lunedì, 17 Giugno, 2019

Inps, contributi volontari 2019. Formalizzata nomina Tridico e Morrone

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Inps
CONTRIBUTI VOLONTARI: IMPORTI 2019

Nel 2019 (diversamente dal 2018), per coprire un anno di contribuzione volontaria occorre una spesa minima di 3.521,23 euro. E se si è stati autorizzati dopo il 31 dicembre del 1995 si dovrà spendere 547,39 euro in più (in totale 2.973,84 euro). Il 30 giugno scade il termine per il pagamento relativo al trimestre gennaio-marzo, primo dei quattro appuntamenti di quest’anno (gli altri tre sono fissati al 30 settembre, 31 dicembre e 31 marzo 2020). L’aumento, pari all’1,1%, rispetto al 2018, è dovuto alla nuova lievitazione delle retribuzioni di riferimento, aggiornate allo 0,20% per via dell’inflazione. La circolare Inps n. 42 pubblicata il 13 marzo 2019, ha pertanto aggiornato gli importi per i versamenti volontari dovuti per il 2019, alla luce della rivalutazione delle pensioni intervenuta a gennaio 2019 con il quale, ricordiamo l’importo dei trattamenti di quiescenza e assistenziali è stato adeguato al tasso di inflazione pari all’1,1% per il 2018. Lo stesso è stato fatto per il calcolo dell’importo dei contributi volontari
La «volontaria» coinvolge numerosi ex lavoratori (soprattutto donne) che hanno scelto di continuare l’assicurazione pagando in proprio, con lo scopo di maturare comunque il diritto alla pensione.
La contribuzione volontaria infatti rappresenta uno strumento molto utile per chi vuole andare in quiescenza; con il versamento dei contributi volontari, difatti, coloro che hanno cessato – o comunque interrotto – un’attività di lavoro, possono assicurarsi il perfezionamento dei requisiti necessari ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione, o anche per incrementare il montante contributivo e – di conseguenza – l’importo dell’assegno previdenziale.
A differenza dei contributi figurativi, accreditati gratuitamente dall’Inps su richiesta dell’interessato, per il versamento dei contributi volontari c’è un onere da corrispondere che dipende dalla retribuzione del lavoratore, nonché dal settore di appartenenza.
Da un’occhiata sommaria alle tabelle, i cui nuovi parametri sono indicati nella predetta apposita circolare Inps, (la n.42 del 13 marzo 2019), si nota facilmente come costa sempre di più «farsi» una pensione da soli, per chi si è ritirato prima del tempo dall’attività lavorativa. Non solo, ma in passato la sola autorizzazione al versamento ha costituito un ottimo scudo per difendersi dalle novità in materia di requisiti pensionistici. Dopo la riforma Monti-Fornero, ora non è più così.
Valori 2019. Le somme da versare differiscono a seconda della decorrenza dell’autorizzazione: prima o dopo dicembre 1995. L’ammontare del contributo volontario si ottiene, infatti, applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell’ultimo anno di lavoro) l’aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 33% per tutti gli altri autorizzati successivamente.
Esiste anche una retribuzione base (minimale), pari al 40% del minimo di pensione mensile. In altri termini, per il 2015, con un minimale di retribuzione settimanale pari a 205,20 euro, il contributo non può essere inferiore a 57,19 euro per i soggetti autorizzati fino al 31 dicembre 1995 e a 67,72 euro per le autorizzazioni successive. Questi importi sono da intendere per il riscatto di una settimana lavorativa. Il pagamento dei contributi volontari può avvenire in tre modi diversi:
1) utilizzando il bollettino Mav (pagamento mediante avviso);
2) online, sul sito internet www.inps.it;
3) telefonando al numero verde gratuito 803.164, utilizzando la carta di credito;
Uno scudo perforato. La possibilità di versare volontariamente in occasione delle precedenti riforme ha sempre costituito una vera e propria polizza assicurativa. A cominciare dall’elevazione del minimo di contributi richiesto per la vecchiaia, innalzato da 15 a 20 anni dalla riforma Amato del 1993, dove è prevista la conservazione dei «vecchi» 15 anni in favore dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria entro il 31 dicembre 1992. Per non parlare dei famosi «blocchi» temporanei delle pensioni di anzianità, avvenuti più volte tra il 1994 e il 1998, che in questi casi non hanno trovato applicazione,
Ora la musica è cambiata. Solo un ristretto numero di contribuenti volontari è infatti riuscito a rientrare nella schiera dei cosiddetti “salvaguardati” dall’inasprimento dei requisiti pensionistici della riforma Fornero. Ciò non toglie che la richiesta di autorizzazione alla volontaria, alla cessazione o sospensione dell’attività lavorativa, sia inutile. Non costa nulla e non è comunque impegnativa.

Inps
FORMALIZZATA LA NOMINA DEI COMMISSARI TRIDICO E MORRONE

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto col Ministro dell’Economia e delle finanze, ha formalmente attribuito a Pasquale Tridico i poteri del Presidente e del Consiglio di amministrazione dell’Inps.
Professore ordinario in Politica economica presso l’Università Roma Tre, Pasquale Tridico è coordinatore del corso di Laurea Magistrale ‘Mercato del lavoro, relazioni industriali e sistemi di welfare’ presso il Dipartimento di Economia, dove è anche Professore di Economia del lavoro dal 2009. Ha svolto attività di ricerca in diverse Università europee e negli Stati Uniti. Durante il dottorato in Economia Politica ha vinto la borsa di ricerca “Marie Curie” dell’UE presso la Sussex University e nel 2010-11 ha vinto la borsa Fulbright presso la New York University. E’ anche titolare della cattedra Jean Monnet dell’UE in “Economic Growth and Welfare Systems” e ha ottenuto un finanziamento da parte dell’UE per l’apertura di un Centro di Ricerca di Eccellenza Jean Monnet denominato “Labour, Welfare and Social Rights” di cui è direttore. Affermato economista di scuola keynesiana, Segretario generale dal 2012 dell’associazione accademica Eaepe (European Association for Evolutionary Political Economy), è autore di oltre cento pubblicazioni in italiano e in inglese sui temi del mercato del lavoro, disuguaglianze e distribuzione del reddito, sistemi di welfare, politica economica italiana ed europea, sviluppo economico e crisi finanziarie. Ha anche contribuito ai lavori del Parlamento italiano intervenendo in audizioni e convegni su questi temi e, dal giugno 2018 al febbraio 2019, è stato consigliere economico presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
Col medesimo decreto interministeriale è stato nominato quale vice Adriano Morrone, dirigente dell’Istituto e già direttore generale dell’Enpaia – Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura (dal 2015 al 2017) e del fondo di previdenza complementare Agrifondo (dal 2015 al 2017). Adriano Morrone è  professore a contratto di Sicurezza sul lavoro presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università Luiss Guido Carli di Roma e docente presso il Corso di specializzazione “Il lavoro nell’ordinamento giuridico italiano e comunitario”, Facoltà di economia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, nonché autore di numerose pubblicazioni. 

Attraverso le credenziali Spid e Cns
ACCESSO AI SERVIZI DISPOSITIVI TRAMITE CANTACT CENTER

Arriva il Pin telefonico per i servizi Inps. Chi utilizza Cns (Carta nazionale dei servizi) e identità Spid (Sistema pubblico dell’identità digitale) per accedere ai servizi online, si legge nel messaggio Inps n. 1081/2019, non possono invece fruire dei servizi dispositivi tramite il Contact center. Al riguardo di seguito si riporta integralmente, per ogni opportunità, a beneficio dei soggetti potenzialmente interessati, il contenuto del predetto messaggio Inps.
“L’Istituto, da sempre sensibile alla sicurezza delle proprie banche dati, consente l’accesso ai propri servizi online, oltre che con il proprio Pin, anche con credenziali di accesso con maggiori garanzie di robustezza, quali la Cns (Carta Nazionale dei Servizi) e l’identità Spid (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale).
Tuttavia, queste due ultime tipologie di credenziali non prevedono un riconoscimento telefonico dell’utente e dunque non permettono di fruire di servizi dispositivi tramite il canale del Contact Center.
Ciò premesso, al fine di garantire pieno accesso a tutti i canali di servizio, anche attraverso le credenziali Cns e Spid, con il presente messaggio si comunica che l’Istituto ha implementato un nuovo servizio che, con le citate tipologie di credenziali, consente di generare un “Pin telefonico” temporaneo.  Per ottenere il “PIN telefonico” l’utente deve accedere alla sezione “MyInps” all’interno del portale Inps, selezionare la voce “Pin telefonico” e indicare il periodo per il quale tale Pin dovrà essere valido (da 1 giorno a 3 mesi).
In caso di smarrimento del “Pin telefonico”, e comunque in ogni momento, è possibile generarne uno nuovo, che annullerà automaticamente il precedente.
Attraverso il “Pin telefonico”, pertanto, anche gli utenti in possesso delle sole credenziali Cns o Spid possono fruire dei servizi Inps attraverso il Contact Center”.

Carlo Pareto

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