sabato, 19 Ottobre, 2019

Inps. Come funziona il riscatto della laurea agevolato

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Sportelli Inps

COME PRENOTARE L’ACCESSO TRAMITE APP MOBILE

Dal 4 febbraio è possibile prenotare l’accesso agli sportelli, tramite l’app Mobile, non solo per la giornata incorso ma anche per quelle successive scegliendo anche l’orario. La nuova modalità di prenotazione, inizialmente disponibile in via sperimentale soltanto per alcuni uffici della Puglia, va ad arricchire il servizio “Sportelli di sede”, adottato da alcune strutture territoriali per agevolare gli utenti: un servizio “elimina code” che consente di prenotare il proprio turno da smartphone, tablet o pc, evitando così la fila.

Come funziona il servizio di prenotazione “Sportelli di sede”
Per prenotare il ticket attraverso l’app Inps Mobile bisogna accedere a “Sportelli di sede”, la funzionalità che fornisce le informazioni sugli sportelli aperti al pubblico (orari, tempi medi di servizio, numero di persone in coda e stato di avanzamento della coda). Una volta trovata la sede di interesse (se questa ha attivato il servizio “elimina code”) bisogna cliccare su “Prenota ticket” e scegliere lo sportello.

Per le Sedi sperimentali della Puglia si potrà scegliere il giorno di accesso desiderato (compresa la giornata corrente) e l’orario fra quelli disponibili per la prenotazione, mentre per tutte le altre Sedi sarà possibile prenotarsi solo in coda per la giornata corrente, in orario di apertura degli sportelli, secondo le modalità già attivate. È inoltre consentito effettuare una sola prenotazione per ogni tipologia di sportello e fino a un massimo di tre prenotazioni. Una volta prenotato non resta, quindi, che recarsi allo sportello mostrando all’operatore il ticket digitale generato dalla applicazione.

La nuova modalità di prenotazione con scelta di giorno e orario è inizialmente disponibile soltanto per le seguenti sedi della Puglia: Bari, Andria, Barletta, Brindisi, Ostuni, Foggia, San Severo, Lecce, Nardò, Maglie e Taranto. Il servizio sarà gradualmente esteso a tutta Italia.

Ricordiamo che si può prenotare l’accesso agli sportelli, con procedimento analogo a quello della app Inps Mobile, anche tramite il Portale.

Previdenza

IL RISCATTO LAUREA AGEVOLATO

Il riscatto del corso di laurea è un istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici il periodo del proprio corso di studi.

Il riscatto di laurea è valido a condizione che l’interessato abbia conseguito il titolo di studio. Il servizio è rivolto a tutti coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea o titolo equiparato. La facoltà è esercitabile anche dai soggetti inoccupati che, al momento della domanda, non risultino essere stati mai iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa in Italia o all’estero.

Il riscatto agevolato e flessibile degli anni di studio universitari è una ulteriore novità prevista da questa ultima riforma delle pensioni 2019. Al fianco delle altre due opzioni Inps, ordinario e gratuito per gli inoccupati, introduce una nuova opportunità allo scopo di agevolare tutti coloro che hanno conseguito il diploma di laurea o titolo equiparato, a riscattare a fini pensionistici, per un periodo massimo di 5 anni di studi universitari con uno sconto del 30% sugli oneri o la possibilità di riscatto flessibile, per chi decide di riscattare soltanto una parte come ricorda Guidafisco.it.

In base a quanto prefigurato dalla riforma e dal relativo decreto pensioni 2019, quello di Quota 100 e reddito e pensione di cittadinanza per capirci, è stato quindi ipotizzato il riscatto laurea leggero 2019 con sconto del 30% sull’onere totale per chi non ha compiuto 45 anni. Ciò significa che sarà ora possibile per gli under 45, riscattare gli anni di studio universitari pagando una somma forfettaria di circa 5mila euro all’anno per riscattare al massimo 5 anni di contributi utili per la pensione.

La nuova misura è stata inserita all’interno del capitolo sulla pace contributiva del decretone pensioni-reddito di cittadinanza, attualmente in discussione al Senato per il successivo iter di conversione in legge.

Il riscatto della laurea light 2019 è desinato unicamente determinati soggetti che possono vantare i seguenti requisiti richiesti: non avere più di 45 anni (nate dopo il 1974 e che nel 1995 frequentavano ancora l’università in quanto l’opzione è valida solamente per i periodi coperti dal regime contributivo, ossia dal 1996 in poi) e non essere titolari di pensione.

In base a tale novità, per chi può soddisfare le predette condizioni ci sarà un risparmio del 30% sugli oneri da corrispondere e la possibilità di ottenere una detrazione dalle tasse del 50% della somma dovuta, arrivando così ad uno sconto totale di circa 60%.

Il limite dei 45 anni è stato posto per rendere matematicamente impossibile usare il riscatto della laurea per essere ammessi al pensionamento anticipato con quota 100.

Il massimo riscattabile ai fini pensionistici, è di 5 anni, in base al titolo, per cui diploma triennale, specializzazione, dottorato ecc. Sono esclusi gli anni fuori corso. Il riscatto della laurea light attualmente è al vaglio dell’Aula di Montecitorio dove deve ancora affrontare l’esame dei senatori, per cui potrebbe essere modificato.

Chi sceglie il riscatto agevolato previsto dal decreto legge deve tenere conto che tale facoltà è valida solo per aumentare gli anni di contribuzione che occorrono per maturare i requisiti di pensionamento e non anche per aumentare l’importo della pensione, come invece avviene in caso pagamento del riscatto laurea Inps ordinario. Per cui può essere utile per raggiungere ad esempio la pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di versamenti se uomo e 41 anni e 10 mesi, se donna, a prescindere dall’età e non Quota 100, poiché il limite prescritto per il requisito anagrafico non consente l’adesione all’opzione.

In base allo studio fatto dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, il costo annuo da pagare per ogni anno di studio universitario con il riscatto agevolato è di circa 5.241,30 euro annui. In pratica il costo totale da corrispondere con le agevolazioni, varia dai 15mila euro per riscattare gli anni di studio per una laurea breve ai 25mila di un corso di laurea completo ma sarà consentita la detraibilità fiscale dei costi.

 

Consulta Caf

REDDITO, MOLTE RICHIESTE POCHE INFORMAZIONI

“Stiamo registrando un aumento della frequenza di utenti presso gli sportelli dei Caf per avere informazioni sulla presentazione della domanda per il reddito di cittadinanza, ma gli operatori non hanno ancora informazioni esaustive”. Lo ha detto, in una recente intervista ad Adnkronos/Labitalia, Mauro Soldini, uno dei coordinatori della Consulta nazionale dei Caf.

“Quelle richieste – ha precisato – sono informazioni di tipo sia generico sia specifico, alle quali però, allo stato attuale, gli operatori non possono dare una risposta”. “Dopo il 5 marzo – ha continuato Soldini – gli sportelli dei Caf dovrebbero essere operativi per la presentazione delle domande per il reddito di cittadinanza, ma al momento non abbiamo informazioni. Poco meno di un mese non è nulla per noi: dobbiamo predisporre le procedure informatiche e ricevere le informazioni competenti”.

“Sappiamo – ha aggiunto – che l’Inps, per la presentazione delle istanze per il reddito di cittadinanza, ha molte più difficoltà, in confronto ai Caf, perché ha il compito di verifica delle richieste e di predisposizione del modello”.

E’ per questo che la Consulta dei Caf torna di nuovo a chiedere, ha sottolineato, “un confronto per chiarire gli aspetti di programmazione sull’operatività degli sportelli Caf per inoltrare la domanda per il reddito di cittadinanza, ai ministri del Lavoro e Politiche Sociali, Luigi Di Maio, e dell’Economia e Finanze, Giovanni Tria, e al presidente dell’Inps, Tito Boeri, in una nuova lettera che è già stata inviata”.

“Noi – ha affermato – continuiamo a solecitare un confronto dopo quello già richiesto agli inizi di gennaio.

Chiediamo di poter affrontare, attraverso l’avvio di un confronto formale, gli aspetti di programmazione ed economici relativi all’attività che gli oltre 10.000 operatori dei Caf, in tutta Italia, svilupperanno a servizio di quei cittadini che richiederanno i nuovi strumenti per il sostegno al reddito”. “Ognuno di questi – ha rimarcato Soldini – dovrà dimostrare attraverso l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente, che oltre alla dichiarazione dei redditi acquisisce dati relativi alle proprietà, ai conti bancari, alla situazione economica familiare) di avere le caratteristiche che rendono possibile l’erogazione del reddito o della pensione di cittadinanza”.

La Consulta premura, dunque, la richiesta di un ulteriore confronto “per accelerare il processo amministrativo coinvolgendo nelle scelte operative chi, i Caf, realizza la quasi totalità delle dichiarazioni Isee, il 97%”.

La promessa dei 5 stelle

PRESTO IL SALARIO MINIMO ORARIO

“Abbiamo già incardinato il disegno di legge sul salario minimo orario, che sarà approvato nel 2019. Con il Reddito di cittadinanza abbiamo posto la prima pietra per sostenere chi è stato dimenticato e abbandonato alla miseria, e nel futuro lo miglioreremo sempre di più”. E’ quanto si legge in un post recentemente pubblicato su Facebook dalla pagina ufficiale del Movimento 5 Stelle. “Con il salario minimo orario, l’altra grande battaglia di civiltà collegata al Reddito di Cittadinanza, garantiremo il diritto ad un giusto stipendio per tutti i lavoratori. E’ finita l’epoca delle politiche contro i lavoratori: dignità e diritti per tutti”, sottolinea l’account del M5S, che in uno dei commenti precisa: “Il salario minimo orario sarà pari a quello attualmente vigente in Germania”.

Carlo Pareto

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