mercoledì, 12 Agosto, 2020

Inps, ricalcolati i contributi per la rincongiunzione 2020

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Congedo papà
PROROGA E AMPLIAMENTO PER IL 2020
La legge di bilancio 2020 ha stabilito che le disposizioni relative al congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti, introdotte in via sperimentale con la legge 28 giugno 2012, n. 92, vengano applicate anche alle nascite e alle adozioni/affidamenti avvenute nel 2020.
Con il messaggio Inps del 21 febbraio 2020, l’Istituto ha comunicato che la durata del congedo obbligatorio per il 2020 è stata aumentata a sette giorni, da fruire, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia (in caso, rispettivamente, di adozione/affidamento nazionale o internazionale) del minore.
È stata prorogata anche per quest’anno, inoltre, la possibilità per il padre lavoratore dipendente di fruire di un ulteriore giorno di congedo facoltativo, previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.
Il messaggio fornisce chiarimenti anche in merito alla modalità di presentazione della domanda, all’ambito di applicazione e alla modalità di accesso per tutti i settori interessati.
Per quanto attiene le nascite e le adozioni/affidamenti avvenute nell’anno solare 2019, i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a cinque soli giorni di congedo obbligatorio, anche se ricadenti nei primi mesi del 2020.
Per ogni eventuale, ulteriore approfondimento si consiglia di consultare le istruzioni fornite espressamente al riguardo, con la circolare Inps del 14 marzo 2013, n. 40

Pensioni
I CONTRIBUTI PER LA RICONGIUNZIONE 2020
L’Inps ha recentemente pubblicato le tabelle per calcolare l’interesse annuo da applicare alle operazioni di ricongiunzione contributi dei liberi professionisti per il 2020. Le tabelle si riferiscono ai coefficienti da utilizzare per i piani di ammortamento degli oneri di ricongiunzione relativi alle richieste presentate nel corso del 2020.
Nel dettaglio, le tabelle sono due.
Quella pubblicata nell’allegato 1 alla circolare (tabella I/2020) riguarda l’ammontare della rata mensile costante posticipata per ammortizzare al tasso annuo composto dello 0,5% il capitale unitario da 2 a 120 mensilità.
L’allegato 2 contiene invece la tabella relativa ai coefficienti per la determinazione del debito residuo in caso di sospensione del versamento delle rate mensili prima dell’estinzione del debito al tasso annuo dello 0,5%.
La prima tabella serve a determinare la rata di ammortamento mensile, la seconda per individuare il debito residuo da corrispondere in unica soluzione nel caso in cui i pagamenti rateali vengano sospesi prima dell’estinzione del debito.
La rata mensile si calcola applicando all’importo del debito il coefficiente corrispondente al numero delle rate. Il debito residuo invece si conteggia applicando il coefficiente della tabella II/2020 corrispondente al numero di rate residue.

Inail
AUMENTANO LE DENUNCE PER INCIDENTI MORTALI
A gennaio calano le denunce di infortunio sul lavoro ma aumentano le denunce per i casi mortali. Lo fa sapere l’Inail spiegando che le denunce di infortunio sul lavoro pervenute all’Istituto nel primo mese del 2020 sono state 46.483 (-3% rispetto al gennaio 2019) mentre sono state 52 quelle riferite ad incidenti con esito mortale (+18,2%). Sono diminuite le denunce per patologie di origine professionale con 4.634 casi (-5,6%).
Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel mese di gennaio sono state 46.483, in diminuzione di oltre 1.400 casi (-3%) in confronto al primo mese del 2019. Si registra una flessione sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 41.475 a 40.712 (-1,8%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che hanno fatto riscontrare un ridimensionamento pari al 10,3%, da 6.433 a 5.771. A gennaio 2020 il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è calato del 4,2% nella gestione Industria e servizi (a 34.995 casi) e del 2,6% in Agricoltura, mentre nel Conto Stato si osserva un incremento dell’1,9% (a 9.353 casi). L’analisi territoriale evidenzia un decremento delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: -2,4% nel Nord-Ovest, -3,8% nel Nord-Est, -4% nel Centro, -0,3% al Sud e -4,2% nelle Isole. La diminuzione delle denunce ha interessato solo i lavoratori italiani (-4%), mentre quelli comunitari ed extracomunitari hanno presentato rialzi pari, rispettivamente, al +8% e +1%. Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nel mese di gennaio sono state 52, otto in più rispetto alle 44 registrate nel primo mese del 2019 (+18,2%). Sono risultate in ascesa soprattutto le denunce di incidenti mortali avvenuti in itinere (da 13 a 19) mentre quelle per infortuni in occasione di lavoro sono passate da 31 a 33.

Istat
LAVORO DONNE: PER LO PIU’ PRECARIO E PART TIME
Precarietà, minore accesso alle figure apicali, crescita del part time involontario e della ‘sovraistruzione’. Sono queste, secondo l’Istat, le caratteristiche del lavoro femminile. Le donne che lavorano a tempo determinato sono, nella media dei primi tre trimestri del 2019, il 17,3% e quelle a part time sono ormai un terzo, il 32,8% contro l’8,7% degli uomini.
Il part time “non è cresciuto come strumento di conciliazione dei tempi di vita, ma nella sua componente involontaria” che ha superato il 60% del totale contro il 34,9 dello stesso periodo del 2017.

Istat
DISOCCUPAZIONE GIOVANILE RISALE A GENNAIO
A gennaio 2020 è stabile al 9,8% il tasso di disoccupazione mentre quella giovanile sale al 29,3% (+0,6 punti percentuali). Lo ha recentemente comunicato l’Istat evidenziando la lieve crescita delle persone in cerca di lavoro, dovuta all’aumento registrato per le donne (+2,3%, pari a +27mila unità), tra i 15-24enni e per gli over50; tra gli uomini, invece, il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce (-1,7%, pari a -23mila unità), così come tra i 25-49enni.
Sempre a gennaio 2020, rispetto al mese precedente, cala il numero di occupati che scende di 40mila unità (-0,2% in confronto al mese precedente) mentre il tasso di occupazione si attesta al 59,1% (-0,1 punti percentuali). La flessione dell’occupazione riguarda uomini e donne, lavoratori dipendenti (-15mila) e indipendenti (-25mila) e tutte le fasce di età, a esclusione delle persone tra i 35 e i 49 anni (+13mila).
Il dato di gennaio mostra anche una ascesa degli inattivi (+0,2%, pari a +20mila unità), che coinvolge entrambi i sessi, si concentra tra i 15 34enni; il tasso di inattività lievita al 34,4% (+0,1 punti percentuali). L’Istat evidenzia come un lieve ridimensionamento dell’occupazione (-0,1%, pari a -15mila unità) si osserva anche confrontando il trimestre novembre 2019-gennaio 2020 con quello precedente (agosto-ottobre 2019) e riguarda, in particolare, i lavoratori indipendenti (-38mila); l’occupazione infatti cresce tra i dipendenti (+23mila), oltre che tra i 25-34enni (+11mila) e gli over 50 (+36mila). Nello stesso trimestre aumentano lievemente le persone in cerca di occupazione (+7mila) e diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-26mila unità).
A gennaio 2020, rispetto allo stesso mese del 2019, sul mercato del lavoro italiano si riscontra un incremento dell’occupazione dello 0,3%, pari a +76mila unità, diffusa su ogni genere e classe di età, con l’unica eccezione dei 35-49enni per effetto del loro decrescente peso demografico. L’Istat evidenzia un aumento dei lavoratori dipendenti (+156mila unità), soprattutto permanenti (+112mila), mentre gli occupati indipendenti flettono di 80mila unità. Nell’arco dei dodici mesi, inoltre, l’aumento degli occupati si accompagna a un calo dei disoccupati (-6,2%, pari a 166mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,4%, pari a -47mila).

Welfare
REDDITO DI CITTADINANZA PIU’ BASSO A FEBBRAIO
Molti beneficiari del Reddito di cittadinanza hanno percepito un importo più basso a febbraio rispetto al mese precedente. Per alcuni si è trattato semplicemente di pochi euro in meno, per altri le trattenute sono state molto più elevate.
Il motivo è legato all’Isee l’Inps ha corrisposto il sussidio di febbraio, ai legittimi beneficiari, prendendo a riferimento l’Isee aggiornato al 2020 e non più quello vecchio che è scaduto il 31 dicembre del 2019, ma sul quale l’Ente di previdenza si è basato per la ricarica dello scorso mese di gennaio.
Ricordiamo che tutti i beneficiari del Reddito di cittadinanza hanno dovuto rinnovare l’Isee entro il 31 gennaio 2020, e per chi ha ricevuto la ricarica, l’importo ottenuto è relativo al calcolo del trattamento che l’Istituto ha fatto in base proprio alla nuova dichiarazione.
Se il nuovo Isee risulta maggiore in confronto a quello dell’anno precedente, l’importo mensile del Reddito diminuisce conseguentemente. Il nuovo Isee infatti, pur tenendo conto del saldo e della giacenza media dei conti correnti, dei libretti di risparmio, delle carte di credito e delle carte di debito l 31 dicembre 2018, alla stregua del precedente, tiene conto di una stagione di imposta differente.
Per l’Isee 2019 i redditi di tutto il nucleo familiare da dichiarare erano quelli del 2017, cioè dei 730, dei modelli Redditi PF o delle Certificazioni uniche 2018, per il 2020, l’anno di riferimento è il 2018, cioè quello che si riferisce alle dichiarazioni dei redditi 2019.
Se i redditi prodotti dal nucleo familiare nel 2018, sono stati superiori a quelli conseguiti nel 2017, l’importo di Reddito di cittadinanza spettante mensilmente cala inevitabilmente.

Carlo Pareto

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