mercoledì, 13 Novembre, 2019

Inps, nuovo meccanismo per le rivalutazioni delle pensioni

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Inps
RIVALUTAZIONE ANNUALE DELLE PENSIONI: AGGIORNAMENTI
La legge di Bilancio 2019 ha introdotto un nuovo meccanismo di rivalutazione automatica delle pensioni per il triennio 2019 – 2021, che ha interessato in particolare i trattamenti pensionistici di importo complessivo lordo superiore a tre volte il trattamento minimo. L’importo complessivo lordo è la somma di tutte le pensioni di cui un soggetto è titolare, erogate sia dall’Inps che dagli altri Enti presenti nel Casellario centrale, assoggettabili al regime della perequazione cumulata.
L’introduzione del nuovo meccanismo di rivalutazione ha comportato il ricalcolo delle prestazioni pensionistiche che, in occasione del consueto rinnovo generalizzato, erano state inizialmente rivalutate secondo i criteri previgenti (legge 23 dicembre 2000, n. 388; circolare Inps 27 dicembre 2018, n. 122).
I nuovi criteri di ricalcolo, illustrati nella circolare Inps del 22 marzo 2019, n. 44, sono stati riportati in un apposita tabella allegata allo stesso documento. Le fasce di importo – si ribadisce – sono costruite in base al valore del trattamento minimo (Tm) mensile dell’anno 2018, pari a 507,42 euro.
Dal prossimo mese di aprile saranno pertanto in pagamento le pensioni ricalcolate coi criteri di rivalutazione annuale prefigurati dalla Legge di bilancio per il 2019. La citata Circolare n. 44 del 22 marzo 2019 illustra, nel dettaglio, i nuovi criteri sulla base dei quali l’Inps ha effettuato l’aggiornamento degli assegni pensionistici a decorrere da gennaio 2019. Nello specifico, l’operazione di ricalcolo effettuata dall’Istituto di previdenza ha riguardato- come detto – le prestazioni di quiescenza di importo complessivo lordo superiore a tre volte il trattamento minimo. Per importo complessivo lordo s’intende la somma di tutte le pensioni di cui un soggetto è titolare, erogate sia dall’Inps che dagli altri Enti presenti nel Casellario centrale, assoggettabili al regime della perequazione cumulata.
Dal ricalcolo operato l’importo lordo complessivo degli assegni pensionistici, dovuto da gennaio 2019, risulta inferiore a quello già determinato sulla base dei criteri previgenti alla riforma che sono stati indicati nella Circolare Inps n. 122 del 27 dicembre 2018.
Le posizioni coinvolte dal ricalcolo sono complessivamente circa 5,6 milioni. Per circa 2,6 milioni delle rendite interessate la variazione media mensile dell’importo lordo si aggira intorno ai 28 centesimi. Nei mesi successivi l’Istituto comunicherà le modalità di recupero delle somme relative al periodo gennaio-marzo 2019

Inps
EMANATA LA CIRCOLARE SUL REDDITO DI CITTADINANZA
Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.
Assume il nome di Pensione di cittadinanza quando è concesso ai nuclei familiari composti esclusivamente da una o più persone di età pari o superiore ai 67 anni.
Può essere richiesto: agli sportelli postali utilizzando il modulo cartaceo predisposto dall’Inps e pubblicato sul sito Internet dell’Istituto; oppure on-line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tramite le credenziali SPID 2; o presso i Centri di assistenza fiscale (Caf).
Le informazioni contenute nella domanda di Rdc devono essere trasmesse dagli intermediari all’Inps entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta. Ai fini del riconoscimento del beneficio l’Inps verifica, entro i successivi cinque giorni lavorativi, il possesso dei requisiti per l’accesso al Reddito, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate, e definisce la domanda entro la fine del mese successivo alla sua trasmissione all’Istituto.
Nella circolare n. 43 del 20 marzo scorso vengono ricordati: i requisiti, di cittadinanza, residenza e soggiorno, reddituali e patrimoniali, di compatibilità, che i richiedenti devono possedere per avere diritto al beneficio; gli elementi su cui è calcolato il beneficio economico; le variazioni da comunicare durante il godimento del beneficio.
Il trattamento numerario viene erogato attraverso la Carta Reddito di cittadinanza, consegnata dalle Poste Italiane esclusivamente dopo il quinto giorno di ciascun mese.
Come prefigurato per le precedenti prestazioni a sostegno della famiglia e di contrasto alla povertà, compreso il Rei, la legge istitutiva reca la quantificazione e la copertura finanziaria relativa al Reddito di cittadinanza e prevede un meccanismo di monitoraggio, ricordato anche nel modulo di domanda. Peraltro, al momento non vi sono elementi per ritenere che le risorse stanziate potrebbero non essere sufficienti.
La circolare precisa poi che, a decorrere dal mese di marzo 2019, il Reddito di inclusione non può essere più richiesto e che a partire dal successivo mese di aprile non può più essere riconosciuto né rinnovato per una seconda volta. Chi ha avuto il riconoscimento prima di aprile 2019, avendo presentato domanda entro il 28 febbraio 2019, continuerà a ricevere il Reddito di inclusione per la durata inizialmente stabilita, fatta salva la possibilità di presentare istanza di ammisione al Reddito di cittadinanza.
Chi ha già inoltrato la richiesta di Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza può ricevere informazioni e chiarimenti attraverso il Contact center ai numeri 803164 da rete fissa e 06-164164 da mobile.
È possibile anche inviare una comunicazione tramite il servizio “Inps Risponde” disponibile su www.inps.it al collegamento https://servizi2.inps.it/servizi/INPSRisponde2/Home/Disclaimer

Rdc e Pdc
RILASCIATA LA PROCEDURA PER LA CONSULTAZIONE DELLE DOMANDE
E’ stata in questi giorni rilasciata in produzione la procedura Rdc/Pdc, che permette agli operatori dell’Inps la consultazione delle domande di Reddito e Pensione di Cittadinanza, presentate presso gli sportelli di Poste Italiane, tramite Spid sul sito Reddito di Cittadinanza o presso i Caf. A tale proposito si ricorda che il richiedente la prestazione riceverà comunicazione, con un Sms, di avvenuta trasmissione della domanda all’Inps con l’indicazione del numero di Protocollo.
Dal 15 aprile, inoltre, sottolinea l’Ente di previdenza, saranno disponibili i primi esiti delle domande inviate nel mese di marzo. Per i richiedenti la prestazione la procedura è disponibile sul portale istituzionale.

Inca-Cgil
PRESENTATO IL BILANCIO SOCIALE 2017
Un patronato che guarda al futuro, alle nuove sfide che una società e un mercato del lavoro sempre più frammentato presentano alle organizzazioni sociali che tutelano i diritti di lavoratori e pensionati. E’ la visione che emerge dalla presentazione del Bilancio sociale Inca Cgil 2017, avvenuta recentemente nella sede della Cgil nazionale a Roma. E il Bilancio ‘racconta’ quanto fatto dall’Inca negli ultimi anni, con tre milioni di pratiche ‘lavorate’ nel 2017 tra previdenza e diritto del lavoro, infortuni e malattie professionali e welfare.
“Noi ci siamo concentrati in questo Bilancio – ha spiegato ad Adnkronos/Labitalia Morena Piccinini, presidente Inca- sull’attività degli ultimi anni, soprattutto su alcuni aspetti che attengono ai rapporti con le categorie della rappresentanza con le quali stiamo facendo un lavoro molto intenso. E vediamo -ha continuato- che, sia nella tutela della salute nei luoghi di lavoro, sia nell’ambito delle prestazioni pensionistiche, c’è stato un grande incremento di operazioni. Un grande aumento soprattutto in quei settori in cui siamo stati capaci di coinvolgere i delegati, nei quali siamo riusciti a fare un lavoro integrato con i funzionari delle categorie della Cgil e quindi fare un’azione di sistema”.
Un ‘sistema’ con il sindacato che deve essere sempre più il futuro dell’Inca. “E questo -ha sottolineato Piccinini- è il nostro futuro: lavorare in un’azione di sistema con le categorie per offrire una tutela integrata, in modo tale che la rappresentanza collettiva e la tutela individuale siano percepite come un tutt’uno dal lavoratore e dal pensionato”.
Un Bilancio sociale, quello realizzato da Inca, che ha voluto indagare, attraverso i dati registrati dal patronato, i cambiamenti apportati negli ultimi anni dagli interventi legislativi su lavoro e previdenza, e quindi sulla vita dei cittadini. “Racconta -ha evidenziato ad Adnkronos/Labitalia Dario Boni, componente del collegio di presidenza dell’Inca- quella che è la situazione del mercato del lavoro dopo le modifiche intervenute con il Jobs act e la legge Fornero. Un quadro persistente di crisi, di incertezza, di allentamento dei diritti e di tutele che devono essere ricomposte in questo difficile mercato del lavoro”.
In un tale mercato del lavoro, per Boni, la prima sfida per il patronato “è garantire i diritti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in questo periodo in cui aumentano le morti ‘bianche’ e le malattie professionali”. Una situazione di incertezza, ha ribadito Boni, “non migliorata dai nuovi provvedimenti del governo come quota 100 e reddito di cittadinanza sui quali aspettiamo di capirne di più, ci sono tanti interrogativi”.
In particolare, nel corso della sua attività in questi anni l’Inca, a tutela di lavoratori esodati, ha inoltrato 25.525 istanze di ‘salvaguardia’ dalla legge Fornero dal 2012 al 2017. E ancora, nel solo 2017, si sono rivolte all’Inca 12.690 persone, alle quali è stata presentata la domanda preliminare di riconoscimento delle condizioni di accesso alla pensione anticipata per lavoratori precoci. Importante anche il ruolo sull’Ape sociale: su un totale di 48.258 richieste inviate all’Inps l’Inca ha trasmesso 17.418 domande, che rappresentano il 36% delle totali. E per quanto concerne il grande numero di prestazioni e bonus, legati al tema della genitorialità, l’Inca ha visto lievitare il volume di operazioni richieste: infatti dal 2011 al 2017 il numero delle pratiche totali è passato da 13.412 a 19.353.

Lavoro
+230MILA CONTRATTI STABILI NEL 4 TRIMESTRE 2018
Sono +359 mila le posizioni lavorative dipendenti nel quarto trimestre 2018 rispetto al quarto trimestre del 2017, sulla base dei dati rielaborati delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro. Del totale, +230 mila sono a tempo indeterminato, +129 mila a termine “in progressivo rallentamento rispetto ai tre trimestri precedenti”. E’ quanto emerge dalla Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione di ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal, riferita all’ultimo trimestre dell’anno scorso.
In particolare le posizioni lavorative a tempo determinato sono +129 mila nel quarto trimestre contro +266 mila, +374 mila e +455 mila registrati rispettivamente nel terzo, secondo e primo trimestre del 2018.
Per quanto concerne quelle a tempo indeterminato (+230 mila) si indica, al contrario, un incremento “in accelerazione” in confronto ai tre trimestri precedenti (+122 mila, +71 mila e +21 mila).
A livello congiunturale, ossia rispetto al trimestre precedente, l’avanzamento riguarda le posizioni lavorative a tempo indeterminato (+80mila), sulla spinta delle trasformazioni, mentre quelle a tempo determinato registrano una variazione nulla.
La nota trimestrale segnala anche il numero dei lavoratori impiegati con il Contratto di prestazione occasionale e quelli pagati con i titoli del Libretto famiglia, le due nuove forme contrattuali di lavoro occasionale introdotte operativamente da luglio 2017 in sostituzione del lavoro accessorio (voucher), che raggiungono rispettivamente le 20 mila e le 8 mila unità nel quarto trimestre del 2018.
La nota ricorda, inoltre, i dati degli infortuni sul lavoro con esito mortale accaduti e denunciati all’Inail nel quarto trimestre dell’anno scorso che sono stati 207 (di cui 139 in occasione di lavoro e 68 in itinere), 26 casi in più in cnfronto al quarto trimestre del 2017; le malattie professionali denunciate all’Inail e protocollate sono state 15.575, in progresso (+4,8%, 708 casi in più) rispetto all’analogo trimestre del 2017.

Carlo Pareto

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