lunedì, 1 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Inps, per cig Covid a gennaio superate 4,2 miliardi di ore

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L’Inps ha autorizzato da aprile 2020 a gennaio 2021 4,2 miliardi di ore di cassa integrazione e fondi di solidarietà con causale Covid. Lo fa sapere l’Istituto di previdenza nazionale che informa: sono state autorizzate 1.957,4 milioni di cig ordinaria, 1.434,3 milioni per l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà e 846,7 milioni di cig in deroga.  Nel gennaio 2021 sono state autorizzate 189,8 milioni di ore, facendo registrare un calo del 34,1% rispetto alle ore autorizzate a dicembre 2020.

Ivana Veronese della Uil  si chiede “cosa significa per tante lavoratrici e tanti lavoratori non avere contratti stabili soprattutto in tempi di crisi? Significa dover richiedere la Naspi e la Discoll come testimoniano i dati Inps sulla disoccupazione. Nei primi 9 mesi del 2020, i beneficiari di Naspi sono circa 1,3 milioni di persone, in aumento dell’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2019, e ad aumentare sono anche i collaboratori che hanno richiesto la Discoll con un incremento del 42,2%. È questo il drammatico effetto della pandemia, ma anche la sostanziale differenza rispetto a chi viene assunto con contratti stabili che può invece contare, ad oggi, su strumenti di tutela che permettono la conservazione del posto di lavoro. Dall’inizio dell’emergenza e fino a gennaio 2021, la cassa integrazione con causale Covid, che ha superato i 4,2 miliardi di ore autorizzate, ha garantito il posto di lavoro ad una platea stimabile di 4,2 milioni di lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione a zero ore”.
È da queste riflessioni che per Ivana Veronese “occorre partire per costruire un mercato del lavoro più tutelante per tutti e pensato in un’ottica di dare priorità alla qualità dei rapporti di lavoro e ad un miglioramento dei sistemi di politiche attive e passive”.

 

Per la Cgil i dati dell’Inps indicano che bisogna dare continuità a misure di protezione lavoro. “Senza la cassa Covid e il blocco dei licenziamenti, che ci consentono di leggere l’unico dato positivo ossia il calo delle cessazioni dei rapporti di lavoro, avremmo dati ancora più drammatici”. Commenta la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti e aggiunge: “bisogna dare quindi continuità alle misure di protezione del lavoro”.

Per Scacchetti occorre intervenire subito su più fronti. “Innanzitutto – sostiene – è necessario dare continuità alle misure di protezione del lavoro, dal rifinanziamento della cassa Covid alla proroga del blocco dei licenziamenti e ad una indennità per tutti i lavoratori non coperti dagli ammortizzatori; e allungare la copertura per i lavoratori che terminano la Naspi e la Discoll”. “Come discusso anche nel primo incontro con il ministro Orlando – prosegue la segretaria confederale della Cgil – bisogna avviare la discussione per la costruzione di un sistema di ammortizzatori sociali universale e inclusivo, fortemente collegato allo sviluppo delle politiche attive e con un ruolo centrale della formazione, poiché l’innalzamento dei livelli di istruzione, il diritto alla formazione permanente e la valorizzazione delle competenze sono decisivi nel mondo che cambia”.

“Non ultimo – conclude Scacchetti – occorre condizionare le scelte di investimenti all’incremento dell’occupazione di qualità, che guardi soprattutto a giovani e donne e che deve vedere da subito scelte orientate alla generazione di nuove occasioni di lavoro”.

 

 

 

 

 

 

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