mercoledì, 5 Agosto, 2020

Inps, verbali di invalidità soggetti a revisione. Pensioni, con la rata di agosto arriva conguaglio del 730

0

Inps
VALIDITA’ DEI VERBALI DI INVALIDITA’ SOGGETTI A REVISIONE

Dal 22 giugno scorso è ripartita, dopo la sospensione legata all’emergenza epidemiologica, l’attività dei Centri medico legali dell’Inps per le visite di primo accertamento e di revisione dell’invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità. Le visite di revisione già calendarizzate durante i mesi di sospensione dell’attività saranno recuperate nei mesi a venire, secondo un calendario parametrato in base alle nuove norme di sicurezza. L’istituto di previdenza ricorda ad ogni modo che, come prescritto dalla legge 114/2014“nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefìci, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura”(articolo 25, comma 6bis). Fino all’avvenuta conclusione dell’accertamento sanitario, pertanto, anche i soggetti in possesso di un verbale con visita di revisione scaduta mantengono tutti i benefici e le agevolazioni di cui hanno usufruito fino a quel momento. Laddove necessario, le sedi Inps possono rilasciare una dichiarazione che riconosce la validità del verbale sanitario scaduto, nelle more della convocazione a visita

Osservatorio Reddito/ Pensione di Cittadinaza e Rei
INPS: I DATI DI LUGLIO 2020

È stato pubblicato l’Osservatorio su reddito e Pensione di Cittadinanza con i dati, aggiornati al 7 luglio 20200, relativi ai nuclei percettori di Reddito e pensione di Cittadinanza tra aprile 2019 e giugno 2020 e ai nuclei percettori di Reddito di Inclusione e Reddito di emergenza nel periodo Maggio 2020 -Giugno 2020.
Al 7 luglio, oltre 2 milioni di nuclei hanno presentato una domanda di Reddito/Pensione di Cittadinanza all’Inps: 1,4 milioni (68%) sono state accolte, 135 mila (7%) sono in lavorazione e 510 mila (25%) sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 ad oggi, 148 mila nuclei sono decaduti dal diritto.
Le regioni del Sud e le Isole, con 1,1 milioni di nuclei (56%), detengono il primato delle richieste pervenute, seguite dalle regioni del Nord, con 554 mila nuclei (28%), e da quelle del Centro con 329 mila nuclei (16%).
Al 30 giugno 2020 risultano 455 mila nuclei richiedenti il Reddito di Emergenza: al 46% di questi (209 mila) è stato erogato il beneficio, al 49% (223 mila) è stato respinto e il restante 5% (23mila) è in attesa di definizione della domanda.
La distribuzione geografica delle istanze trasmesse rispecchia quella già osservata per il Reddito di Cittadinanza: maggiore concentrazione nelle regioni del Sud e delle Isole (48%), a seguire le regioni del Nord (33%) e infine quelle del Centro (19%).
Raffronto tra reddito di cittadinanza e le prestazioni Rei e Rem
A Giugno 2020 risultano in pagamento 4 mila prestazioni di Rei, il picco massimo di pagamenti è stato raggiunto nel mese di dicembre 2018 con 357 mila beneficiari e un importo medio mensile di 284 euro. Il 34% dei nuclei percettori di Reddito/Pensione di Cittadinanza risulta aver percepito almeno una mensilità di Rei nel periodo Gennaio 2018 – Giugno 2020, al 93% di tali nuclei viene corrisposto un importo medio del Reddito di Cittadinanza superiore a quello del Reddito di Inclusione di circa 391 euro.
È possibile consultare i dati relativi ai nuclei beneficiari del Reddito/Pensione di Cittadinanza e Reddito di Inclusione, alle persone coinvolte e all’importo medio del beneficio attraverso l’Osservatorio statistico navigabile. I dati, ottenuti attraverso la selezione personalizzata, sono inoltre esportabili in formato excel.
Nella sezione “Dati cartacei” vengono forniti i dati dall’istituzione della prestazione fino al momento della rilevazione. Nella sezione “Dati navigabili”, invece, vengono forniti i dati per anno di competenza della prestazione.

Inps
PENSIONI TRA SOSTENIBILITA’ E FLESSIBILITA’

A un anno dalla scadenza della sperimentazione della Quota 100, l’Istituto ha proposto un dibattito online per addetti ai lavori volto a individuare possibili soluzioni per garantire al nostro sistema pensionistico maggiore flessibilità e sostenibilità economico-finanziaria, senza trascurare l’adeguatezza dei trattamenti pensionistici.
Al confronto, organizzato in streaming il 14 luglio scorso e introdotto da Fernando Di Nicola (Direzione centrale Studi e ricerche Inps), hanno preso parte Maria Cecilia Guerra (Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e Alberto Brambilla (Presidente di Itinerari Previdenziali).
Daniele Checchi, Direttore centrale Studi e ricerche, ha ricapitolato le soluzioni e i punti di attenzione emersi dal confronto e ha lasciato le conclusioni al Presidente Inps pasquale Tridico: “Oggi c’è maggiore consapevolezza tra i giovani su questi temi. La politica è avvantaggiata perché può contare su un livello di accompagnamento superiore per questa fase di transizione. C’è più maturità”. Il Presidente Tridico, inoltre, ha ribadito che il sistema è sostenibile: la spesa pensionistica è pari a 272 miliardi di euro, ovvero il 15,2% della spesa generale, di cui 160 miliardi netti sono di spesa pensionistica contributiva.
La politica dovrebbe quindi concentrarsi sulle esigenze della platea di lavoratori che vuole andare in pensione. Se la sostenibilità finanziaria è al momento assicurata, il sistema è ancora troppo rigido e socialmente poco sostenibile.

Inps
SONO GIA’ 125MILA I LAVORATORI BENEFICIARI DEL PAGAMENTO DIRETTO

Al 20 luglio, sono 124.182 i lavoratori che hanno beneficiato del pagamento diretto con anticipo del 40%. Le richieste delle aziende che sono state autorizzate fino a tale data sono state 39.127. Di queste, 31.160 sono domande di Cassa integrazione in deroga, che hanno consentito il pagamento diretto a 67.410 beneficiari (v. Tabella). Rispetto alla Cassa integrazione in deroga e ai criteri di conteggio delle giornate riferite alle prime 9 settimane previste dal DL 18/20 (L. 27/20), l’impianto normativo prevede che l’Inps, prima di procedere all’autorizzazione delle istanze relative a periodi di propria competenza, sia tenuto a verificare la presenza di autorizzazioni regionali per periodi la cui decretazione faceva capo alle regioni medesime. L’Istituto, con il messaggio n. 2825 del 15 luglio scorso, ha semplificato la gestione delle domande di Cassa in deroga e ha chiarito i criteri di calcolo delle settimane, considerando autorizzate dalle Regioni le 9 settimane prefigurate per la generalità delle aziende, anche laddove, dal conteggio degli intervalli temporali richiesti, siano state autorizzate almeno 8 settimane e 1 giorno. Riguardo, infine, alla impossibilità di ammettere alla tranche delle ulteriori 4 settimane di trattamenti di integrazione salariale o di assegno ordinario le aziende che non hanno integralmente fruito del precedente periodo di 14 settimane entro il 31 agosto 2020, va rilevato che tale criterio di accesso non discende da scelte operative o interpretative dell’Ente di previdenza ma è espressamente stabilito dalla legge (articoli 70 e 70 bis della legge 17 luglio 2020, n. 77, di conversione, con modificazioni, del DL 19 maggio 2020, n. 34).

Pensioni
CON LA RATA DI AGOSTO ARRIVA IL CONGUAGLIO DEL 730

Dal 15 luglio scorso l’Inps ha introdotto per i pensionati la possibilità di verificare, direttamente tramite cedolino, gli esiti della presentazione del proprio mod. 730. In pratica, chi ha trasmesso la dichiarazione dei redditi entro maggio scoprirà nel mese di agosto se gli sono stati riconosciuti importi a debito o a credito, che quindi andranno a diminuire o aumentare l’importo della pensione spettante.
Per i pensionati, dunque, il conguaglio 730 sul cedolino arriva con un mese di ritardo rispetto ai lavoratori dipendenti. Per questi ultimi, infatti, gli importi a credito o a debito relativi alla denuncia dei redditi sono stati riconosciuti direttamente sulla busta paga di luglio.
Per i titolari di pensioni che hanno esercitato questa opzione, invece, l’assegno cambierà nel mese di agosto, dato che un maggiore o minore accredito dipenderà – come già detto – dall’esito del conguaglio Irpef.
Pensioni, pagamento di agosto
Con l’emergenza Coronavirus sono cambiate anche le modalità di erogazione delle prestazioni pensionistiche in questi mesi. Onde evitare assembramenti in poste e banche, infatti, le pensioni sono state riconosciute in anticipo durante i mesi del lockdown.
Salvo i casi in cui i soggetti interessati si sono affidati alle forze dell’ordine per ritirare il proprio trattamento pensionistico, gli assegni di giugno sono stati riconosciuti ai pensionati a partire da fine maggio e quelli di luglio a partire da fine giugno.
Riguardo alle pensioni di agosto, però, al momento niente è stato comunicato ancora dall’Inps o da Poste Italiane. Si resta dunque in attesa di una eventuale informativa ufficiale dell’Istituto.

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply