giovedì, 23 Maggio, 2019

Inps, Controllo REI e Bonus asilo nido. Quota 100, contributi utili

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Osservatorio Statistico Inps
MONITORAGGIO REI 2018

Il Reddito di inclusione (Rei) è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica del nucleo familiare. Dal 1° gennaio 2018 ha sostituito il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva).
Il Rei si compone di due tipologie di intervento: un beneficio economico, erogato mensilmente; e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.
Il nucleo beneficiario deve soddisfare requisiti reddituali, di cittadinanza e residenza, di compatibilità e, fino al 1° luglio 2018, anche requisiti familiari: presenza di un minorenne, di una persona disabile, di una donna in gravidanza, di un disoccupato ultra 55enne.
Dal 1° luglio 2018 con l’abrogazione dei requisiti familiari la misura ha assunto pieno carattere di “universalità”.
I dati complessivi
L’Osservatorio statistico sul Reddito di inclusione fornisce le essenziali informazioni statistiche sui nuclei familiari percettori del beneficio economico.
I dati pubblicati nel Report dell’Inps – che si riferiscono al periodo gennaio-dicembre 2018, dando anche evidenza separata alle domande decorrenti dal mese di luglio 2018 – si basano sulle istanze trasmesse all’Istituto dai comuni di residenza dei nuclei richiedenti. Viene fornito il numero di nuclei beneficiari e il numero dei soggetti interessati suddivisi per regione di residenza, per cittadinanza del richiedente, per numero di componenti il nucleo familiare, per presenza di minori nel nucleo e per presenza di soggetti disabili nel nucleo.
Nel corso del 2018 sono stati erogati benefici economici a 462 mila nuclei familiari coinvolgendo 1,3 milioni di persone. La maggior parte dei benefici sono stati corrisposti nelle regioni del sud (68% dell’importo complessivo concesso e interessamento del 71% delle persone coinvolte). Il 46% dei nuclei beneficiari di Rei, che rappresentano il 50% dei soggetti coinvolti, risiedono in sole due regioni: Campania e Sicilia. A seguire Puglia, Lazio, Lombardia e Calabria coprono un ulteriore 29% dei nuclei e il 27% dei richiedenti coinvolti.
Il tasso di inclusione del Rei, ovvero il numero di persone coinvolte ogni 10.000 abitanti, risulta nel periodo considerato a livello nazionale pari a 220; raggiunge i valori più alti nelle regioni Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente 634, 603, 447) ed i valori minimi in Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia (rispettivamente 28 e 37).
Quanto alla cittadinanza del richiedente la prestazione nell’11% dei casi risulta erogata ad un extracomunitario; al Nord tale incidenza sale al 29%. L’importo medio mensile corrisposto nel periodo gennaio-dicembre 2018, pari a 296 euro, risulta variabile a livello territoriale, con un range che va da 237 euro per i beneficiari della Valle d’Aosta a 328 euro per la Campania. Complessivamente le regioni del Sud hanno un valore medio del beneficio più alto di quelle del Nord per 51 euro (+20%) e di quelle del Centro per 34 euro (+12%).

Inps
BONUS ASILO NIDO 2019

La circolare Inps n. 14/2019 illustra le modalità e i canali di presentazione delle domande per la fruizione dei bonus  per il corrente anno, che devono essere presentate, corredate con la documentazione descritta, nel periodo di tempo ricompreso tra il 28 gennaio e il 31 dicembre 2019, unicamente in modalità telematica.
Il contributo, fino a un importo massimo di 1.500 euro su base annua, può essere corrisposto, previa presentazione della domanda da parte del genitore, per far fronte alle seguenti due situazioni:
1) a beneficio di bambini nati o adottati/affidati dal 1° gennaio 2016, per contribuire al pagamento delle rette relative alla loro frequenza in asili nido pubblici e privati autorizzati (c.d. contributo asilo nido);
2) a beneficio di bambini di età inferiore a tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche, per i quali le famiglie si avvalgono di servizi assistenziali domiciliari (contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione).
Il bonus richiesto potrà essere erogato nel limite di spesa preventivamente stabilito (che per il 2019 è pari a 300 milioni di euro) secondo l’ordine cronologico di trasmissione telematica delle relative istanze di ammissione al trattamento economico.
Nel caso in cui, a seguito del numero delle richieste inoltrate, venga raggiunto – anche in via prospettica – il suddetto limite massimo di spesa, l’Inps non prenderà in considerazione le ulteriori richieste pervenute.

Pensioni
I CONTRIBUTI UTILI PER QUOTA 100

Per anticipare l’accesso alla pensione all’età di 62 anni bisogna aver maturato almeno 38 anni di contributi. E’ la regola alla base del funzionamento di Quota 100, la nuova misura previdenziale introdotta nello stesso decreto del reddito di cittadinanza.
Per ‘contributi utili’ si intende la contribuzione accreditata a qualsiasi titolo in favore dell’interessato come specificato nel decreto stesso. Chi risulta iscritto a due gestioni previdenziali Inps, inoltre, può cumulare gratuitamente i contributi accreditati per raggiungere i 38 anni di contribuzione richiesta. Lo stesso non vale per chi è iscritto anche a una cassa professionale. In tal caso l’unico modo per riunire i contributi è quello della ricongiunzione, che però è a titolo oneroso per l’interessato.
Come anticipato per Quota 100 è valido qualsiasi tipo di contributo, ma per quanto riguarda i contributi figurativi, ossia quelli versati dall’Inps senza alcun onere per l’interessato nei periodi in cui questo non ha potuto svolgere la normale attività lavorativa (come durante il congedo di maternità), dovrebbe continuare a valere quanto stabilito dalla Legge 153/1969 secondo la quale – solo nell’ipotesi dei dipendenti privati – ai fini del raggiungimento della pensione almeno 35 anni di contribuzione deve essere maturata al netto dei contributi accreditati durante la malattia o la disoccupazione ordinaria.
Tolto questo limite, quindi, per Quota 100 varranno i contributi obbligatori, figurativi, da riscatto o volontari. Bisogna sottolineare però che per i beneficiari di Quota 100 non si applica quanto prefigurato dalla nuova pace contributiva e dal riscatto agevolato della laurea: il primo, infatti, è riservato a coloro che non hanno contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, mentre nel secondo caso soltanto gli Under 45 possono richiedere il riscatto agevolato della laurea. In entrambe le situazioni, quindi, sono esclusi – seppur non dichiaratamente – i beneficiari di questa nuova opzione per il pensionamento anticipato.

Al Politecnico di Milano
NASCE LA FIGURA DELL’INGEGNERE DELLA MOBILITA’

“Città sempre più smart, vettori innovativi, collegamenti nazionali e internazionali sempre più complessi, problemi di sicurezza e impatto ambientale: sono solo alcune delle criticità a cui gli esperti di mobilità sono chiamati a rispondere. Un settore che richiede oggi di essere governato da figure professionali che sappiano unire competenze tecnico-ingegneristiche-gestionali a un approccio attento alle nuove opportunità tecnologiche”. E’ lo scenario descritto dal rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta.
Ed è in questo contesto che il Politecnico di Milano, insieme a 13 enti e imprese chiave del settore, ha deciso di arricchire la propria offerta formativa con il Corso di laurea magistrale in Mobility Engineering (#LMMobilityEngineering). Il Corso è stato recentemente presentato dal rettore dell’Ateneo, Ferruccio Resta, da Renato Mazzoncini, docente di Mobility, Infrastructures & Services, e da Dario Zaninelli, coordinatore della commissione per la progettazione della nuova laurea magistrale. Il nuovo Corso, attivo dal prossimo anno accademico 2019/2020, sarà prodotto in lingua inglese.
La nuova laurea rappresenta un percorso formativo unico nel suo genere e risponde sia alle richieste di innovazione che vengono dalle imprese, sia alla necessità di potenziamento di settori strategici per lo sviluppo economico che arriva dal Sistema Paese. Il vantaggio occupazionale dei futuri laureati sarà straordinariamente competitivo: attualmente, infatti, una figura del genere in ingresso nel mondo del lavoro non esiste. I professionisti attualmente impiegati nel comparto dei trasporti sono, difatti, ingegneri con un elevato livello di anzianità che provengono sì da una formazione specialistica (Ingegneria meccanica o elettrica) ma hanno completato e affinato le loro competenze nel corso dell’esperienza lavorativa, maturando una visione del comparto che invece il neolaureato in Mobility Engineering governerà da subito.
Un ruolo centrale nella nascita del nuovo Corso di laurea magistrale in Mobility Engineering è stato svolto dai 13 enti e industrie leader del settore che hanno collaborato con l’Ateneo per definire il programma di studi. I partner del corso non sono clienti di progetti di ricerca o solo potenziali datori di lavoro, ma compagni di viaggio nella creazione di un percorso didattico che offrirà opportunità concrete, nazionali e internazionali, agli studenti e soprattutto nuovo stimolo al settore. Un viaggio iniziato già nell’anno accademico in corso con un progetto pilota per studenti di Ingegneria Elettrica, Meccanica e Gestionale ai quali sono offerti i contenuti del nuovo corso di laurea magistrale e i primi progetti industriali individuati con le 13 aziende partner.
I partner sosterranno le attività didattiche anche con interventi seminariali, ospitando visite tecniche, proponendo tesi in azienda, offrendo stage ai laureati e mettendo a disposizione borse di studio. Essi faranno parte inoltre dell’Advisory Board del Corso di studi, costituendo così un importante momento di confronto. In pratica, il laureato in Mobility Engineering del Politecnico di Milano sarà uno specialista della mobilità a 360 gradi: saprà affrontare il tema della mobilità a più livelli, partendo dalle infrastrutture terrestri (strada e rotaia) e dai sistemi regolatori e di sicurezza per passare all’erogazione di servizi di mobilità e agli scenari futuri di innovazione.
La nuova figura professionale avrà una solida preparazione ingegneristica e metodologica, una formazione fortemente interdisciplinare e una visione di sistema strategica, particolarmente improntata al tema della sicurezza in tutte le sue declinazioni, dalla incolumità delle persone alla sicurezza nella costruzione, dalla manutenzione e gestione dei sistemi di trasporto, alla sicurezza ambientale e alla protezione dei dati e dei sistemi di controllo per la mobilità. Il laureato potrà coprire posti qualificati in diversi tipi di organizzazioni: operatori di trasporto anche multinazionali, amministrazioni pubbliche e regolatori a livello nazionale ed europeo, imprese produttrici di materiale rotabile e tecnologie a supporto.

Carlo Pareto

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