lunedì, 28 Settembre, 2020

Inps. Bonus da 600 euro, le istruzioni

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Misure decreto Cura Italia
INPS: PUBBLICATE LE CIRCOLARI OPERATIVE
Con le circolari 44/2020, 45/2020 e 47/2020, l’Inps fornisce agli utenti il quadro dei requisiti necessari e delle modalità di accesso alle misure di sostegno contenute nel Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Decreto Cura Italia).La circolare 47/2020 prevede l’accesso semplificato per le aziende al trattamento ordinario di Cassa integrazione guadagni (Cigo), all’assegno ordinario e alla Cassa integrazione in deroga, con causale “Covid 19 nazionale”. Per la Cigo e l’assegno ordinario non sarà necessario dimostrare la non imputabilità e la temporaneità dell’evento né comunicare la data di ripresa della normale attività. Per la concessione della Cigo e l’ammissione all’assegno ordinario non sarà richiesta alcuna relazione tecnica e, per l’assegno ordinario, non sarà più indispensabile compilare la scheda causale. La Cigo e l’assegno ordinario potranno avere durata massima di 9 settimane per periodi che vanno dal 23 febbraio al 31 agosto 2020.I lavoratori per i quali si chiede il trattamento economico devono essere già dipendenti dell’azienda alla data del 23 febbraio 2020. È possibile il pagamento secondo le usuali modalità: in caso di corresponsione diretta della prestazione, non è richiesta alcuna motivazione specifica. Con riferimento ai datori di lavoro del settore privato che non possono accedere agli strumenti ordinari di cassa integrazione, è previsto che le Regioni e le Province autonome possano riconoscere trattamenti di Cassa integrazione salariale in deroga, per il periodo di sospensione del rapporto di lavoro e per la durata massima di nove settimane. Per le aziende plurilocalizzate che non possono accedere agli strumenti ordinari di cassa integrazione e che hanno unità produttive ubicate in cinque o più Regioni, la domanda di cassa integrazione in deroga deve essere autorizzata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La circolare 45/2020, inoltre, reca le istruzioni operative per la richiesta all’Inps del congedo Covid 19,di quindici giorni riconosciuto ai genitori per il periodo di chiusura delle scuole, da parte dei lavoratori dipendenti privati, gli iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi. I lavoratori dipendenti del settore pubblico, invece, potranno fruire del congedo presentando domanda direttamente alla propria Amministrazione di appartenenza. Per coloro che assistono un familiare disabile e per i lavoratori affetti da disabilità, la circolare n. 45/2020 disciplina anche le modalità di incremento delle giornate di permesso retribuito prefigurate dalla legge 104/1992. Infatti, il Decreto aggiunge, alle 3 già normalmente riconosciute dalla legge, ulteriori 12 giornate di permesso retribuito, usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.In alternativa alla richiesta di congedo Covid 19, secondo quanto previsto dal Decreto Cura Italia, la circolare 44/2020 contiene indicazioni per il riconoscimento ai genitori del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting. Il bonus può essere richiesto dai lavoratori del settore privato, dagli iscritti alla Gestione separata e dai lavoratori autonomi e può arrivare fino a 600 euro. Lo stesso beneficio è ipotizzato pure per i lavoratori pubblici impegnati nel comparto sanitario pubblico e privato accreditato (medici, infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia medica, operatori sociosanitari) e per il personale addetto alla sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica, nella misura massima di 1000 euro. Il bonus potrà essere erogato tramite il Libretto Famiglia. La domanda per essere ammessi a beneficiare del bonus potrà essere inoltrata all’Istituto di previdenza avvalendosi di una delle seguenti tre modalità:
online, utilizzando l’apposito servizio telematico “Bonus servizi di baby-sitting” disponibile nella sezione “Servizi online” > “Servizi per il cittadino” > “Domanda di prestazioni a sostegno del reddito”. L’istanza di Bonus baby-sitting può essere fatta anche con Spid, Cie, Cns;
– tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o numero 06.164.164 (da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
– tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi. I testi delle circolari sono consultabili sul sito istituzionale dell’Inps, seguendo il percorso Home page>Inps comunica>Atti>Circolari, Messaggi e Normmativa.

Inps
BONUS 600 EURO. LE ISTRUZIONI
Sono online sul sito Inps le istruzioni per richiedere il bonus per i lavoratori autonomi, liberi professionisti, i collaboratori coordinati e continuativi, i lavoratori stagionali e quelli dello spettacolo stabilito dal dl Cura Italia. Le procedure di domanda sono state messe online a partire dal 1° aprile.
Le istruzioni, contenute in una circolare appena pubblicata, chiariscono che per l’indennità di 600 euro non è prevista alcuna contribuzione figurativa. L’indennità – specifica l’Istituto – non contribuisce alla formazione del reddito ed è corrisposta dall’Inps previa domanda, anche con il Pin ordinario.
Ricordiamo che l’indennità di 600 euro per il mese di marzo, spiega l’Ente previdenziale, è destinato ai liberi professionisti titolari di partita Iva attiva al 23 febbraio e ai lavoratori con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa in costanza di attività nella stessa data.
Questi professionisti non devono essere titolari di pensione né essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Per questi lavoratori il limite di spesa per il 2020 è di 203,4 milioni.
Lo stesso trattamento economico di 600 euro, evidenzia l’Istituto, è attribuibile, sempre a seguito di formale richiesta all’Inps, a commercianti, coadiutori diretti, artigiani, coltivatori diretti, mezzadri e coloni sempre che non abbiano già una prestazione pensionistica.
Il bonus inoltre è previsto anche per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il loro rapporto tra il 1 gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 che non abbiano pensione né, alla data del 17 marzo, alcun rapporto di lavoro dipendente.
L’indennità è concessa pure agli operai agricoli a tempo determinato (il limite di spesa è 396 milioni).
Possono altresì richiedere l’indennità numeraria anche i lavoratori dello spettacolo purché abbiano versato nel 2019 almeno 30 contributi giornalieri e non abbiano avuto un reddito superiore a 50.000 euro.
La domanda per il bonus all’Inps si potrà fare con i consueti canali (Pin, Spid, Carta di identità elettronica e Carta dei servizi oltre al Contact center) ma sarà possibile accedere a una richiesta di Pin semplificato.
Le istanze possono essere inoltrate a partire dal primo aprile ma il rilascio del servizio sarà comunicato con un nuovo messaggio. A questo si potrà accedere con modalità di identificazione, dato il carattere emergenziale delle prestazioni, sottolinea l’Inps, “più ampie e facilitate rispetto al regime ordinario”.
Con ogni probabilità, nell’imminente, prossimo decreto di aprile salirà a 800 euro il bonus per le partite Iva, aumentando la cifra ma diminuendo la platea degli aventi diritto con l’introduzione di criteri di maggiore selettività diretti a chi ha davvero subìto danni dalla pandemia Covid-19.
Si tratterebbe di una misura pensata per coprire in particolare l’area del lavoro sommerso, cioè una platea di 3,7 milioni di persone, secondo i dati Istat: la proposta prevederebbe il bonus per chi riesca a dimostrare di aver lavorato anche per brevissimi periodi di una-due settimane negli ultimi due anni.
Il decreto atteso per prima di Pasqua stanzierà almeno 30 miliardi di euro che si sommano ai 25 del Cura Italia. Si ipotizza anche la proroga della cassa integrazione con la causale Covid-19, per ora concessa fino a un massimo di nove settimane, e dei congedi parentali (o in alternativa del bonus baby sitter) legati al prolungamento della chiusura delle scuole.
Il decreto prefigurerà anche un rafforzamento dei fondi di garanzia per i prestiti alle imprese e alle partite Iva e ci sarà un ulteriore rinvio delle scadenze fiscali che potrebbe coinvolgere questa volta anche l’Imu e la Tari. Interventi di sostegno al reddito mirati anche per gli 850mila lavoratori domestici che hanno perso il lavoro a causa della crisi innescata dall’epidemia di Covid-19.

 

Coronavirus
400MILIONI AI COMUNI IN BUONI SPESA
Il governo ha stanziato 400 milioni di buoni spesa (gestiti dalla Protezione Civile) per far fronte all’emergenza coronavirus e aiutare chi è in difficoltà economica. I buoni spesa saranno utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari o prodotti di prima necessità.
Queste risorse sono arrivate entro martedì 31 marzo scorso: la tempistica era scritta nella versione definitiva dell’ordinanza della Protezione civile, che ha fissato anche i criteri di ripartizione delle risorse.
L’80% del fondo per complessivi 320 milioni di euro, è ripartito in proporzione alla popolazione residente di ciascun Comune (viene comunque confermato, come atteso, che il contributo minimo spettante non può in ogni caso risultare inferiore a euro 600).
L’altro 20% (per complessivi euro 80 milioni) si concentrerà nelle zone più povere in base al parametro della distanza fra il reddito pro capite del Comune e quello medio nazionale.
È previsto che 386.945.839,14 euro vadano in favore dei Comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario, alla Regione Siciliana e alla Regione Sardegna, mentre i restanti 13.054.160,86 euro siano destinati in favore delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
Il comune che ha ricevuto un numero di fondi maggiore è il comune di Roma, a cui spetteranno 15.081.448,63 euro. Al comune di Milano, invece, spettano 7.279.992,68 euro.
Per la città di Torino sono previsti 4.624.000 euro, mentre per Napoli e Palermo sono previsti rispettivamente 7.625.000 euro e 5.143.000 euro.
Per i paesi del focolaio iniziale del coronavirus, Codogno e Castiglione d’Adda, il fondo per il bonus spesa ammonta a 169.554 euro e 49.262 euro.
Ci sono poi anche i micro-stanziamenti da 600 euro a testa per una quarantina di piccolissimi Comuni.
Su base regionale è la Lombardia la regione alla quale è stata assegnata la quota maggiore di risorse, 55 milioni; alla Campania vanno invece 50 milioni.
I sindaci potranno fronteggiare l’emergenza coronavirus distribuendo buoni spesa o generi alimentari e di prima necessità a chi ne abbia bisogno.

Carlo Pareto

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