martedì, 25 Giugno, 2019

Inps, dopo Boeri arriverà un commissario

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Assicurazione infortuni domestici

INAIL: CASALINGHE ALLA CASSA ENTRO IL 31 GENNAIO

La legge 493/1999 stabilisce che è obbligato ad assicurarsi contro gli infortuni in ambito domestico colui che: ha un’età compresa tra i 18 e i 67 anni compiuti; svolge il lavoro per la cura dei componenti della famiglia e della casa; non è legato da vincoli di subordinazione; presta lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo.
L’ambito domestico coincide con l’abitazione e le relative pertinenze (soffitte, cantine, giardini, balconi) dove risiede il nucleo familiare dell’assicurato. Se l’immobile fa parte di un condominio, si considerano come ambito domestico anche le parti comuni (androne, scale terrazzi, ecc.).
Rientrano anche tra i luoghi tutelati le residenze temporanee scelte per le vacanze, a condizione che si trovino nel territorio italiano. Non è tutelato, invece, l’infortunio in itinere.

Matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, vincoli affettivi e coabitazione sono i criteri che definiscono, ai sensi della legge 493/1999, il nucleo familiare rispetto ad altre esperienze di vita insieme.
In base ai requisiti assicurativi indicati, si devono assicurare: gli studenti anche se studiano e dimorano in una località diversa dalla città di residenza e che si occupano dell’ambiente in cui abitano; tutti coloro che, avendo già compiuto i 18 anni, lavorano esclusivamente in casa per la cura dei componenti della famiglia (ad esempio ragazzi e ragazze in attesa di prima occupazione); i titolari di pensione che non hanno superato i 67 anni; i lavoratori in mobilità; i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia e non hanno altra occupazione; i lavoratori in cassa integrazione guadagni; i soggetti che svolgono un’attività lavorativa che non copre l’intero anno (lavoratori stagionali, lavoratori temporanei, lavoratori a tempo determinato); l’ assicurazione, in questo caso, deve ricoprire solo i periodi in cui non è espletata attività lavorativa. Tuttavia, il premio assicurativo non è frazionabile e la quota va corrisposta per intero, anche se la copertura assicurativa è valida unicamente nei periodi in cui non è svolta altra attività lavorativa.
Nell’ambito di uno stesso nucleo familiare possono assicurarsi più persone (ad esempio: madre e figlia). E’ per contro escluso dall’obbligo assicurativo: colui che ha meno di 18 anni o più di 67 anni; il lavoratore socialmente utile (Lsu); il titolare di una borsa lavoro; l’iscritto a un corso di formazione e/o a un tirocinio; il lavoratore part time; il religioso.
E’ esonerato dal pagamento del premio assicurativo contro gli infortuni in ambito domestico colui che ha un reddito al di sotto di una determinata soglia. In tal caso il premio è a carico dello Stato.

In particolare, è escluso dall’obbligazione numeraria chi contemporaneamente: ha una situazione reddituale personale complessiva lorda fino a 4.648,11 euro annui; fa parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera i 9.296,22 euro annui..
Chi possiede i requisiti di legge ma non paga l’assicurazione, è soggetto ad una sanzione amministrativa da parte dell’Inail, graduata in relazione al periodo di trasgressione e per un importo non superiore, comunque, all’equivalente del premio (24,00 euro).
Sempre in tema di Assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico, ed in particolare proprio sulle modifiche apportate dalla recente legge di bilancio 2019 ( legge 30 dicembre 2018, n. 145), l’Inail ha pubblicato la circolare n. 2 del 22 gennaio 2019.
Il premio – riporta la nota interna dell’istituto – sale a 24 euro ma entro il 31 gennaio si versa l’importo invariato ; l’età per l’obbligo sale da 65 a 67 anni, mentre si ampliano le tutele  con l’abbassamento del grado di invalidità necessario per conseguire  l’indennità economica .

L’importo della quota assicurativa, in relazione all’ampliamento delle prestazioni, è fissato dalla legge in euro 24,00 annui. Le modalità e i termini per assolvere all’obbligo assicurativo, compreso la corresponsione del premio, saranno disciplinati da un prossimo  decreto del Ministro del lavoro e delle politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del  presidente dell’Inail.
Per l’anno in corso,  in attesa  dell’emanazione della predetta decretazione, tenuto conto della scadenza del 31 gennaio 2019  fissata per l’assolvimento dell’obbligo assicurativo, l’importo da pagare entro la data indicata rimane  invariato in euro 12,91.
Del pari, le persone che maturano i requisiti assicurativi nel 2019, compresi coloro che  compiono 66 o 67 anni di età nel corso dell’anno, devono iscriversi  all’assicurazione  tramite il versamento dell’importo di euro 12,91, fermo restando che anche tale premio  sarà successivamente allineato all’importo di euro 24,00.
Attenzione, Per chi viola l’obbligo e non si assicura è prevista una sanzione proporzionale agli anni di mancato pagamento ma non superiore al valore del premio.
Per ogni opportunità, sono a disposizione degli assicurati Contact center, Inail sms e associazioni di categoria che forniscono tutte le informazioni necessarie a risolvere dubbi su aspetti normativi e procedurali.

Inps

DOPO BOERI ARRIVERÀ UN COMMISSARIO

Il presidente dell’Inps resterà al suo posto fino alla scadenza del mandato, ma non un giorno di più. Il governo infatti, secondo quanto risulta all’Adnkronos, si appresta a modificare la governance dell’Istituto reintroducendo il Cda. La modifica sarà contenuta nel decreto su reddito di cittadinanza e riforma della legge Fornero. E siccome la procedura per insediare il nuovo Cda andrà ben oltre la scadenza di Boeri prevista per il 16 febbraio prossimo, il governo si sta preparando per commissariare l’Istituto in attesa della operatività dei nuovi organi.
Boeri ormai è vicino alla scadenza. E nell’esecutivo – fanno notare all’Adnkronos – nessuno vuole farne un martire cacciandolo qualche settimana prima della fine naturale del mandato. L’ipotesi di lavoro dell’esecutivo prevede poi che il commissario diventi presidente dell’Istituto non appena l’iter di nomina del Cda sarà completato. Per l’esecutivo si tratterà comunque di una scelta molto delicata in quanto l’Inps, che avrà un ruolo importante nella gestione delle due misure cardine del governo gialloverde – il reddito di cittadinanza e la riforma della Fornero – dovrà subito avere una guida operativa per evitare ritardi.

Inps

ESCE DI SCENA IL MODELLO DM10

Esce di scena il modello Dm10. Dal prossimo mese di febbraio, infatti, l’Inps riporrà definitivamente in soffitta il modulo di denuncia contributiva mensile dei lavoratori dipendenti. Il vecchio modello, che aveva di fatto terminato il proprio servizio nel 2010, restava ancora in vita per consentire la trasmissione di eventuali denunce pregresse, riferite agli anni dal 2005 al 2010. Ad annunciarlo è stato direttamente l’Inps con il recente messaggio n. 132/2019.

Paghe e contributi.
Il modello Dm10 veniva compilato dal datore di lavoro per denunciare all’Inps le retribuzioni mensili corrisposte ai dipendenti, la contribuzione dovuta e l’eventuale conguaglio delle prestazioni anticipate per conto dell’Inps, delle agevolazioni e degli sgravi. Il versamento dei contributi, da corrispondere proprio sulla base dei dati indicati sul modulo Dm10, andava poi fatto con il modello F24. A partire dalle denunce con competenza relativa al mese di maggio 2009 prendeva il via l’unificazione dei flussi Emens (relativi alle retribuzioni) e Dm10 (relativi ai contributi) in un unico flusso, denominato «Uniemens aggregato». Aziende e soggetti intermediari hanno avuto di tempo tutto il secondo semestre 2009 per transitare dal precedente al nuovo sistema: il passaggio a regime c’è stato definitivamente a gennaio 2010. Da tale data, il Dm10 ha ceduto il posto al flusso Uniemens e le aziende non hanno più avuto l’obbligo di presentarlo.

Dm10 cessato.
Con il messaggio n. 132/2019 l’Inps ha comunicato che, a decorrere dal 1° febbraio, non sarà più possibile utilizzare le applicazioni denominate «compilazione Dm10 On-Line» e «acquisizione Dm10Vig», ambedue relative a competenze antecedenti gennaio 2011. Le applicazioni, difatti, erano rimaste attive (fino al 31 gennaio), per permettere la trasmissione di eventuali denunce pregresse, riferite agli anni 2005/2010. In un’ottica di razionalizzazione delle procedure, anche tenuto conto dell’esiguità del numero ormai molto ridotto di invii di denunce relative al predetto periodo, l’Inps ha ritenuto opportuno procedere alla dismissione. L’eventuale trasmissione di denunce contributive per periodi compresi tra gennaio 2005 e dicembre 2010 resterà comunque possibile con il supporto delle Sedi territoriali dell’Inps.

Carlo Pareto

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