domenica, 8 Dicembre, 2019

INPS, i voucher per l’asilo nido

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Come noto la Legge n. 92/2012 (Riforma del mercato del lavoro) ha introdotto misure sperimentali per gli anni 2013, 2014 e 2015, allo scopo preciso di favorire una cultura di maggiore condivisione dei compiti genitoriali e promuovere in concreto la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. In particolare, l’art. 4, comma 24, lett. b) della L. n. 92/2012 ha attribuito alla madre lavoratrice, al termine del congedo di maternità e in alternativa al congedo parentale, la possibilità di avvalersi di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting o di un contributo numerario per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Con il D.M. 22 dicembre 2012, pubblicato sulla G.U. n. 37 del 13 febbraio 2013 sono stati delineati i criteri di accesso e le modalità di impiego dell’agevolazione finanziaria per l’acquisto dei servizi per l’infanzia; tale provvedimento prevede che, per l’ammissione ai benefici postulati, la madre lavoratrice presenti una richiesta telematica all’Inps, seguendo l’iter procedurale e le tempistiche definite nella circolare dell’Istituto n. 48/2013 e nel bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia, pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente in data 14 giugno 2013. In base alla predetta decretazione del 22 dicembre 2012, le madri lavoratrici, per accedere alle prestazioni in questione, hanno dovuto trasmettere domanda online all’Inps, attenendosi scrupolosamente alle prescrizioni espressamente postulate nella circolare n. 48 del 28 marzo 2013 e nel bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia di cui trattasi.

Le madri lavoratrici che hanno scelto il beneficio del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati hanno dovuto segnalare, altresì, la struttura erogante servizi per l’infanzia (“asilo nido”) nella quale hanno iscritto il proprio figlio, tra quelle indicate nell’elenco pubblicato sul sito istituzionale (www.inps.it) in data 28 giugno 2013. Adesso l’Istituto interviene nuovamente sull’argomento con un proprio messaggio interno (il n. 14870 del 20 settembre 2013), fornendo ulteriori istruzioni riguardo all’invio della richiesta di pagamento da parte delle strutture della rete pubblica e private accreditate eroganti i servizi per l’infanzia, ovvero gli asili nido e alle connesse procedure per la corresponsione delle somme dovute. Secondo le disposizioni impartite, l’Inps comunicherà agli “asili nido” interessati i nominativi delle madri lavoratrici ammesse all’agevolazione che ne hanno fatto richiesta e dei relativi figli, nonché il numero di mesi di copertura di ciascuna.
A seguito di tale opzione l’Ente provvederà direttamente al pagamento delle strutture seguendo la procedura di seguito riportata. L’Inps disporrà direttamente l’erogazione delle rette scolastiche agli “asili nido” fino ad un massimo di 300,00 euro mensili per ogni mese di contributo concesso alla madre lavoratrice beneficiaria e per un massimo di sei mesi Il suddetto pagamento sarà corrisposto, nei termini di legge, dietro consegna, all’ufficio prestazioni a sostegno del reddito della sede provinciale Inps territorialmente competente, da parte degli “asili nido”, di regolare fattura recante tutti i dati richiesti dall’Ente.
Gli “asili nido” coinvolti nell’operazione, a loro volta, sono tenuti a sottoscrivere ed inviare, unitamente alla fattura, presso l’ufficio prestazioni a sostegno del reddito, della sede provinciale Inps territorialmente competente, il modello di delegazione liberatoria di pagamento (come dall’apposito allegato accluso al messaggio richiamato e disponibile anche sul sito web www.inps.it Gli “asili nido” dovranno inoltre rilasciare singola fattura per ogni minore la cui madre risulti assegnataria dell’agevolazione in esame. Tale fattura potrà essere emessa con cadenza mensile per ogni mese di fruizione dell’asilo da parte del minore, ovvero in forma unica per tutte le mensilità di beneficio, al termine della fruizione dello stesso. Gli “asili nido” dovranno, poi, corredare la predetta fattura di specifica dichiarazione di responsabilità della madre lavoratrice assegnataria del beneficio di fruizione del contributo economico per l’acquisto dei servizi dell’infanzia. L’Istituto opportunamente precisa al riguardo che, in mancanza della documentazione sopra esposta, non potrà dare luogo al pagamento delle fatture afferenti all’effettivo utilizzo dei citati servizi all’infanzia. Sempre in proposito va infine evidenziato che l’art. 5 del decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali del 22 dicembre 2012 n. 37 ha chiarito che il pagamento diretto agli “asili nido” prescelti deve essere effettuato fino a concorrenza dell’importo di € 300,00. Pertanto, tale contributo deve essere considerato omnicomprensivo di tutti gli oneri prefigurati.Vademecum INAIL: cosa fare in caso di infortunio
In caso accada un infortunio sul lavoro che preveda una prognosi superiore ai 3 giorni, il datore di lavoro ovvero l’intermediario delegato devono predisporre la denuncia telematica all’Inail e all’autorità di pubblica sicurezza. Nel caso la prognosi risulti inferiore ai 3 giorni non  si deve presentare alcuna denuncia a meno che successivamente l’assenza dal lavoro venga prolungata con un ulteriore certificato medico. Sono compresi nell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni tutti i lavoratori sia dipendenti che soci, i quali prestino alle dipendenze e sotto la direzione altrui opera manuale retribuita.

La denuncia deve essere inoltrata entro 2 giorni (1 giorno nel caso di infortunio mortale) dal ricevimento del primo certificato medico. Nella denuncia di infortunio telematica devono essere inseriti gli elementi necessari a delineare l’evento quali, i dati anagrafici del datore di lavoro, del lavoratore, il luogo dell’infortunio, le cause che l’anno generato ed eventuali testimoni. Sino ad oggi la denuncia veniva inviata telematicamente solamente all’Inail, ma bisognava comunque provvedere anche all’inoltro tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o pec all’autorità di pubblica sicurezza (posto di Polizia o sindaco del comune in cui si verificava l’evento), invece grazie alle ultime modifiche normative (decreto legge 69/2013 convertito nella legge 98/2013 del 9 agosto scorso), sarà adesso l’Inail a trasmettere la denuncia alle autorità competenti. La disposizione di legge, in un’ottica di semplificazione degli adempimenti, diventerà effettiva sei mesi dopo l’entrata in vigore del decreto legge.

Carlo Pareto

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