domenica, 17 Gennaio, 2021

Inps, anche a dicembre pagamento pensioni anticipato

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Pensioni Inps
ANCHE A DICEMBRE PAGAMENTO IN ANTICIPO
Anche a dicembre 2020, nel mese conclusivo dell’anno, Poste Italiane, attenendosi alle disposizioni previste dai Dpcm e dalla della Protezione Civile, prosegue con il pagamento in anticipo delle pensioni Inps, che ricordiamo il prossimo mese saranno più congrue per via delle tredicesime.
A chi compete il bonus tredicesima a dicembre
Il “bonus tredicesima”, introdotto dalla Legge di Bilancio 2001, spetta ai titolari di assegno sociale e viene annualmente rivalutato dall’Istat. E’ una maggiorazione sulla mensilità aggiuntiva di fine anno che dipende dall’importo della pensione, e che riguarda i pensionati che percepiscono l’assegno minimo.
Il “bonus” tredicesima 2020 è pari a 154,94 euro e viene assegnato a tutti coloro che percepiscono fino a 6.695,91 euro. Nell’ipotesi in cui il pensionato abbia anche altri redditi, le soglie da osservare sono le seguenti: 10.043,87 euro, oppure 20.087,73 euro nel caso in cui ci sia anche il reddito del coniuge.
Il pagamento alle Poste
A partire da aprile 2020, grazie ad un accordo stipulato con Inps e Governo, Poste Italiane ha scelto di non concentrare il pagamento delle pensioni in un’unica data per favorire le norme di distanziamento sociale, promosse con l’intento di frenare la circolazione del Covid nel nostro Paese.
I titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution e gli intestatari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare l’importo del loro assegno pensionistico dagli oltre 7mila Atm Postamat a partire dalla mattina del 25 novembre.
Presso le banche, invece, il trattamento pensionistico potrà essere prelevato allo sportello unicamente a partire da martedì 1° dicembre 2020.
Il calendario per il ritiro in Posta
Per quanto attiene, invece, il ritiro in sede, non tutti i pensionati potranno incassare la pensione nello stesso giorno. Gli interessati potranno ricevere le pensioni di dicembre presso gli uffici di

 

Poste Italiane a partire dal 25 novembre, secondo la scansione che segue::
cognomi dalla A alla B: mercoledì 25 novembre;
cognomi dalla C alla D: giovedì 26 novembre;
cognomi dalla E alla K: venerdì 27 novembre;
cognomi dalla L alla O: sabato 28 novembre (solo mattina);
cognomi dalla P alla R: lunedì 30 novembre;
cognomi dalla S alla Z: martedì 1 dicembre.
Per ogni opportunità, si ricorda che i cittadini di età pari o superiore ai 75 anni possono richiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro l’arma dei Carabinieri.

 

Sospensione dei versamenti contributivi
NUOVE DISPOSIZIONI INPS
La circolare Inps del 13 novembre scorso, n. 129 ha sostituito quella precedente del 12 novembre 2020, n. 128 e ha fornito informazioni sulle novità relative alla sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, introdotte dal decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 e dal decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149.
Sospensione dei versamenti contributivi
Per la sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza nel mese di novembre 2020, viene precisato che la sospensione non opera rispetto alla terza rata in scadenza nello stesso mese, riferita alla rateizzazione dei versamenti sospesi.
Destinatari della sospensione dei versamenti
Sono destinatari della sospensione dei versamenti contributivi in scadenza nel mese di novembre 2020, comprese le rate relative alle rateazioni dei debiti contributivi in fase amministrativa concesse dall’Inps, i datori di lavoro privati la cui sede operativa è ubicata nel territorio nazionale, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’Allegato 1 al decreto-legge 149/2020.
Sono del pari destinatari della stessa agevolazione anche i datori di lavoro privati la cui unità operativa o produttiva è collocata nelle cosiddette “ zone rosse”. L’attività prevalente, anche in questo caso, deve essere una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’Allegato 2 al decreto-legge 149/2020. Entrambi gli allegati sono consultabili nella circolare.
L’eventuale variazione, nel corso del mese di novembre, della collocazione delle regioni e delle province autonome, rispetto alle zone gialle, arancioni e rosse, non ha effetti per l’applicazione della sospensione contributiva.
Ripresa dei versamenti sospesi
I versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali sospesi (compresi quelli relativi alla quota a carico dei lavoratori) dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021, senza applicazione di sanzioni e interessi. La ripresa dei versamenti potrà avvenire anche mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, senza applicazione di sanzioni e interessi, con la corresponsione della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.

 

Inps
ESONERO CONTRIBUTIVO PER AZIENDE CHE NON CHIEDONO CIG
Con la circolare Inps del 18 settembre 2020, n. 105 l’Istituto ha fornito le prime indicazioni per la gestione dell’esonero contributivo, previsto dal decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, per le aziende che non richiedano ulteriori trattamenti di cassa integrazione riconosciuti in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Premesso che la Commissione Europea, su richiesta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha approvato il predetto aiuto di Stato, l’Inps, con il messaggio del 13 novembre scorso, n. 4254, ha fornito le indicazioni operative per la richiesta di autorizzazione e per la corretta esposizione dei dati relativi all’esonero nel flusso Uniemens.
I datori di lavoro, al fine di usufruire dell’esonero, dovranno inviare all’Inps, tramite il Cassetto previdenziale, richiesta di attribuzione del codice di autorizzazione “2Q” secondo le istruzioni impartite nel citato messaggio. La richiesta deve essere inoltrata prima della trasmissione della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo in cui si intende esporre l’esonero. Attraverso il Cassetto previdenziale il datore di lavoro riceverà il codice di autorizzazione dopo la verifica dei dati. Il codice ha validità dal mese di agosto 2020 fino al mese di dicembre 2020.
Qualora il datore di lavoro decida di accedere all’esonero, per la durata del periodo agevolato, non potrà avvalersi di eventuali ulteriori trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da Covid-19, salvo che riguardino una diversa unità produttiva.

 

Osservatorio Reddito/Pensione di cittadinanza e Rem
INPS. I DATI ALL’11 NOVEMBRE 2020
È stato di recente pubblicato l’Osservatorio sul Reddito e Pensione di Cittadinanza con i dati aggiornati all’11 novembre 2020, relativi ai nuclei percettori di Reddito e pensione di Cittadinanza nel periodo aprile 2019-ottobre 2020, ai nuclei percettori di Reddito di Emergenza (articolo 82, decreto-legge 34/2020) per il periodo maggio 2020-agosto 2020 e ai nuclei percettori di Reddito di Emergenza (articolo 23, decreto-legge 104/2020) per il periodo settembre 2020-ottobre 2020.
Alla data dell’11 novembre 2020, 2.564.035 di nuclei familiari hanno presentato una domanda di Reddito/Pensione di Cittadinanza all’Inps: 1.541.122 sono state accolte, 447.099 sono in lavorazione e 575.814 sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 a oggi, 188.950 nuclei sono decaduti dal diritto.
Il numero dei nuclei percettori di Rdc/PdC residenti nelle regioni del Sud e delle Isole ammonta a 576.525, seguito da quello dei nuclei residenti nelle regioni del Nord, pari a 240.827, e da quello dei residenti nel Centro, pari a 153.279.
Per quanto attiene il Reddito di Emergenza ai sensi dell’articolo 82, decreto-legge n. 34/2020, risultano aver fatto richiesta 599.963 nuclei: 291.206 istanze sono state accolte, 304.497 sono state respinte, mentre 4.260 sono in attesa di definizione.
Per il Reddito di Emergenza ai sensi dell’articolo 23, decreto-legge n. 104/2020, risultano aver fatto domanda 435.517 nuclei: 235.993 richieste sono state accolte, 149.970 sono state respinte, mentre 49.554 sono in attesa di definizione. La distribuzione geografica delle istanze pervenute rispecchia quella già osservata per il Reddito di Cittadinanza maggiore concentrazione nelle regioni del Sud e delle isole, a seguire le regioni del Nord e infine quelle del Centro.

 

Carlo Pareto

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