giovedì, 18 Luglio, 2019

Inps: i nuovi importi delle prestazioni erogate per patologie specifiche

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I nuovi importi delle prestazioni erogate dall’Inps per patologie specifiche

INDENNITÀ ANTITUBERCOLARI 2019

Sono tutele previdenziali di natura economica corrisposte ai lavoratori ed ai loro familiari (coniuge, figli, fratelli, sorelle, genitori ed assimilati) affetti da tubercolosi, a determinate condizioni sempre che l’assicurato possa far valere almeno un anno di contribuzione nell’arco dell’intera vita lavorativa. Le prestazioni in questione comprendono: l’indennità giornaliera, durante il periodo delle cure, qualora l’interessato non abbia diritto alla retribuzione completa; l’indennità post sanatoriale, alla fine del ricovero o della cura ambulatoriale, che abbiano avuto dura a non inferiore a sessanta giorni, per non meno di due anni: nel caso della cura ambulatoriale, l’assicurato non deve aver prestato attività lavorativa per almeno sessanta giorni, anche non continuativi; l’assegno di cura o di sostentamento, di durata biennale, per gli assistiti la cui capacità di guadagno in occupazioni confacenti alle loro attitudini, sia ridotta a meno della metà per effetto o in relazione alla malattia tubercolare e che non percepiscano una normale retribuzione continuativa ed a tempo pieno; tale assegno è rinnovabile di biennio in biennio, senza limiti temporali, in presenza dei predetti requisiti; l’assegno natalizio, infine, qualora l’assistito fruisca di prestazione antitubercolare, sanitaria o economica, anche per un solo giorno, nel mese di dicembre. Dall’inizio dell’anno queste provvidenze numerarie erogate direttamente dall’Inps ai soggetti assistiti dal servizio sanitario nazionale non state aumentate (come previsto dalla legge n. 419/1975) della stessa percentuale (1,1%) con la quale non sono stati adeguati in via provvisoria i trattamenti previdenziali al costo della vita. In relazione alla rivalutazione annuale, pertanto, e per effetto quindi dell’avvenuta variazione percentuale determinata dagli appositi articoli del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato di recente sulla Gazzetta Ufficiale, pari come detto a 1,1 per cento dal 1° gennaio 2019 (in via provvisoria), sono stabiliti, per il corrente anno, le nuove indennità che restano di fatto leggermente incrementate rispetto al 2018..

Questi di seguito indicati gli importi giornalieri in vigore quindi dall’inizio del corrente anno: Ips/assicurati, euro 22,38 (£. 43.333), Ips/familiari (nella misura ridotta del 50%) euro 11,19 (£. 21.666); Ig/assicurati euro 13,43 (£. 26.004), Ig/familiari euro 6,71 (£. 12.992); Acs euro 90,32 (£. 174.884). Importante, nei periodi di titolarità delle indennità di cui si tratta i soggetti interessati hanno diritto agli assegni familiari e ai contributi figurativi utili per la pensione. Va infine precisato che gli eventuali aggiornamenti degli appannaggi in pagamento vengono effettuati d’ufficio. E’ opportuno ricordare, inoltre, che in base alla disposizione di legge n. 88/1987 (il provvedimento legislativo che ha riordinato la materia), i datori di lavoro sono tenuti ad anticipare, per conto dell’Istituto assicuratore, le indennità tubercolari ai propri dipendenti, in analogia a quanto avviene per le prestazioni economiche di malattia comune. Per la relativa procedura di conguaglio effettuata attraverso la denuncia contributiva mensile, occorre che le aziende interessate espongano l’importo delle indennità giornaliere corrisposte nel rigo appositamente prefigurato del modello Uniemens.

Per ogni opportunità, giova inoltre rammentare che l’aggiornamento (mancato) di cui si tratta viene operato, sempre a decorrere dal primo gennaio 2019, anche sulle indennità giornaliere in corso di godimento a quest’ultima data, spettanti agli assicurati contro la tubercolosi in misura pari all’indennità di malattia per i primi 180 giorni di assistenza ai sensi dell’art. 1 comma 1, della legge 14 dicembre 1970, n. 1088. In ogni caso, se il trattamento economico di malattia da mettere in pagamento dovesse risultare inferiore all’indennità giornaliera prevista nella misura fissa di euro 13,43, deve essere corrisposta quest’ultima.

Inps

PRESTITI AI PENSIONATI

Il legislatore ha esteso anche ai pensionati la possibilità di contrarre prestiti personali estinguibili con una trattenuta diretta sulla rata della pensione. Per offrire la massima tutela ai pensionati, l’Inps ha definito tutte le modalità e le condizioni necessarie per concedere tali prestiti. Si tratta, in pratica, di un prestito che il pensionato può ottenere da un istituto di credito e rimborsare attraverso un addebito automatico che l’Inps effettua sulla sua pensione. Il prelievo non può superare un quinto dell’importo mensile della pensione. E poiché il pensionato può cedere fino a un quinto della propria pensione, la rata dipende dall’importo dell’assegno stesso. L’importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, e in modo da non intaccare l’importo della pensione minima stabilito annualmente dalla legge. Per questo motivo i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione. Nel caso si sia titolari di più prestazioni cedibili, il calcolo si effettua sull’importo totale delle pensioni percepite. Per accedere all’operazione, il pensionato deve richiedere il prestito alla Banca o alla Società finanziaria. L’Inps provvede poi a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione. La durata del contratto di prestito non può andare oltre i dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare del trattamento previdenziale. La cessione del quinto può essere chiesta su tutte le prestazioni pensionistiche, ad eccezione di: pensioni e assegni sociali; invalidità civili; assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità; assegni di sostegno al reddito(VOCred, VOCoop, VOeso);assegni al nucleo familiare; pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione; prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012.Per ottenere un prestito con cessione del quinto, il pensionato deve prima richiedere  la comunicazione di cedibilità della pensione: un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito. La quota cedibile deve essere richiesta personalmente dal pensionato presso qualsiasi Sede Inps e va consegnata alla banca o alla società finanziaria con la quale stipulare il contratto di finanziamento. Nel caso in cui il pensionato, per la stipula del contratto, si rivolga ad un ente finanziario convenzionato con l’Inps, la comunicazione di cedibilità verrà elaborata direttamente dalla Banca/Finanziaria attraverso un collegamento telematico con l’Istituto stesso, e i tassi di interesse applicati al contratto di prestito saranno più vantaggiosi. Per contenere il livello dei tassi di interesse e tutelare i pensionati, l’Inps ha predisposto una Convenzione, sottoscritta da numerose Banche e Società finanziarie, che garantisce tassi più favorevoli rispetto a quelli di mercato. L’elenco delle Banche e degli Istituti convenzionati è disponibile sul sito istituzionale dell’Inps www.inps.it

Premi assicurativi

NIENTE SCONTO INAIL ALL’EDILIZIA

Premi Inail più salati nell’edilizia. Dal 1° gennaio, infatti, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro è esclusa dalla speciale riduzione del settore edile (ex legge n. 341/1995), restando in vita solo per i contributi dovuti all’Inps. Conseguentemente non è più possibile applicare lo sconto dell’11,5% ai premi dovuti per gli operai con orario di lavoro di 40 ore settimanali. I datori di lavoro che ne hanno diritto per il 2018 hanno tempo fino al 16 maggio c.a. per inviare con Pec all’Inail la prevista autocertificazione. A ricordarlo è stato lo stesso Inail, nella circolare n. 1/2019, in cui ha riepilogato le novità della legge Bilancio 2019 (n. 145/2018).

Fine riduzione edile. A escludere i premi dell’Inail dal particolare sconto è il comma 1126 dell’art. 1 della legge n. 145/2018, modificando l’art. 29, comma 2, della legge n. 341/1995 che disciplina la riduzione. Di conseguenza, ha spiegato l’Inail, dal 1° gennaio lo sgravio non si applica più ai premi assicurativi, mentre sul premio di regolazione per l’anno 2018 è fruibile in misura dell’11,50%. Lo sconto spetta ai datori di lavoro che occupano operai a 40 ore settimanali e alle società cooperative di produzione e lavoro per i propri soci lavoratori, a patto che risultino regolari nei confronti di Inail, Inps e casse edili e che non sussistano cause ostative al rilascio del Durc. Per fruire della riduzione (solo premio regolazione 2018) i datori di lavoro interessati devono trasmettere entro il 16 maggio, via Pec alla sede Inail competente, l’apposito modello «autocertificazione per sconto settore edile» (prelevabile dal sito dell’Inail).

Giova sottolineare al riguardo che la principale novità della legge di bilancio resta, tuttavia, la revisione delle tariffe dell’Inail, con effetto dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021.

Come detto la revisione non riguarderà tutti i premi, ma soltanto la tariffa ordinaria dipendenti (Tod) delle gestioni «Industria», «Artigianato», «Terziario» e «Altre Attività», la tariffa dei premi speciali unitari artigiani e quella del settore navigazione. Al fine di consentire l’applicazione delle nuove tariffe da gennaio, la legge Bilancio ha prefigurato la proroga dell’autoliquidazione 2018/2019 di tre mesi: dal 16 febbraio al 16 maggio. Su tali tariffe non è più possibile operare lo sconto del “cuneo” (ex lege n. 147/2013), che per quest’anno è stato fissato al 15,24%. Lo sconto rimane fruibile, invece, per i premi esclusi dalla revisione:

polizze scuole, Rx, sostanze radioattive, pescatori, frantoi, facchini nonché barrocciai, vetturini, e ippotrasportatori.

Importante, gli artigiani, che cessano l’attività tra il 1° gennaio e la data di scadenza dell’autoliquidazione, possono corrispondere la rata di premio anticipata in misura commisurata al minore periodo di attività, e non in ragione d’anno. Se la cessazione c’è a gennaio, va versato un dodicesimo di premio; se a febbraio due dodicesimi e così via. In questo, ha puntualizzato l’Inail, si tiene conto del nuovo termine del 16 maggio; per cui se l’attività cessa a maggio bisognerà pagare 5/12 del premio annuale (si ricorda, difatti, che se l’artigiano ha lavorato anche per un solo giorno del mese, il premio è dovuto per tutto il mese).

Carlo Pareto 

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