venerdì, 20 Settembre, 2019

Inps, nel 2018 evasi contributi per oltre un miliardo di euro

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Scambio di dati fra Enti previdenziali UE
VIA ALLA RIVOLUZIONE EESSI
Una rivoluzione nello scambio dei dati fra enti previdenziali internazionali. Dal 3 luglio scorso, come previsto dalla normativa comunitaria sul coordinamento dei regimi di sicurezza sociale, è diventato operativo il sistema Eessi (Electronic exchange of social security information), con l’avvio dello scambio telematico di dati tra circa 15mila enti previdenziali europei.
Anche l’Inps, protagonista fin dall’inizio nella realizzazione di questo rivoluzionario progetto internazionale, comincerà a scambiare progressivamente le informazioni con gli enti degli altri Paesi europei interessati in modo completamente telematico, attraverso documenti elettronici strutturati che sostituiranno gli attuali formulari cartacei.
La circolare Inps 28 giugno 2019, n. 97 fornisce al riguardo le prime indicazioni organizzative per il corretto presidio della gestione telematica degli scambi di dati e informazioni tra l’Inps e le istituzioni degli altri Stati che applicano la normativa comunitaria (Stati Ue, Stati See e Svizzera).
I vantaggi per i cittadini europei (studenti, disoccupati, lavoratori, pensionati e loro familiari) saranno costituiti dalla maggiore rapidità nella gestione delle domande e nel pagamento delle prestazioni pensionistiche, a sostegno del reddito, sanitarie e per infortuni sul lavoro e malattie professionali, oltre che nella gestione delle pratiche in materia di legislazione applicabile, distacchi e recuperi di contributi e prestazioni indebite.
Il nuovo sistema assicura un alto livello di protezione dei dati, in linea con gli standard più elevati di sicurezza informatica. Garantisce, inoltre, un flusso standardizzato delle informazioni, maggiore facilità nella comunicazione grazie alla digitalizzazione degli scambi e una migliore qualità e completezza dei dati scambiati, anche al fine di ridurre il rischio di frodi ed errori.

Inps
NEL 2018 1,1 MLD CONTRIBUTI EVASI
A fine 2018 l’evasione contributiva accertata a seguito dell’attività di Vigilanza ispettiva dell’Inps ammonta a 1.117 milioni di euro. Il dato è contenuto nel documento che accompagna la relazione programmatica 2020-2022 presentata dal Civ, il Consiglio di indirizzo e vigilanza presieduto da Guglielmo Loy, dell’Istituto in cui tra gli obiettivi a breve termine si indica quello di “potenziare l’efficacia delle attuali funzioni di vigilanza e dei controlli previsti”. E, tra gli obiettivi triennali, anche “la formazione delle necessarie nuove assunzioni”. Le domande presentate per il Reddito e la Pensione di cittadinanza al 20 giugno sono pari a 1.344.923,di cui accolte 839.794. Il dato è contenuto nella relazione programmatica 2020-2022 del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, in cui tra gli obiettivi a breve termine si indica anche quello di “valutare il modello gestionale applicato alla prima fase di erogazione delle prestazioni di Reddito e Pensione di cittadinanza”.
Al riguardo è appena il caso di segnalare che l’evasione dei contributi sociali rappresenta solo una delle possibili manifestazioni del più ampio e complesso fenomeno dell’evasione, consistente nel mancato pagamento di quanto dovuto secondo la normativa fiscale e previdenziale.
Tra le principali cause dell’evasione dei contributi sociali viene, normalmente, annoverato l’alto costo del lavoro che le imprese sono costrette a sostenere. Si stima, infatti, che esso assorba il 13,8% del valore aggiunto (Istat) prodotto dagli operatori economici dei vari settori economici. Di conseguenza per le imprese l’evasione contributiva si configura (dal loro punta di vista) come una forma di abbattimento dei costi di produzione dovuta non soltanto al mancato versamento dei contributi, ma anche al risparmio ottenuto dalla erogazione, ai lavoratori impiegati in nero, di una retribuzione inferiore rispetto a quelli regolarmente assunti.
La teoria economica vigente tende a sottolineare, in proposito, l’esistenza di un legame diretto tra l’evasione e una serie di fattori quali le aliquote applicate, le sanzioni stabilite, la frequenza dei controlli. In tale ambito la decisione di evadere scaturisce, da parte di ciascun operatore, da una precisa valutazione dei costi e dei benefici connessi a tale scelta. I benefici sono definiti dal risparmio conseguito con la mancata corresponsione dei contributi, che aumenta all’aumentare delle aliquote. I costi, invece, sono prefigurati dal livello di sanzioni applicate e dalla frequenza di controlli: più consistenti sono le sanzioni e/o i controlli, maggiori risulteranno essere i costi dell’evasione a parità di benefici.
Tenendo conto di questo, diverse sono state le soluzioni attuate dai governi nazionali per contrastare il fenomeno, che possono essere, sostanzialmente, suddivise in tre categorie: a) misure volte a ridurre il costo del lavoro, b) inasprimento delle sanzioni c) più controlli.
Difficile allo stato valutare l’efficacia delle misure adottate, di cui si potrà avere un quadro più completo soltanto nei prossimi anni. Tuttavia va evidenziato che le azioni di contrasto al lavoro nero non sembrano, al momento, aver dato esiti soddisfacenti, giacché non si è verificata, negli ultimi anni, né una riduzione della componente irregolare del lavoro né una diminuzione della connessa evasione dei contributi sociali.

Lavoro
OLTRE 5MILA ASSUNZIONI ALL’INPS
Assunzioni in arrivo all’Inps. Ad annunciarlo di recente, in un post su Facebook, è stato direttamente il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. “Oltre 5.000 assunzioni all’Inps – viene riportato nel post -. Le annuncerò insieme al presidente Pasquale Tridico questo pomeriggio a Roma e in diretta Facebook. Vi aspetto”.
Gli ha fatto eco il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: “Tra il 2019 e il 2020 entreranno nell’Istituto 5.400 nuovi dipendenti – ha riferito a margine della presentazione della Relazione programmatica 2020-2022 del Civ dell’Inps – 3.507 di questi sono già entrati dal 1° luglio e oggi concludono le giornate formative; 1.869 sono quelli che verranno assunti nel 2020 in sostituzione dei dipendenti che andranno in pensione con quota 100. Avremmo un tasso di sostituzione, quindi, del 100%. Credo che sia l’evento più grosso di assunzioni mai avvenuto nella Pa”.
Quanto a reddito di cittadinanza e quota 100, il presidente dell’Inps ha fatto sapere che “a fine anno giungeremo a 1,4 milioni di domande per reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza pervenute, con un 1 milione di queste pagate”. Mentre per quota 100 “credo che arriveremo intorno alle 200mila richieste, circa 100mila sotto quelle che erano le stime ipotizzate”. ” Concordo – ha aggiunto Tridico – sulla previsione della Ragioneria sui risparmi dalle due misure, quota 100 e reddito di cittadinanza, di 1,5 miliardi di euro. Finora il 75% delle istanze per quota 100 pervenute è composta da lavoratori, il restante 25% da disoccupati e percettori di sostegno al reddito. Della parte riguardante i lavoratori una fetta notevole di richiedenti provengono dalla Pa”.
Intanto, l’Istituto di previdenza ha diffuso nuovi dati. Al 31 dicembre 2018, l’evasione contributiva accertata a seguito della vigilanza ispettiva Inps ammonta a 1 miliardo e 117 milioni di euro. “Prende corpo un importante programma di consolidamento dell’Inps, chiamato a svolgere nei prossimi mesi compiti delicati e cruciali legati alle nuove misure fiscali predisposte dal governo”. Così il premier Giuseppe Conte ha espresso il proprio apprezzamento verso le oltre 3.500 nuove assunzioni all’Inps, in un messaggio indirizzato al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che è stato letto dallo stesso Tridico alla giornata di formazione conclusiva dei neo assunti, alla presenza del vicepremier Luigi Di Maio, nella sede della direzione generale dell’istituto, affollata da molti di loro, e in collegamento con le varie direzioni regionali, da dove i giovani nuovi consulenti della protezione sociale hanno seguito l’evento.
Conte nel formulare “sincero compiacimento e i suoi più lieti rallegramenti” ha sottolineato inoltre come “l’occasione è davvero gradita per ricordare quanto i temi del lavoro e nella fattispecie dell’occupazione giovanile stiano a cuore al governo che guido. In particolare, guardiamo con favore al necessario ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione che – ha scritto Conte – consente l’inserimento di molti giovani nel mondo del lavoro, attraverso la nuova linea dei prossimi neo assunti”.
“Nell’augurare ai giovani che prenderanno servizio a breve presso l’Istituto un futuro lavorativo denso di impegni, dedizione e soddisfazione, invio a lei e a tutti l’espressione della mia cordiale amicizia”, ha concluso Conte.

Consulenti del lavoro
17,5 MILIARDI PER SALARIO MINIMO
L’introduzione di un salario minimo legale di 9 euro comporterebbe costi di 17,5 miliardi di euro per le imprese, secondo le stime del consiglio nazionale dell’Ordine di consulenti del lavoro, in un’audizione alla Camera. La cifra considera costi indiretti per 4 milioni di lavoratori pari a 5,5 miliardi di euro (includendo 1mln di operatori agricoli, colf e badanti, non considerati nella stima dell’Istat di 4,3 miliardi di euro di costi) e costi indiretti di 12 miliardi per l’adeguamento dei livelli di inquadramento dei lavoratori sopra la soglia. E secondo il vicedirettore dell’Inps, Ferdinando Montaldi, nel corso di un’audizione alla Camera sulle risoluzioni in materia di retribuzione minima oraria, il 28,9% dei rapporti di lavoro si colloca al di sotto di una soglia di salario minimo orario di 9 euro, per un totale di 4,3 milioni.

Verso i 2 milioni di domande
RIPARTE LA PACE FISCALE
Pronti i nuovi moduli per aderire alla “rottamazione ter” e al “saldo e stralcio” delle cartelle. Le domande di adesione (1,7 mln al 30 aprile potrebbero quindi toccare i 2 mln) ai due provvedimenti, che consentono ai contribuenti di regolarizzare i propri debiti con il fisco in forma agevolata, dovranno essere presentate entro il 31 luglio 2019. Le dichiarazioni di adesione “tardive”, cioè inoltrate dopo il 30 aprile scorso, non dovranno essere ripresentate perché saranno automaticamente prese in carico da Agenzia delle entrate-Riscossione.

Carlo Pareto

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