venerdì, 30 Ottobre, 2020

Inps, è crollo delle assunzioni. Uil: “Bilancio decisamente nero”

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È crollo delle assunzioni e non poteva essere altrimenti. Nel primo semestre del 2020 sono state infatti 2.302.000, rispetto allo stesso periodo del 2019 con una contrazione del 42% per effetto dell’emergenza legata alla pandemia Covid-19. Sono i numeri resi noti dall’Inps spiegando allo stesso tempo che tale contrazione, particolarmente negativa nel mese di aprile (-83%), risulta progressivamente attenuarsi a maggio (-56%) e a giugno (-40%). Il calo ha riguardato tutte le tipologie contrattuali, risultando però particolarmente accentuato per le assunzioni con contratti di lavoro a termine (stagionali, intermittenti, somministrati, a tempo determinato).

 

Dati gli effetti diffusi e trasversali, la flessione delle assunzioni ha riguardato tutte le classi dimensionali e lo stesso dicasi per le tipologie orarie. Le cessazioni nel complesso sono state 2.381.000, in forte diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-23%), particolarmente accentuata per i contratti a tempo indeterminato nel quadrimestre marzo-giugno (-44%) per effetto anche dell’introduzione del decreto Cura Italia e la successiva riconferma nel decreto Rilancio del divieto di licenziamento per ragioni economiche. Infatti i licenziamenti per ragioni economiche sono diminuiti, nel secondo trimestre 2020, del 72% rispetto al secondo trimestre 2019 (-73% se l’analisi è limitata ai contratti a tempo indeterminato). Le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-giugno 2020 sono risultate 262.000, anch’esse in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-32%; -42% per il mese di giugno); riguardo tale flessione è però da ricordare che, nel corso del 2019, il volume delle trasformazioni era risultato eccezionalmente elevato anche per effetto dell’impatto delle modifiche normative dovute al “Decreto dignitá”.

 

Un bilancio che Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL, definisce “decisamente nero”. “Dall’analisi dei dati amministrativi Inps diffusi oggi – continua Veronesi – siamo sotto di circa 1,7 milioni di rapporti di lavoro attivati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una caduta massiccia di nuove assunzioni e rinnovi di contratti a tempo determinato (circa 740 mila in meno) e assistiamo a un vero e proprio crollo dei contratti stagionali, a chiamata e in somministrazione. In forte contrazione anche le assunzioni a tempo indeterminato dove il gap è di 235 mila attivazioni in meno rispetto al I semestre del 2019. Certamente ci rincuorano i dati sulla diminuzione di persone che, per un motivo o per un altro, cessano di lavorare (-23%), ma qui occorre attribuire un grande merito al divieto dei licenziamenti per motivi oggettivi, che da marzo permette alle lavoratrici e lavoratori con contratti stabili, la conservazione del loro posto di lavoro.
Ciò non toglie che quando, inevitabilmente, verrà meno il blocco dei licenziamenti, o il Paese sarà pronto per la ripresa, oppure dovremo fare i conti ed essere in grado di gestire un problema sociale senza precedenti”.
“Insomma – conclude – il Covid-19 sta producendo un effetto débacle in termini occupazionali che, seppur prevedibile, è e sarà decisamente difficile da invertire se non con un chiaro, serio e programmato piano di rilancio complessivo del Lavoro che chiederemo domani uniti nelle piazze a gran voce al Governo e alla politica”.

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