lunedì, 30 Marzo, 2020

Inps, le comunicazioni per il cedolino della pensione di marzo

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Pensioni
RISCHIO SOSPENSIONE ASSEGNI
I titolari di  pensioni minime e di invalidità, nonché di accompagnamento e assegni sociali, potrebbero non ricevere, a febbraio, gli importi spettanti a partire dalla fine del mese. L’erogazione degli assegni previdenziali, infatti, per queste tipologie di trattamenti pensionistici è legata all’invio del modello Red, Icric, Iclav o Acc-As/Ps, e il mancato rispetto di questo adempimento (o un eventuale suo ritardo) potrebbe persino provocare la sospensione della pensione.
L’inoltro di tali dichiarazioni di responsabilità, ogni anno, compete al titolare della prestazione, tenuto a sua volta a trasmettere tutto all’Inps nei modi e nei tempi prefigurati dalla legge.
L’iter procedurale
Il pagamento delle pensioni di invalidità civile, dell’indennità di accompagnamento, degli assegni e delle pensioni sociali è, come è noto, subordinato al controllo del rispetto dei requisiti e delle condizioni richieste per ottenerle, la cui verifica è di pertinenza dell’Inps.
Da molti anni, però, l’Inps non invia più la lettera con il modulo da compilare ai pensionati, ma spetta a questi ultimi dimostrare di essere ancora nella condizione di poter ricevere – di diritto – l’assegno spettante, proprio attraverso l’invio delle dichiarazioni di responsabilità, ovvero tramite il modello Red, Icric, Iclav o Acc-As o Ps.
I moduli sono, come sempre, disponibili online, e sia i pensionati che i titolari di trattamenti assistenziali e previdenziali possono procedere al loro invio rivolgendosi ad un patronato o ad un centro di assistenza fiscale autorizzato (Caf). In alternativa è comunque possibile accedere ai servizi Inps utilizzando l’apposito Codice Pin Inps, Spid, carta nazionale dei servizi o carta di identità elettronica (senza quindi dover necessariamente ricorrere ad un intermediario).
Il modello Red, così come l’Icric, l’Iclav o l’Acc-As o il Ps, andava di norma trasmesso entro il 20 febbraio 2020. Tale scadenza, infatti, è stata opportunamente riportata anche nelle comunicazioni che l’Inps ha iniziato a inviare agli intestatari di pensione interessati a partire da settembre, tramite stringa telematica o lettera.
Chi è tenuto a presentare la denuncia di responsabilità modello RED
Il modello Red è una dichiarazione che deve essere presentata dai pensionati che beneficiano di alcune specifiche prestazioni erogate dall’Inps. Serve per segnalare i proventi economici posseduti, anche quelli già denunciati in dichiarazione dei redditi, ma riguarda soltanto alcune determinate tipologie di entrate, ovvero quelle derivanti da: lavoro dipendente prestato all’estero; lavoro autonomo; prestazioni coordinate e continuative; lavoro a progetto; immobili, terreni e fabbricati; interessi bancari e postali, Bot, Cct, titoli di Stato, quote di investimento; redditi soggetti di ritenuta alla fonte (a titolo di acconto o imposta sostitutiva); prestazioni assistenziali in denaro corrisposto dallo Stato o dalla Pubblica Amministrazione; arretrati di lavoro dipendente; arretrati di integrazioni salariali di anni precedenti; Tfr e liquidazioni; redditi non soggetti a Irpef; trattamenti pensionistici esteri (anche ai superstiti o per infortuni sul lavoro); rendite vitalizie a titolo oneroso – estero; arretrati da pensioni estera.
Modulo Inps Icric, Iclav o Acc-As/Ps
Differenti, invece, sono le motivazioni che obbligano all’invio dei moduli Inps Icric, Iclav o Acc-As/Ps. Nello specifico: l’Icric, va inviato per le dichiarazioni dei ricoveri degli invalidi titolari di indennità di accompagnamento; l’iclav, va inviato per le dichiarazioni sullo svolgimento di una o più attività lavorative da parte di invalidi civili; l’Acc-As/Ps, va inviato dai titolari di pensione sociale, che devono dichiarare la loro dimora in Italia o all’estero, e gli intestatari di assegno sociale, che devono indicare anche l’eventuale stato di ricovero in una struttura pubblica o privata.
Tutti e tre i modelli sono delle autocertificazioni, indispensabili per consentire all’Inps il controllo dei redditi dei cittadini titolari di prestazioni assistenziali e previdenziali il cui importo dipende dalla situazione economica propria o di eventuali familiari a carico.
In quanto dichiarazioni sostitutive, la responsabilità di quanto riportato cade in capo di coloro che sono obbligati a presentarle, che non solo, quindi, non dovranno dichiarare il falso, ma dovranno accertarsi che le informazioni segnalate nei modelli presentati si riferiscano tutte all’anno indicato nella procedura. Bisogna, dunque, fare molta attenzione al rispetto dei tempi e delle modalità di invio, poiché un errore potrebbe causare la sospensione dell’assegno pensionistico a partire proprio dal mese di febbraio.

Comunicazioni Inps
IL CEDOLINO DELLA PENSIONE PER MARZO 2020
Il cedolino della pensione – comunica l’Inps – è il documento che consente ai pensionati di verificare l’importo pagato ogni mese dall’Istituto e di conoscere le ragioni per cui tale importo può variare. Il cedolino è messo a disposizione dei pensionati sul sito web dell’Ente di previdenza, possono accedere a questo servizio gli utenti in possesso delle credenziali di accesso Pin, Spid, Cie e Cns. È inoltre possibile consultare il cedolino anche dal proprio smartphone o tablet utilizzando la app Inpsmobile.
Il pagamento
Il prossimo pagamento sarà effettuato il 2 marzo poiché il 1° marzo sarà domenica, questa data è valida sia per coloro che riscuotono in banca sia per chi riscuote presso Poste italiane. Il pagamento comprende tutti trattamenti pensionistici di cui il soggetto è titolare.
Si ricorda, infatti, che le pensioni corrisposte in rate mensili anticipate sono poste in riscossione il primo giorno bancabile di ciascun mese, ad eccezione del mese di gennaio per cui il pagamento viene effettuato il secondo giorno bancabile.
Di seguito, si riportano le informazioni sulle principali voci che compongono il cedolino della pensione di marzo 2020.
Trattenute fiscali
Per quanto attiene le prestazioni fiscalmente imponibili, oltre all’Irpef mensile, vengono trattenute le addizionali regionali e comunali relative al 2019. Giova al riguardo precisare che queste trattenute, relative all’anno precedente, sono infatti effettuate in 11 rate nell’anno successivo.
Da questo mese viene altresì avviata anche la trattenuta per addizionale comunale in acconto per il 2020, che proseguirà fino a novembre 2020. È stato inoltre operato il ricalcolo dell’Irpef pagata mensilmente nel corso dell’anno 2019 in particolare per i pensionati che abbiano percepito nel corso del 2019 altre prestazioni assoggettate a prelievo erariale.
Nel caso in cui l’Irpef versata per l’anno 2019 sia risultata inferiore a quanto dovuto, si procede ad effettuare la trattenuta per il recupero dell’Irpef dovuta sul rateo del mese di marzo fino a capienza o, laddove l’importo della pensione non sia sufficientemente capiente, sui ratei mensili successivi.
Nel solo caso di pensionati con importo annuo lordo complessivo fino a 18mila euro, per i quali il ricalcolo dell’Irpef ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, le trattenute vengono praticate con rate di pari importo fino alla mensilità di novembre (articolo 38, comma 7, legge 122/2010).
I trattamenti assistenziali di invalidità civile, le pensioni e gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo) non subiscono trattenute fiscali.
Crediti di natura fiscale
Nel mese di marzo vengono inoltre anche rimborsati, ove spettanti, i crediti Irpef relativi all’anno 2019 nel caso in cui l’Irpef mensile sia stata versata in misura superiore rispetto a quanto dovuto su base annua.
Prestazioni collegate al reddito: trattenute mensili per recupero indebiti.
Viene – sempre a partire dalla rata di marzo – avviato il recupero, con trattenuta mensile, sulle pensioni di coloro che hanno ricevuto nel corso del mese di novembre 2019 una comunicazione di indebito inviata dall’Inps. Il piano di recupero verrà gestito con le modalità descritte nella notifica stessa. In linea generale, i pensionati interessati sono i titolari di prestazioni collegate al reddito delle gestioni private e di assegni assistenziali che sono stati ricalcolati in base alle informazioni reddituali relative all’anno 2017 (campagna RedIta2018) pervenute all’Inps e per le quali si è determinato un debito.
Le principali prestazioni collegate al reddito sono, ad esempio, l’integrazione al trattamento minimo, la maggiorazione sociale, l’assegno sociale. Si rammenta, in proposito, che tutti i trattamenti collegati al reddito, vengono corrisposti annualmente in via provvisoria, sulla base dei redditi dichiarati negli anni precedenti. Successivamente viene effettuata la verifica dell’effettivo diritto sulla base dei redditi a consuntivo trasmessi all’Inps dall’Agenzia delle Entrate ovvero dichiarati dagli interessati stessi.
Le comunicazioni di indebito inviate nel mese di novembre 2019 sono relative alle prestazioni subordinate al reddito corrisposte in via provvisoria dall’Inps negli anni 2017 e 2018. Il controllo del diritto è stato operato sulla base dei redditi a consuntivo dell’anno 2017.
Riduzione pensioni di importo elevato
Per le pensioni di importo elevato prosegue la trattenuta relativa al 2020. Nei casi in cui la trattenuta praticata nel 2019 sia stata inferiore al dovuto, viene applicata la seconda rata del recupero che verrà effettuato complessivamente in 3 rate.


Carlo Pareto

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