martedì, 22 Ottobre, 2019

Inps, è online il servizio Casellari. Malattia, quando si rischia il licenziamento. Italo assume, 300 posti

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Inps
IL SERVIZIO ONLINE DEI CASELLARI

L’Inps, attraverso i casellari raccoglie e mette a disposizione degli enti previdenziali, dei cittadini, dei pensionati e dei lavoratori iscritti alle gestioni dell’Istituto, per la loro consultazione, i dati e le informazioni relative alle pensioni, alle posizioni contributive e alle informazioni disponibili secondo quanto previsto dalla norma.
Casellario dei lavoratori attivi
Il casellario dei lavoratori attivi provvede a raccogliere e organizzare in appositi archivi automatizzati i dati e le informazioni relative ai periodi di contribuzione versati nell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) ai fini dell’invalidità, della vecchiaia e della pensione ai superstiti dei lavoratori dipendenti e in tutte le gestioni previdenziali a carattere obbligatorio comprese quelle degli enti previdenziali privatizzati ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e istituiti ai sensi del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.
La modalità standard di trasmissione dei dati al Casellario, a cura degli enti e sotto la propria responsabilità, è quella online, con cadenza di aggiornamento mensile, secondo il formato e il protocollo di trasmissione di cui all’allegato 1, decreto ministeriale del 4 febbraio 2005, previa verifica da parte degli enti della correttezza dei dati conferiti.
Casellario delle pensioni
Il casellario delle pensioni si occupa della raccolta, della conservazione e della gestione dei dati e degli elementi relativi ai trattamenti pensionistici a carico di:
Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti;
regimi obbligatori di previdenza sostitutivi di detta assicurazione o che ne abbiano comunque comportato la esclusione o l’esonero;
regimi obbligatori per l’erogazione di pensioni a favore dei liberi professionisti;
qualunque altro regime previdenziale pensionistico a carattere obbligatorio;
qualunque altra forma di previdenza integrativa e complementare.
L’art. 8 del Decreto Legislativo 2 settembre 1997, n. 314, con effetto dal 1° gennaio 1998 ha, come è noto, introdotto nella normativa del Casellario centrale dei pensionati gestito dall’Inps., un nuovo sistema di applicazione della ritenuta Irpef in caso di concorso di due o più trattamenti pensionistici, corrisposti dallo stesso o da Enti diversi, volto a consentire, fra l’altro, l’esonero dei titolari dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi. L’art. 34 della Legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive integrazioni, disciplina, a far data dal 1° gennaio 1999, i criteri e le modalità di determinazione degli aumenti di perequazione automatica per i titolari di più trattamenti pensionistici. Il Casellario è fondamentalmente rivolto agli enti previdenziali e agli enti che erogano ogni tipologia di trattamento pensionistico o di rendita vitalizia inclusi gli assegni di invalidità civile.
Casellario dell’assistenza
Il Casellario dell’assistenza è un servizio dedicato, espressamente, agli enti pubblici erogatori di prestazioni sociali agevolate e non, Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Ministero dell’Economia e Finanza. Si compone di tre banche dati: la banca dati delle prestazioni sociali agevolate, delle prestazioni sociali e delle valutazioni multidimensionali. L’Inps, in particolare, ha il compito di sviluppare il Casellario dell’assistenza e metterlo a disposizione di Regioni, Province autonome, Comuni e altri enti erogatori i quali hanno l’obbligo di alimentare le banche dati del Casellario con le informazioni in loro possesso (escluse quelle già trasmesse alla banca dati prestazioni sociali agevolate, rilasciata e già alimentata da tempo, che è stata integrata e sostituita dal Casellario).
Elenchi dei lavoratori agricoli subordinati
Ogni anno l’Istituto pubblica gli elenchi dei lavoratori agricoli subordinati che costituiscono il titolo di ammissione alle prestazioni previdenziali e assistenziali previste per gli operatori del comparto. Tale specifica operazione è rivolta ai lavoratori agricoli subordinati a tempo determinato. L’Inps, nella fattispecie, compila gli elenchi con i nominativi dei lavoratori agricoli subordinati sulla base dei dati contributivi e retributivi denunciati annualmente.

Malattia
QUANDO IL LAVORATORE RISCHIA IL LICENZIAMENTO

La Corte di Cassazione ha, nella fattispecie, stabilito la legittimità del licenziamento qualora il dipendente in malattia svolga attività che possono ostacolare la sua guarigione
Nei periodi di malattia il lavoratore dipendente, oltre che dei diritti intangibili, ha anche dei doveri nei confronti del datore di lavoro. Una condotta contraria alla rapida guarigione, infatti, può anche portare al legittimo licenziamento. Lo hanno sancito gli ermellini della Suprema Corte.
Durante il periodo coperto dall’indennità di malattia, il dipendente è espressamente tenuto a rispettare determinati doveri. Deve infatti: fare comunicazione della malattia al proprio datore di lavoro, richiedere il certificato al proprio medico di base, osservare gli orari di reperibilità previsti per le visite fiscali.
Tuttavia è anche chiamato a curarsi e a non svolgere tutte quelle attività che potrebbero peggiorare le proprie condizioni di salute oppure rallentare il percorso di guarigione. Qualora non venissero scrupolosamente seguite anche queste ultime indicazioni, secondo la recente sentenza della Corte di Cassazione numero 6047/2018 il lavoratore in malattia può essere licenziato dal proprio datore di lavoro per giusta causa.
Il caso giunto in Cassazione ha interessato un’azienda che aveva disposto un licenziamento per giusta causa di un dipendente in malattia per lombo sciatalgia. Dipendente che, durante il periodo di indennità, ha partecipato a un concerto, suonando sul palco con il suo gruppo musicale. L’azienda è venuta a conoscenza dell’accaduto tramite il profilo Facebook del lavoratore stesso. La risposta della Corte di Cassazione è stata chiara: l’azienda è legittimata a procedere con il licenziamento per giusta causa qualora il dipendente espleti attività che con molta probabilità prolungano il periodo di malattia. Lo svolgimento dell’attività di rischio, aggiunge inoltre la Cassazione, porta a presumere l’inesistenza stessa della malattia, gettando le basi per la giustificazione di un licenziamento da parte del datore di lavoro.

Marina Calderone
INVESTIRE IN PERCORSI DI RIACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO

Investire in percorsi di riaccompagnamento al lavoro per i disoccupati per impedire che il reddito di cittadinanza si trasformi in una misura puramente assistenziale. Questo, in sintesi, il messaggio recentemente diffuso dalla presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, in occasione del convegno ‘Combattere la disoccupazione di lungo periodo: il ruolo della società civile organizzata’, organizzato la scorsa settimana a Roma in collaborazione con l’Osservatorio del mercato del lavoro (Oml) del Comitato economico e sociale Europeo (Cese). L’evento ha visto, tra gli altri, la partecipazione del presidente Inps, Pasquale Tridico, il quale ha sostenuto la necessità di investire nella scuola, nella formazione continua e nelle competenze per superare la disoccupazione di lunga durata e non restare indietro.
Commentando gli effetti generati dalla disoccupazione di lungo periodo, che in Italia corrisponde al 51,2% su un totale di 2.865.000 disoccupati come ricordato nel corso dell’evento, la presidente Calderone ha posto l’accento soprattutto sulla spesa in politiche passive sostenuta da un paese come il nostro che non ha né la disponibilità né la convenienza ad aderire su base volontaria a programmi di politica attiva del lavoro.
Secondo il rapporto annuale dell’Inps, reso noto lo scorso luglio, nel 2018 l’Istituto ha sostenuto una spesa di 15 miliardi di euro a fronte dei 5,7 miliardi di euro che hanno alimentato il fondo per la disoccupazione. I servizi per l’impiego pubblici italiani, del resto, sono dotati di poco personale e scarsi investimenti, incentivando così il disoccupato a scegliere la strada più conveniente: fruire del sussidio di politica passiva. “Per rendere sostenibile la spesa in sussidi passivi di disoccupazione – ha dichiarato la calderone – servirebbe un piano di investimenti in politiche attive del lavoro rivolte ai percettori di NaSpi, l’indennità di disoccupazione che ogni anno interessa 1,5 milioni di persone”.
In Italia, infatti, non esiste uno strumento specifico per limitare la spesa in sostegni alla disoccupazione e le misure e risorse rivolte al reimpiego dei percettori dell’assegno di ricollocazione sono state peraltro dirottate sui beneficiari del reddito di cittadinanza che risultino avviabili al lavoro. “La vera sfida – ha suggerito la presidente – è evitare che il reddito di cittadinanza diventi una misura assistenziale, principalmente al meridione. Per far questo, è necessario produrre quel match tra la politica di sostegno e gli interventi di riaccompagnamento al lavoro”. Un ruolo importante nel favorire l’occupazione, è stato sottolineato nel corso dell’evento, è svolto dai consulenti del lavoro, che assistono 1,5 milioni di imprese e gestiscono 8 milioni di rapporti di lavoro. La categoria può contribuire a un migliore incrocio fra domanda e offerta di lavoro anche grazie alla sua Fondazione Consulenti per il lavoro, agenzia per il lavoro del Consiglio nazionale dell’Ordine”. “Se vogliamo che le politiche attive funzionino nel nostro paese e la raccomandazione del 2016 del Consiglio dell’Unione europea sull’inserimento dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro diventi un processo virtuoso – ha concluso la calderone – dobbiamo promuovere investimenti in riqualificazione del lavoro per chi il lavoro l’ha perso, in linea con le esigenze delle imprese. Sono queste, infatti, che possono raccontarci i fabbisogni formativi dei lavoratori e farci riflettere sulle nuove figure professionali di cui ha bisogno il mercato”.
Nel contrasto alla disoccupazione di lungo periodo anche l’Europa è chiamata a svolgere un ruolo importante, come ha rimarcato il presidente di Oml, Krzysztof Pater. “Dopo la raccomandazione europea, la Commissione europea ha implementato e messo in atto numerose misure per fornire supporto ai disoccupati coinvolgendo tutti gli Stati membri, soprattutto quelli con maggiori risorse”. In quest’ambito si muove anche il Comitato economico e sociale europeo per individuare le opportunità di lavoro a livello nazionale e comunitario e contribuire ad affrontare gli squilibri tra domanda e offerta sul mercato del lavoro.

Lavoro
ITALO ASSUME: 300 POSTI DISPONIBILI

Riaprono le selezioni in casa Italo. Sono 500 le assunzioni, previste dal piano triennale 2019 – 2021. Nella prima metà dell’anno già 200 candidati hanno superato le selezioni e sono entrati nel team Italo, ora la società è pronta a iniziare il recruiting per assumere altre 300 persone. Italo, che attualmente conta 1350 dipendenti con un’età media di 33 anni, selezionerà hostess e steward di bordo e di stazione e operatori di impianto da inserire nelle sedi di Milano, Roma e Napoli. Nuove assunzioni che saranno spalmate lungo il triennio 2019 – 2021, alle quali si aggiungono già circa 250 nuovi ingressi nel 2018. Numeri importanti in linea con la crescita futura di Italo: aumentano i treni in servizio grazie al graduale ingresso in flotta degli Italo Evo (attualmente sono 16 ed entro inizio 2020 saranno 22 da sommarsi ai 25 Italo Agv per un totale di 47 treni) e di conseguenza anche le località servite.
Dal 1° settembre infatti grazie all’ingresso nel network di Udine, Pordenone, Conegliano e Treviso, sono 25 le destinazioni raggiunte dai treni Italo, collegando 30 stazioni per un totale di 98 viaggi al giorno. Ai candidati che passeranno le selezioni per i ruoli di hostess e steward sarà proposto un contratto di apprendistato. Fra i compiti di questa figura professionale rientrano l’accoglienza del viaggiatore, l’assistenza a bordo treno e l’erogazione del servizio di benvenuto durante il viaggio.
Nel corso degli anni già numerosi dipendenti che hanno iniziato con questo ruolo in azienda sono poi diventati train manager, cogliendo la possibilità di crescere offerta da Italo: solo fra il 2017 e la prima parte del 2019 60 dipendenti hanno intrapreso questo percorso. Per chi invece affronterà le selezioni per il ruolo di operatore di impianto è previsto prima un corso di formazione che avrà una durata di 5 mesi e, per coloro che supereranno gli esami previsti, un contratto a tempo indeterminato. Questo ruolo apre, come per hostess e steward, una buona possibilità di crescita interna poiché rappresenta il primo step per diventare in seguito Macchinista: già 36 dipendenti hanno fatto questo avanzamento di carriera negli ultimi 2 anni.
Per candidarsi alle selezioni, entrare a far parte della squadra Italo e beneficiare dei servizi a disposizione di tutti i dipendenti, basterà inviare le propria candidatura al sito www.italospa.italotreno.it accedendo alla sezione Lavora con Noi.

Carlo Pareto

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