lunedì, 30 Marzo, 2020

Inps, i requisiti per andare in pensione fino al 2022

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Lavoratori statali
AL LAVORO SULL’ANTICIPO DEL TFS
“Abbiamo trasmesso lo schema di decreto al Consiglio di Stato e siamo in attesa di ricevere dal ministero dell’Economia la bollinatura della relazione tecnica di accompagnamento. Ancora poco e ci saremo”. Ad assicurarlo è stata la ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, che in recente post su Facebook ha tenuto a “dare un aggiornamento alle tante persone che la scrivono per avere novità sull’anticipo del Tfs”. Dadone ha spiegato inoltre che, “nel frattempo, si sta definendo l’accordo quadro con Abi (l’Associazione delle banche italiane), Inps e lo stesso dicastero dell’Economia per tutelare chi sceglierà di accedere al Tfs/Tfr anticipato con tassi agevolati, affinché, combinati alla misura di detrazione fiscale già riconosciuta, non vi siano aggravi”.
“Certo, molto c’è da fare ancora, da migliorare e potenziare nelle pubbliche amministrazioni e l’attuazione della misura di anticipo del Tfs/Tfr a tassi agevolati è un passo importante” ha evidenziato la ministra della Pa, fornendo un aggiornamento sull’anticipo del Tfs. “Una misura voluta con forza dal governo Conte 1 e che adesso punto a condurre in porto, nonostante l’immobilismo dei mesi precedenti il mio arrivo a Palazzo Vidoni” ha riportato Dadone.
“Il governo di centrodestra prima (Lega e Popolo della libertà, cioè Forza Italia e Alleanza nazionale) e quello tecnico poi hanno colpito duramente il pubblico impiego. Proprio sul Tfs/Tfr, tra il 2010 e il 2012, hanno segnato una grave discriminazione tra pubblico e privato, perché i dipendenti pubblici non vi accedono prima di 24 mesi e, a bocce ferme, nei casi di quota 100, si sarebbe arrivati addirittura a cinque anni” ha detto Dadone.
“Più in generale – ha scritto l’esponente del governo – hanno indebolito la Pa bloccandone le assunzioni e la formazione. Hanno svilito il lavoro pubblico con lo stop alla contrattazione e poi ancora lo hanno dipinto quale mero bacino di furbetti dediti a intascare uno stipendio sicuro senza offrire prestazioni e servizi. Una vera campagna di distrazione di massa”.
“Eppure in questi anni i comuni, le regioni e la macchina dello Stato hanno continuato, pur tra mille difficoltà, a supportare le imprese e i cittadini” ha proseguito la ministra della Pa. “Voglio dimostrare nei fatti che il pubblico impiego è entrato in una nuova fase fatta di confronto e dialogo, ma anche di merito, disciplina e qualità. Una nuova fase che richiede tempo, perché non si possono disinnescare norme e regole stratificate da oltre 10 anni in appena cinque mesi. Il lavoro pubblico ha e avrà sempre da me tutto l’impegno e l’attenzione che merita”.


Le novità dell’Inps

PENSIONI: REQUISITI BLOCCATI FINO AL 2022
Quando si è vicini alla pensione si avverte spesso il timore che, prima dell’agognato traguardo, possano nuovamente cambiare le carte in tavola. Nessuna preoccupazione questa volta, con un’apposita circolare, l’Inps ha fatto sapere di aver bloccato i requisiti di pensionamento fino al 31 dicembre 2022.
Nella predetta circolare, la numero 19 del 7 febbraio 2020, l’Istituto di Previdenza ha infatti specificato quelle che sono le modalità e i requisiti da soddisfare per inoltrare domanda di pensionamento nel corso del prossimo biennio (quanto previsto nel documento dell’Inps si applica difatti a partire dal 1 gennaio 2021). E, siccome, in questo periodo l’aspettativa di vita non è stata, come riportato nel documento dell’Ente di previdenza, ritoccata, chi ha (quasi) maturato i requisiti prescritti per la quiescenza in base all’attuale legislazione non dovrà pertanto più essere in apprensione: la strada verso il meritato riposo è ormai spianata.
Requisiti pensione di vecchiaia 2021
Come indicato in precedenza, la circolare di cui trattasi non prefigura alcuna modifica all’aspettativa di vita degli italiani. Dunque, non ci sarà alcun adeguamento dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia nel biennio 2021-2022. Dal 1 gennaio 2023, invece, i requisiti dovranno essere adeguati all’aspettativa di vita, così come previsto dall’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Chi non ha ancora soddisfatto le condizioni richieste per l’accesso alla pensione anticipata dovrà quindi attendere il compimento del 67esimo anno di età per poter presentare istanza di pensione. Nell’ipotesi in cui si svolgano attività considerate gravose o che si sia addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti è possibile inoltrare domanda di ammissione al trattamento pensionistico al compimento dei 66 anni e 7 mesi di età.
Requisiti pensione anticipata 2021
Restano immutati, in questo caso fino al 31 dicembre 2026, i requisiti di accesso alla pensione anticipata. Chi può vantare un’anzianità contributiva di almeno 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi se donne) potrà infatti presentare richiesta di pensionamento a prescindere dall’età anagrafica. Il diritto al trattamento pensionistico si perfeziona trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stabili dalla legge.
Requisiti pensione “lavoratori precoci” 2021
Sempre nella stessa circolare Inps n. 19 del 7 febbraio 2020 vengono altresì confermati anche i requisiti di ammissione alla pensione per i cosiddetti “lavoratori precoci “. Tutti coloro che hanno accumulato sulla propria posizione assicurativa 12 mesi di contribuzione effettiva accreditata prima del compimento dei 19 anni potranno infatti andare in quiescenza a 62 anni di età, fermo restando il raggiungimento di quota 98 (quindi, almeno 37 anni di contribuzione accumulati nel corso della carriera professionale).


Inps

ASSEGNO DI INVALIDITA’
L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione economica riconosciuta dall’Inps a coloro che presentano una riduzione della capacità lavorativa superiore ad un terzo, in conseguenza di un’infermità fisica o mentale.
Possono richiedere l’assegno: i lavoratori dipendenti; gli autonomi, come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri; gli iscritti alla gestione separata Inps.
La domanda, una volta presentata, ha validità triennale e permette l’erogazione dell’assegno dal primo giorno del mese successivo quello di inoltro della richiesta.
Sono ammessi tre rinnovi della domanda, dopodiché l’assegno è confermato a tempo indeterminato (salvo revisioni dello stato di salute).
Essendo un trattamento economico riconosciuto a coloro che ancora lavorano, lo stesso è compatibile con lo svolgimento della prestazione.
L’importo dell’assegno viene determinato con il sistema misto retributivo / contributivo o interamente con il sistema contributivo, in base alla data di inizio del primo rapporto, se, rispettivamente, anteriore o meno al 31 dicembre 1995. Questo significa che, se per la persona interessata, sono stati corrisposti contributi a partire (ad esempio) dal 15 febbraio 1996, l’assegno sarà calcolato totalmente con il sistema contributivo.

Cassetto digitale
TUTTA L’IMPRESA A PORTATA DI CLIK
L’avvento dell’economia digitale spinge l’imprenditore ad avere sempre con sé informazioni, documenti e strumenti in grado di gestire la propria azienda. L’economia digitale è un sistema di produzione e scambio basato su tecnologie informatiche, ma non è limitata a Internet, perché ha uno raggio di azione molto più ampio della rete. Essa comprende tutte le diverse tecnologie, sia hardware che software, sia online che offline: dai sistemi cloud al mobile, dall’internet of things ai big data, fino ai social network. Nonostante gli innegabili progressi degli ultimi anni, l’Italia ha un preoccupante ritardo rispetto ai paesi più industrializzati, una distanza che contribuisce alla scarsa crescita dell’economia nazionale.
Anche se nell’indice di digitalizzazione della Commissione europea (Desi) l’Italia si colloca ancora al 24° posto fra 27 Stati membri, la Pubblica amministrazione è impegnata in un importante processo di digitalizzazione che punta a semplificare e ammodernare il rapporto con i cittadini e con l’accesso e la circolazione delle informazioni: dal consolidamento del Sistema pubblico di identità digitale (Spid) all’incremento delle transazioni su PagoPA, senza dimenticare l’avvio della fase di test dell’app per i servizi pubblici ‘IO’. Per le imprese questo nuovo modo di vivere la quotidianità è già realtà, grazie a un ‘cassetto digitale’ con cui l’imprenditore può avere tutta l’impresa a portata di click.
Il cassetto digitale dell’imprenditore
Il cassetto digitale dell’imprenditore è il servizio offerto dalle camere di commercio a 10 milioni di cittadini imprenditori per accedere ai documenti ufficiali della propria impresa: visura (anche già tradotta in inglese), partecipazioni, elenco soci, storia delle modifiche, bilancio, statuto, atto costitutivo, fusioni, nomina amministratori, procure, fascicolo d’impresa. impresa.italia.it mette insomma a disposizione di ogni titolare e legale rappresentante tutti i documenti ufficiali della propria impresa, sempre aggiornati e certificati dalle camere di commercio.
Il servizio permette di controllare anche lo stato delle pratiche presentate a 3.800 sportelli unici delle attività produttive e di entrare in contatto con le start-up e pmi innovative italiane. Si accede in modo facile, sicuro e veloce con le credenziali Spid o con la carta nazionale dei servizi (cns) da qualsiasi dispositivo: pc, smartphone e tablet. Per ottenere lo Spid, l’imprenditore può contattare direttamente la propria camera di commercio oppure a un gestore di identità digitale.
Spid è il sistema pubblico di identità digitale che permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica amministrazione con le stesse credenziali (username e password) da computer, tablet e smartphone. Con il cassetto digitale, inoltre, per quegli utenti che utilizzano il servizio delle camere di commercio, si possono consultare pure le fatture proprie elettroniche.
Da pochi mesi accedere al cassetto digitale è ancora più facile grazie all’app Digital DnaKey che unisce, in semplicità e sicurezza, identità e firma digitale utilizzando la tecnologia bluetooth. Grazie al Token wireless DigitaDna l’utente può accedere al proprio cassetto digitale in modo pratico e in totale sicurezza ovunque si trovi. Il nuovo token si contraddistingue per il suo alto potenziale di integrazione, nasce infatti per essere interfacciabile con i più moderni dispositivi mobili sul mercato, pur mantenendo la stessa funzionalità e usabilità con il mondo pc e le applicazioni precedentemente utilizzate.

Carlo Pareto

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