lunedì, 1 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Pensioni, aumenti e date di pagamento. Contributi Colf 2021

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Tutti gli aumenti e le date del pagamento
PENSIONI DI MARZO 2021
In fatto di assegni pensionistici, la buona notizia di quest’anno è che ci sono un po’ di novità. Intanto, è stato deciso in via definitiva, nella misura dello 0,5%, l’aumento di perequazione automatica già attribuito alle pensioni, in via provvisoria, per l’anno 2020.
Conseguentemente, l’Inps dovrà procedere al conguaglio da perequazione rispetto al valore dello 0,4% utilizzato in sede di rinnovo per l’anno 2020. I valori definitivi per l’anno 2020 sono i seguenti:
Trattamenti minimi pensioni lavoratori dipendenti e autonomi (dal 1° gennaio 2021): 515,58 euro; importi annui 6.702,54 euro.
Assegni vitalizi (dal 1° gennaio 2021): 293,90 euro; importi annui 3.820,70 euro.
La percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2020 è determinata in misura pari allo 0,0% dal 1° gennaio 2021, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo. Tradotto, l’adeguamento dell’importo delle prestazioni pensionistiche da mettere in pagamento per l’anno 2021 è nullo.
Pertanto, i valori provvisori del 2021 sono questi:
trattamenti minimi pensioni lavoratori dipendenti e autonomi (dal 1° gennaio 2021): 515,58 euro; importi annui 3.820,70 euro.
Assegni vitalizi (dal 1° gennaio 2021): 293,90 euro; importi annui 6.702,54 euro.
Importi 2021
L’Inps per il 2021 ha anche ricalcolato gli importi delle pensioni minime e sociali, dei vitalizi, degli assegni sociali e dei trattamenti per i lavoratori socialmente utili che di seguito si riportano:
pensioni per lavoratori autonomi e dipendenti: minima di 515,58 euro; vitalizi: 293,90 euro; pensioni sociali: 379,33 euro; assegni sociali: 460,28 euro; Lsu: 444,52 euro; superminimi: 548,70 euro.
L’Inps ad oggi non ha ancora comunicato il calendario esatto di quando avverrà il pagamento delle pensioni di marzo 2021, ma come già è noto, per fronteggiare l’emergenza Covid, il Governo ha deciso di scaglionare il ritiro dell’assegno pensionistico per evitare code e assembramenti presso gli uffici postali.
Pensione di marzo 2021
La pensione di marzo è stata anticipata come le precedenti e potrà essere erogata ai cittadini a partire dal 22 febbraio.
Ancora nulla di certo riguardo allo scaglionamento, ma se si dovessero ripetere le stesse dinamiche di gennaio e febbraio i pagamenti potrebbero seguire quest’ordine, in base alle iniziali del cognome:
A e B: 22 febbraio; C e D: 23 febbraio; da E a K: 24 febbraio; da L a O: 25 febbraio; P, Q e R: 26 febbraio; da S a Z: 27 febbraio.
Coloro che invece non riscuotono la pensione in posta ma la ricevono tramite accredito sul proprio conto corrente bancario, come da prassi si vedranno corrispondere l’importo dell’assegno pensionistico il 1° giorno bancabile del mese, cioè il 1° giorno non festivo.
Chi non ha ancora attivato il servizio di accredito della pensione sul conto corrente e volesse farlo può richiederlo alla propria banca. Si potrà comunque procedere al ritiro anche in filiale rispettando le norme anti Covid.

 

Pensioni
INPS: DA FEBBRAIO CEDOLINO ANCHE VIA E-MAIL
Dal 4 febbraio scorso è possibile ricevere il proprio cedolino di pensione direttamente tramite email, lo ha annunciato l’Inps con una nota pubblicata sul proprio sito, dove ha presentato un nuovo servizio online di “MyInps”, l’area personale e personalizzabile che mette in contatto gli utenti con l’Istituto e permette la gestione online dei servizi per i contribuenti.
Come richiedere online il cedolino per email
Da febbraio i pensionati possono richiedere di ricevere il cedolino della pensione (così come la Certificazione Unica) direttamente sul proprio indirizzo di posta elettronica.
Tutte le indicazioni sulle modalità di richiesta sono contenute all’interno dell’Area MyInps, a cui è possibile accedere con le proprie credenziali Spid (Sistema pubblico di identità digitale) o Cie (Carta d’identità elettronica), oppure ancora tramite Cns (Carta nazionale dei servizi).
Una volta effettuato l’accesso l’utente potrà prendere visione delle indicazioni utili per l’attivazione della nuova funzionalità.
Come consultare il cedolino online
I cedolini della pensione di febbraio, comunque, possono essere consultati ancora online. Il servizio di ricezione del documento tramite posta elettronica, quindi, è aggiuntivo.
Il servizio di consultazione online permette di consultare il cedolino della pensione, verificare l’importo dei trattamenti liquidati dall’Inps ogni mese e conoscere le ragioni per cui tale importo può variare. L’utente, inoltre, può accedere ad altri servizi di consultazione, certificazione e variazione dati.
Si ricorda, nuovamente e per ogni opportunità, ai lettori interessati, che il cedolino della pensione, accessibile anche tramite servizio online, è il documento che consente ai pensionati di verificare l’importo erogato ogni mese dall’Inps e di conoscere le ragioni per cui tale importo può eventualmente variare.
Mentre la Certificazione Unica che attiene alla qualità di sostituto di imposta dell’Inps, obbligandolo ogni anno a rilasciarne copia, e il documento con il quale l’Istituto certifica ai soggetti titolari delle prestazioni pensionistiche, previdenziali, assistenziali e a sostegno del reddito gli emolumenti corrisposti nell’anno d’imposta di riferimento

 

Inps
COLF: CONTRIBUTI 2021
L’Inps ha di recente comunicato i nuovi importi dei contributi dovuti per l’anno 2021 dai datori di lavoro che assumono e impiegano a tempo determinato o indeterminato colf e badanti quindi i lavoratori domestici.
Le cifre dovute e i coefficienti di ripartizione da utilizzare per l’anno in corso sono riportati nella circolare dell’Istituto n. 9 del 25 gennaio scorso, che chiarisce che per il 2021 non c’è nessun cambiamento per quanto attiene i valori delle fasce di retribuzione per calcolare i contributi dovuti.
Le fasce di retribuzione
Normalmente, le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi tengono conto annualmente dell’indice di variazione dei prezzi al consumo stimato dall’Istat per famiglie di operai ed impiegati (Foi). Poiché, per il biennio 2019-2020, l’indice è risultato negativo (pari al -0,3%), avendo l’Istat comunicato, nella misura del -0,3%, la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie di operai e impiegati, tra il periodo gennaio 2019-dicembre 2019 ed il periodo gennaio 2020-dicembre 2020, nulla cambia rispetto allo scorso anno.
Quindi, per l’anno 2021, sono state confermate le stesse fasce di retribuzione pubblicate con la Circolare Inps n. 17 del 6 febbraio 2020, su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2021 per i lavoratori domestici. Nel dettaglio:
se l’orario del lavoratore domestico non supera le 24 ore settimanali , le fasce di retribuzione cui corrispondono i relativi valori contributivi sono:

retribuzione oraria effettiva fino a 8,10 euro;
retribuzione oraria effettiva oltre 8,10 euro fino a 9,86 euro;
retribuzione oraria effettiva oltre 9,86 euro.
Se invece l’orario di lavoro è superiore a 24 ore settimanali il valore contributivo è fisso per tutte le ore retribuite, come dalla tabella sintetica che di seguito si riporta.

 

Retribuzione oraria                                                                           Importo contributo orario
Effettiva                                           Convenzionale                comprensivo di quota Ciaf                     Senza quota
Fino a euro 8,10                                 euro  7,17                      euro 1,43 (0,36)*                                  1,44 (0,36)*
Oltre euro 8,10 fino a euro 9,86     euro 8,10                        euro 1,62 (0,41)*                                  1,63 (0,41)*
Oltre euro 9,86                                   euro 9,86                       euro 1,97 (0,49)*                                  1,98 (0,49)*

Orario di lavoro superiore a
24 ore settimanali                              euro 5,22                       euro 1,04 (0,26)*                                  1,05 (0,26)*

*Il contributo CUAF non è dovuto solo nel caso di rapporto fra coniugi (ammesso soltanto se il datore di lavoro coniuge è titolare di indennità di accompagnamento) e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi, ove riconosciuto ai sensi di legge (art. 1 del DPR 31 dicembre 1971, n. 1.403). La cifra tra parentesi è la quota a carico del lavoratore.

 

Carlo Pareto

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