la definizione del piano di rilancio (Next Generation EU) della Commissione Europea e ovviamente la Brexit, tema passato in secondo piano sulla stampa italiana ma che in realtà è attualissimo e di grande impatto politico-istituzionale. Mancando ancora l’accordo complessivo tra le due delegazioni, in molti a Bruxelles e a Londra sperano nella mediazione tedesca, paese che più di ogni altro ha interesse a mantenere ottimi rapporti con il Regno Unito per evidenti ragioni legate all’export, al fine di evitare il caos no-deal.
Proprio il ruolo di ‘agente del compromesso’, per usare un’espressione della stessa Cancelliera in un recentissimo video programmatico sulla presidenza tedesca, è il ruolo che lo stesso governo tedesco si è voluto attribuire. In questo senso la crisi del COVID 19 è un’occasione perché la Germania non eserciterà la sua egemonia di fatto in Europa, ma avrà anche un ruolo di guida ufficiale e istituzionale quindi non basato esclusivamente sulla sua reale o presunta sfera di influenza, proprio in una fase storica e politica cruciale.
La presidenza di turno è anche l’ultima occasione per Angela Merkel di lasciare un’impronta, in quanto potrà contare totalmente sull’appoggio del proprio partito fino a dicembre, ovvero fino all’elezione del nuovo presidente della CDU e alla successiva nomina del candidato cancelliere da parte dei cristiano democratici alle elezioni federali di settembre 2021. L’inizio della campagna elettorale e della successione ad Angela Merkel coinciderà con la fine del semestre di Presidente tedesca.
Nella strategia per l’Europa, il dialogo della Merkel con il Partito Socialista Europeo sarà molto importante.

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