lunedì, 14 Ottobre, 2019

Inizia l’anno scolastico e il trasporto pubblico va in crisi

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Agli ormai quasi ordinari disservizi che si determinano nelle grandi città, Roma su tutte con i guasti alle scale mobili, le problematiche della metro e i tempi lunghi di attesa e di percorrenza dei bus urbani, senza contare i sempre più frequenti guasti, se non incendi, a veicoli ormai vetusti, e poi Milano con i lavori ferroviari di Rfi che non ha garantito già dal periodo estivo la puntualità dei mezzi di Trenord, fino a giungere a Bari, dove nella giornata di martedì 17 settembre si è determinato un vero e proprio caos con il servizio destinato a studenti e pendolari a cui le Ferrovie Sud Est non sono state in grado di corrispondere all’esigenza di mobilità locale stante i lavori per l’ammodernamento della tratta Mungivacca-Noicattaro, utilizzando bus sostitutivi, peraltro già avviato nel periodo estivo con l’apertura del cantiere sopracitato nel tratto compreso tra Bari e Putignano.

Anche dove gli investimenti sono stati importanti, penso alla tranvia fiorentina gestita da Gest, si temono sovraffollamenti già con l’inizio del periodo scolastico tanto da far pensare all’aumento considerevole di corse per garantire la mobilità dei pendolari. Un segnale che potremmo definire in controtendenza, ma che, essendo mal calibrato rispetto alle esigenze ed al servizio programmato e finanziato, rischia di determinare disservizi per gli utenti e per la città.

E se a Genova si pensa ad un avveniristico progetto di monorotaia elettrica (l’elettricità sempre più al centro delle aspettative di mobilità sostenibile ed entro dieci anni, secondo gli esperti, il vero core businnes del settore), tra Prato e Piazzale Kennedy attraverso la Valbisagno, in aree collinari e montane del Paese, i ragazzi non raggiungono la scuola perché gli autobus saltano le corse a causa di guasti di vario genere.

Un problema questo annoso che si ripropone quotidianamente, frutto di un parco rotabile vetusto, di mancati investimenti nel comparto e, non di rado. mala organizzazione interna aziendale.

Anche lo stesso affidamento per gara delle concessioni Trasporto Pubblico Locale su gomma in Toscana, pur rispettoso dei termini con cui si è proceduto nel suo iter che dovrebbe trovare definizione il prossimo 10 ottobre, lascia nei Socialisti forti dubbi e perplessità che peraltro abbiamo già più volte espressi in ambito locale sul futuro sviluppo e potenziamento del TPL soprattutto nelle aree decentrate dei territori.

Problematiche che gravano sulle spalle dei cittadini/clienti/utenti, che si ritrovano similari anche nell’ambito del trasporto ferroviario, dove ad esempio, la precedenza assegnata ai Treni ad Alta Velocità, costringe spesso il TPL regionale, che viaggia nella sede promiscua comune, a ritardi sulle coincidenze mettendo a rischio la regolarità del servizio e le conseguenti ricadute sulle attività lavorative e di studio per i fruitori della rete, molti dei quali, costretti a svariati cambi per raggiungere le destinazioni. Uno tra i casi più evidenti è quello, tornato al centro dell’attenzione, e su cui invece occorrerebbe puntare molto per dare una definizione, della stazione piemontese di Chivasso “Porta del Canavese”, nodo di interscambio con la linea di AV/AC Torino-Milano; una infrastruttura che offrirebbe l’accesso alla rete nazionale, tramite appunto il nodo di Chivasso, alla Valle d’Aosta, al Canavese, al Chivassese, al Monferrato e all’Ovest Vercellese, permettendo agli abitanti di questi territori di beneficiare effettivamente dell’alta velocità per raggiungere Milano e il resto dell’Italia.

Ci siamo limitati a trattare questo primo aspetto delle storture del TPL in Italia che sono state evidenziate già da subito con l’avvio dell’anno scolastico; siamo tutti consapevoli, anche perché fruitori, di quante altre mancanze si riscontrano nel comparto, spesso legate a problemi di mancanza di infrastrutture adeguate, altrettanto spesso mancanza di piani urbani del traffico nelle città che potrebbero rendere le medesime più fruibili e contemporaneamente garantire la mobilità cittadina attraverso l’uso dei mezzi pubblici, coordinati tra loro, in grado di raggiungere ogni parte dei centri recuperati alla collettività, attraverso l’uso di parcheggi scambiatori ed infrastrutture di supporto.

Questo Dipartimento dedicato al Trasporto Pubblico Locale, si ripromette non soltanto di essere uno strumento politico che raccoglierà suggerimenti di cittadini ed utenti con i quali intendiamo interloquire e confrontarci ponendo attenzione sulle varie situazioni di disagio ed insufficienza che si evidenzieranno, e ce ne sono tantissime nel nostro territorio nazionale, ma sarà lo strumento per redigere una serie di proposte e di suggerimenti, in ambito nazionale e regionale, per i parlamentari e gli amministratori socialisti, in grado di dare risposte alle esigenze ed alle attese di coloro che usufruiscono di un servizio essenziale, ancora troppo “Cenerentola” in Europa.

Graziano Luppichini
Responsabile Nazionale Settore di Lavoro TPL del PSI

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