mercoledì, 18 Settembre, 2019

Inps, i nuovi tassi
dei prestiti ai pensionati

1

Con il messaggio n. 7415 del 2 ottobre 2014 l’Inps ha reso noti i nuovi tassi soglia Taeg applicati ai prestiti da richiedere con cessione del quinto della pensione. La variazione è determinata dai tassi effettivi globali medi (Tegm) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari in vigore dal 1° ottobre al 31 dicembre 2014, indicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro.

Al riguardo è appena il caso di precisare che il legislatore ha esteso anche ai pensionati la possibilità di contrarre prestiti personali estinguibili con una trattenuta diretta sulla rata della pensione. Per offrire la massima tutela ai pensionati, l’Istituto di previdenza ha definito tutte le modalità e le condizioni necessarie per concedere tali prestiti.

Che cos’è

È un prestito che il pensionato può ottenere da un istituto di credito e rimborsare attraverso un addebito automatico che l’Ente assicuratore effettua sul suo trattamento pensionistico. Il prelievo non può superare un quinto dell’importo mensile dell’assegno di quiescenza.

Come funziona

Il pensionato deve richiedere il prestito alla Banca o alla Società finanziaria. L’Inps provvede poi a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione. La durata del contratto di prestito non può superare i dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare della prestazione.

Esclusioni

La cessione del quinto può essere chiesta su tutti i trattamenti pensionistici, ad eccezione di: pensioni e assegni sociali; invalidità civili; assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità; assegni di sostegno al reddito(VOcred, VOcoop, VOeso); assegni al nucleo familiare; pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione; prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012.

Cosa deve fare il pensionato

Per ottenere un prestito con cessione del quinto, il pensionato deve prima richiedere  la comunicazione di cedibilità della pensione: un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito. La quota cedibile deve essere richiesta personalmente dal pensionato presso qualsiasi Sede Inps e va consegnata alla Banca o alla Società finanziaria con la quale stipulare il contratto di finanziamento. Nel caso in cui il pensionato, per la stipula del contratto, si rivolga ad  un Ente finanziario convenzionato con l’Inps, la comunicazione di cedibilità verrà elaborata direttamente dalla Banca/Finanziaria attraverso un collegamento telematico con l’Istituto stesso, e i tassi di interesse applicati al contratto di prestito saranno più vantaggiosi.

Come si calcola la rata

Poiché il pensionato può cedere fino a un quinto della propria pensione, la rata dipende dall’importo della rendita stessa. L’importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, e in modo da non intaccare la quota della pensione minima stabilita annualmente dalla legge. Per questo motivo i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione. Nell’ipotesi si sia titolari di più pensioni cedibili, il calcolo si effettua sull’importo totale delle prestazioni di quiescenza percepite.

La tutela del pensionato

Prima di poter versare l’importo della rata trattenuta dalla pensione alla Banca o alla Società finanziaria, l’Inps verifica la presenza di alcune condizioni a tutela del pensionato: la Banca o la Finanziaria devono avere tutti i requisiti richiesti dalla legge per questo tipo di operazione; il tasso applicato al prestito deve essere inferiore al “tasso soglia” anti-usura per gli Enti finanziari accreditati o al tasso convenzionale stabilito per la propria fascia di età per il prestito erogato da Ente finanziario convenzionato; la rata contrattualmente prevista non deve superare un quinto dell’importo della pensione; nel contratto devono essere indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni, interessi).

La convenzione Inps con le banche

Per contenere il livello dei tassi di interesse e tutelare i pensionati, l’Istituto ha predisposto una Convenzione, sottoscritta da numerose Banche e Società finanziarie, che garantisce tassi più favorevoli rispetto a quelli di mercato. L’elenco delle imprese bancarie e degli Istituti convenzionati è disponibile sul portale www.inps.it, seguendo il seguente percorso sotto indicato: Servizi Online>Elenco di tutti i servizi>Cessione quinto>Gestione Enti Convenzionati.

Secondo il bilancio sociale 2013 (2)

L’INPS E LA CRISI

Salvaguardie – Dopo le prime due ‘salvaguardie’, che hanno coinvolto 65.000 esodati la prima e 55.000 la seconda, l’ultima salvaguardia del 2013 è stata inserita nella legge numero 288 del 2012 e ha interessato 10.130 esodati. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. Nel 2013 sono state inviate certificazioni per la decorrenza della pensione a 79.989 soggetti e sono state liquidate 26.941 pensioni. L’articolo 24 della legge numero 214 del 2011 ha previsto, nei limiti delle risorse stanziate e del contingente numerico stabilito dalla norma stessa, l’applicazione della normativa vigente al 31 dicembre 2011 in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze dei trattamenti pensionistici, a favore dei lavoratori cosiddetti salvaguardati, ovvero collocati in mobilità, a carico di fondi di solidarietà, autorizzati alla prosecuzione volontaria e altre tipologie. La tutela di tali lavoratori è stata attuata dall’Inps predisponendo sin dal 2012 sia un piano operativo per la verifica del diritto a pensione, nonché tutte le attività necessarie per l’inoltro delle comunicazioni ai lavoratori interessati.

Incentivi giovani – Nell’ambito delle politiche nazionali volte a contrastare il trend negativo di crescita della disoccupazione giovanile, l’Inps ha gestito domande di ammissione a incentivi e riconosciuto la loro fruizione per le assunzioni di varie tipologie di giovani lavoratori. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. In particolare, l’Istituto ha attuato la normativa di settore volta ad agevolare l’assunzione di giovani genitori, di giovani privi di impiego da almeno sei mesi ovvero privi di diploma di scuola media superiore o professionale (legge numero 99 del 2013), nonché la riduzione contributiva per l’apprendistato (Testo unico sull’Apprendistato), il cui contratto è finalizzato a promuovere l’occupazione dei giovani. Per quanto riguarda i giovani genitori, l’Inps ha accolto 1.708 istanze per la fruizione di tali incentivi, per un importo complessivo impegnato pari a circa 8,5 milioni di euro. Quanto ai giovani privi di impiego da almeno sei mesi ovvero privi di diploma di scuola media superiore o professionale sono state accolte, a partire dal mese di agosto 2013, 13.695 domande per un importo totale di circa 123 milioni di euro. Relativamente all’apprendistato, dalle comunicazioni telematiche, risultano assunti nel 2013 circa 244.000 apprendisti.

Ammortizzatori sociali per 4,5 mln lavoratori – Oltre quattro milioni e mezzo di lavoratori hanno percepito almeno un ammortizzatore sociale nel corso dell’anno. Nel 2013 l’ammontare della spesa per ammortizzatori sociali è stata di 23,5 miliardi di euro, dei quali 14,5 di prestazioni e 9 di contributi figurativi, con un aumento rispetto al 2012 di 938 milioni di euro (+4,1%). La spesa è ripartita in 6,7 miliardi per la cassa integrazione (cig), 13,6 miliardi per l’indennità di disoccupazione e 3,3 miliardi per l’indennità di mobilità. Rispetto al 2012 si registra un aumento di spesa per la cassa integrazione del 9,6%, un incremento della spesa dell’Indennità di mobilità del 17,2%, mentre si assiste a un decremento dell’1% della spesa per l’indennità di disoccupazione. L’ampiezza dell’utilizzo degli ammortizzatori nel 2013 emerge anche dai dati sui beneficiari: la cig ha coinvolto in tutto oltre un milione e mezzo di lavoratori, la mobilità ne ha interessati oltre 300.000 e la disoccupazione nel suo complesso oltre tre milioni e mezzo.

Maternità – Nel 2013 la spesa totale dei trattamenti economici di maternità (comprendenti la maternità obbligatoria, il congedo parentale facoltativo e il permesso retribuito per l’allattamento) è pari a 2,8 miliardi di euro, in linea con quella del 2012. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. I beneficiari dei trattamenti di congedo obbligatorio di maternità sono diminuiti nel complesso del 6,3% passando dai 399.989 del 2012 ai 374.681 del 2013. La riduzione più consistente si è verificata per le commercianti (-27,4%), mentre per le iscritte alla cassa CD-CM (coltivatori diretti, coloni, mezzadri) il decremento è risultato pari al 24,6% e per quelle iscritte alla cassa artigiani del 23,9%. I beneficiari dei trattamenti di maternità obbligatoria tra i lavoratori dipendenti sono stati 345.180 con una riduzione del 4,5% rispetto al 2012. Le lavoratrici autonome che hanno usufruito della maternità obbligatoria sono risultate nel complesso 20.135, con una riduzione rispetto al 2012 del 26,2%. Fra di loro la maggioranza è iscritta alla gestione commercianti ed ha fra i 30 e 39 anni. Le lavoratrici parasubordinate che hanno beneficiato della maternità obbligatoria risultano pari a 9.366 con un decremento del 15,4%. La spesa totale degli assegni al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti, per disoccupati e pensionati e anche gli assegni di congedo matrimoniale ammonta a 5.481 milioni di euro. I contributi incassati sono stati pari a 6.435 milioni di euro.

Apprendisti e operai – Apprendisti e operai in calo per effetto della crisi. E’ quanto emerge dal Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma, da cui si rileva che una situazione di difficoltà del mercato del lavoro è evidenziata dal calo degli apprendisti (-4%) e degli operai (-3,5%). A risentire meno della crisi economica gli impiegati (-1,3%) e i dirigenti (-2,1%). Gli unici che rispetto al 2012 presentano un aumento sono i quadri (+0,5%). Per quanto attiene all’analisi di genere, gli uomini rappresentano il 58,4% dei dipendenti, con un decremento dello 0,2% rispetto al 2012, mentre per le donne, che rappresentano il restante 41,6%, si rileva un incremento dello 0,2%. In generale, nel 2013 i lavoratori dipendenti privati (esclusi i domestici e gli operai agricoli) sono risultati in media pari a 11.983.264, con una riduzione di 312.937 unità rispetto al 2012 (-2,5%). In considerazione della qualifica, si evidenzia che gli operai rappresentano il 52,1% del totale dei dipendenti, gli impiegati il 39,3%, gli apprendisti il 3,7%, i quadri il 3,6% e i dirigenti l’1%.

Servizi online – L’Inps, consolidando il processo già avviato negli anni precedenti, ha erogato nel 2013 la quasi totalità dei servizi e delle prestazioni in via telematica. Sono a disposizione del cittadino più di 36.410 pagine web, con un incremento di circa 12.000 pagine rispetto al 2012. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. I servizi erogati su dispositivo mobile (smartphone, tablet, cellulare) hanno fatto registrare un aumento di accessi da parte dell’utenza pari al 147,9% rispetto al 2012. L’emissione dei pin di accesso alle procedure web dell’Istituto è passata dai circa 10 milioni nel 2012 a circa 14,4 milioni del 2013, con un incremento del 44%. Dal mese di giugno 2013 è attivo, inoltre, un unico contact center telefonico Inps, che fornisce informazioni anche agli iscritti delle gestioni dei lavoratori dello spettacolo (ex Enpals) e dei dipendenti pubblici (ex Inpdap). E’ proseguito nel 2013 l’utilizzo in via esclusiva del contact center multicanale Inps Inail, raggiungibile con il numero verde 803.164, che ha registrato circa 23 milioni di contatti nell’anno (+9,5%).

Personale – La consistenza del personale Inps, in diminuzione nel corso degli ultimi anni per le necessità di contenimento della spesa pubblica e dei conseguenti vincoli alle assunzioni, è pari, alla data del 31 dicembre 2013, a 31.966 unità, con un decremento del 2,5% rispetto al 2012. E’ quanto si legge nel Bilancio sociale 2013 dell’Inps, presentato oggi a Roma. Nel complesso, le donne rappresentano il 58% e gli uomini il 42% dei dipendenti. La presenza femminile, che negli ultimi anni risulta in crescita, si concentra in particolare nell’area C. Risulta comunque bassa la percentuale di donne ai livelli della dirigenza apicale. L’età media delle dipendenti si attesta a 51 anni, quella dei dipendenti a 53.

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply