domenica, 23 Febbraio, 2020

Inps, arriva la carta di identità elettronica. Il lavoro è sempre più ‘occasionale’. Riforma pensioni, confronto tra i sindacati

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Con la carta di identità elettronica
NUOVA MODALITA’ DI ACCESSO AI SERVIZI INPS

Accedere ai servizi per i lavoratori, utilizzare il Portale dei pagamenti, verificare la posizione contributiva o previdenziale, consultare il cedolino della pensione: questi alcuni dei servizi online dell’Inps accessibili da qualche giorno, grazie alla collaborazione tra l’Inps e il Poligrafico e Zecca dello Stato, ai milioni di cittadini già in possesso della Carta d’identità elettronica 3.0, rilasciata dal ministero dell’Interno e prodotto dal Poligrafico.
Con il messaggio del 22 gennaio 2020, n. 227, l’Inps ha infatti comunicato che, oltre alle credenziali Pin, Cns e Spid, da adesso sarà possibile accedere a tutti i servizi online tramite la nuova Carta di identità elettronica (Cie).
La nuova Carta di identità elettronica è un documento personale che attesta l’identità del cittadino attraverso un microchip che memorizza i dati del titolare.
Si può essere ammessi al servizio con uno smartphone Android, scaricando l’app “Cie Id”, oppure da un pc dotato di lettore Nfc, installando il “Software Cie” dal sito dedicato.
“È un importante sviluppo di nuove utilità per tutti i cittadini italiani in possesso dell’innovativo documento”, “con il massimo livello di sicurezza”, ha in proposito affermato la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. “La nostra azienda è orgogliosa di dare il proprio contributo alla digitalizzazione della Pa”, ha commentato, da parte sua, l’ad del Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli. Con la Cie, ha dichiarato, il terzo partner, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, “vengono ad ampliarsi le modalità attraverso cui il cittadino può accedere, tramite l’area MyInps, ai servizi online dell’Istituto”.

Osservatorio sul precariato
PUBBLICATI I DATI DI NOVEMBRE 2019

Sono stati pubblicati i dati di novembre 2019 dell’Osservatorio sul precariato. Negli undici mesi del 2019, nel settore privato complessivamente le assunzioni sono state 6.666.609. In confronto all’analogo lasso di tempo dell’anno precedente, la crescita ha riguardato i contratti a tempo indeterminato, di apprendistato, stagionali e intermittenti. Sono invece configurati in flessione i contratti a tempo determinato e quelli in somministrazione.
La dinamica dei flussi
Nel periodo gennaio-novembre si registra, rispetto al 2018, un netto incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che passano da 463.117 a 653.495 (+41%). In progresso risultano anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo.
Le cessazioni sono state invece 6.153.675, in diminuzione in confronto allo stesso periodo del 2018: la riduzione ha riguardato le cessazioni di contratti in somministrazione e i rapporti a termine. In ascesa sono state riscontrate anche le cessazioni di rapporti con contratto intermittente, stagionale, in apprendistato e a tempo indeterminato.
Il lavoro occasionale
I lavoratori impiegati con Contratto di prestazione occasionale (Cpo) a novembre 2019 sono stati 17.765 (dato pressoché stabile in confronto al medesimo mese del 2018), con un importo lordo medio di 233 euro.
I lavoratori pagati con i titoli del Libretto di famiglia (Lf) sono stati 8.759 (in lieve rialzo rispetto a novembre 2018), con un importo mensile lordo medio di 171 euro.
Osservatorio cassa integrazione guadagni (Cig): i dati di dicembre 2019
È stato in pari tempo pubblicato dall’Istituto pure l’Osservatorio cassa integrazione guadagni con i dati di dicembre 2019. Il numero di ore complessivamente autorizzate per trattamenti di integrazione salariale è stato pari a 16.298.415, in aumento del 16,7% in confronto all’analogo mese del 2018 (13.964.203). Nel dettaglio, le ore autorizzate per gli interventi di:
Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo), sono state 8.751.012, in aumento del 37,8% rispetto a dicembre 2018;
Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), sono state 7.541.385, in diminuzione dello 0,3% in confronto a dicembre 2018;
Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd), sono state 6.018, in flessione dell’87,3% rispetto a dicembre 2018.
A novembre 2019 sono state inoltre presentate 222.669 domande di Naspi, 2.741 di Dis-coll e 49 di mobilità, per un totale di 225.459 richieste.
In allegato all’Osservatorio sulla Cassa integrazione guadagni è stato allegato il Focus gennaio 2020 con i dati di dicembre 2019.

Maggiore flessibilità e superamento della legge Fornero
PENSIONI: AL VIA IL CONFRONTO CON I SINDACATI

Primo confronto tra ministero del Lavoro e parti sociali per la riforma del sistema pensionistico. Superare la legge Fornero e mantenere Quota 100 fino alla fine della sperimentazione (fine 2021) sono gli obiettivi annunciati dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che ha giudicato “molto positivo” il recente incontro con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, al termine del tavolo. Tra i temi discussi, riferiti dai sindacati, una maggiore flessibilità in uscita, la questione del lavoro discontinuo e della pensione di garanzia per i giovani. Proprio su quest’ultimo argomento Catalfo ha ricordato l’avvio dei tavoli tecnici con la commissione di esperti il prossimo 3 febbraio.
“Si è avviato un confronto, una trattativa seria”, ha commentato il segretario Cgil Maurizio Landini, mentre la Uil, con Carmelo Barbagallo, ha insistito sulla necessità di rendere il sistema più flessibile. Patto tra generazioni e introduzione di una pensione di garanzia tra le problematiche evidenziate da Luigi Sbarra della Cisl.

Pensioni
COSA SUCCEDE DOPO IL 2021

Le prospettive per le pensioni dopo il 2021 sono incerte e molte misure attualmente adottate potrebbero venir meno alla fine del prossimo anno. Quota 100, confermata fino al 31 dicembre 2021, potrebbe essere rivista, come ricorda money.it Anche Opzione donna e Ape sociale potrebbero non vedere la luce dopo il 2020. A causa del futuro incerto delle norme pensionistiche molti lavoratori che oggi hanno raggiunto i requisiti per la pensione anticipata potrebbero decidere di approfittarne.
Per andare in pensione oggi esistono diverse possibilità a partire da Quota 100, alla quale può essere ammesso chi ha 62 anni di età e 35 anni di contributi oppure Opzione donna, per le lavoratrici dipendenti di 58 anni (59 le autonome) con 35 anni di contributi.
La pensione anticipata (cd. Fornero) al momento richiede solo requisiti contributivi: 42 anni e 10 mesi per i lavoratori e 41 anni e 10 mesi per le lavoratrici. Molti lavoratori usurati invece possono accedere alla pensione anticipata se hanno accreditato 35 anni di contributi e raggiunto i 61 anni e 7 mesi di età estendibili fino a 64 anni e 7 mesi.
Diversa è la situazione dei lavoratori precoci entrati nel mercato del lavoro prima dei 19 anni, che nel 2020 possono andare in quiescenza prima dei 60 anni se hanno versato contributi per 41 anni.
Esiste anche l’Ape sociale, il trattamento assistenziale che permette a determinate categorie di lavoratori di ritirarsi dal lavoro a 63 anni con 30 (o 36) anni di contribuzione, una sorta di scivolo fino alla pensione di vecchiaia.
Queste misure per la pensione anticipata prevedono una finestra di uscita, ovvero un lasso di tempo intercorrente tra il raggiungimento dei requisiti e la decorrenza della pensione stessa. Per Quota 100 la finestra è di 6 mesi per i dipendenti pubblici e di 3 per i privati. Di 3 mesi è anche la finestra di uscita per Quota 41 e per i lavoratori precoci. Per le lavoratrici di Opzione donna la finestra è di 12 mesi (18 per le autonome) e così avranno la pensione nel 2021. Nella finestra di uscita si può però continuare a lavorare e a corrispondere contributi per l’assegno finale.

Mod. 730
NIENTE RIMBORSI PER ALCUNE SPESE SE PAGATE IN CONTANTI

Avviso ai contribuenti: tutte le spese che possono essere detratte dalla dichiarazione Irpef non dovranno essere pagate in contante. Forse a qualcuno è sfuggita questa importante novità introdotta con la legge di bilancio 2020, che è scattata dal primo gennaio. Un’ipotesi che viene considerata anche nei dossier che accompagnano il provvedimento, in cui si stima una riduzione della spesa per ‘rimborsi’ con le nuove modalità pari a 496 milioni ii euro.
E visto che le spese sostenute quest’anno dovranno essere presentate in dichiarazione dei redditi nel 2021, il timore è che ci si renda conto del cambiamento solo dopo aver sbagliato e, di conseguenza, vedersi negata la restituzione del 19% della somma spesa. Per essere più espliciti: lo sgravio spetta soltanto a chi paga con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili.
E le spese che dovranno essere sostenute con queste modalità sono: per mutui ipotecari per acquisto immobili; per istruzione; per onoranze funebri; per l’assistenza personale; per attività sportive per ragazzi; per intermediazione immobiliare; per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede; erogazioni liberali; relative a beni soggetti a regime vincolistico; veterinarie; premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni; per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
La norma contenuta nella manovra prevede che ”ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19%” compete ”a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento” elettronici.
Unica eccezione sono ”le detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale”.
Nella legge di bilancio non viene precisato quali saranno gli eventuali documenti che dovranno essere presentati in occasione della dichiarazione dei redditi, visto che i dettagli tecnici dovranno essere ancora definiti dall’Agenzia delle entrate

Carlo Pareto

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