venerdì, 20 Settembre, 2019

Inps, via ai controlli sul reddito di cittadinanza. Stress da rientro vacanze, consigli per evitarlo

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Inps
REDDITO DI CITTADINANZA: VIA AI CONTROLLI

Al via il piano straordinario di controlli sul reddito di cittadinanza delegato agli enti locali. A occuparsene saranno i Comuni, che dovranno passare in rassegna composizione del nucleo familiare e i requisiti di residenza e soggiorno dei beneficiari del reddito di cittadinanza. I controlli dovranno essere effettuati entro la data del 31 ottobre e per la prima volta si serviranno della piattaforma Gepi, l’applicazione messa a punto dal ministero del Lavoro per facilitare accesso e condivisione ai dati dei beneficiari. Si tratterà di verifiche a campione, che riguarderanno il 5% delle famiglie fruitrici su ogni territorio e gli esiti saranno subito comunicati direttamente all’Inps.
Una delle ultime notizie sul reddito di cittadinanza riguarda la percentuale di persone che beneficiano della misura e che sono in grado di lavorare. Secondo dati provvisori diffusi di recente, ma non confermati ufficialmente, dovrebbero essere intorno al 60 per cento.
Ma come funzionano, o dovrebbero funzionare, i controlli sui nuclei percettori del reddito di cittadinanza? Il meccanismo è piuttosto complesso e chiama in causa diversi attori, l’agenzia delle Entrate, l’Ispettorato nazionale del lavoro, la guardia di Finanza e le altre autorità di controllo. La guardia di Finanza, per esempio, sempre stando a quanto dichiarato dall’Inps, ha a disposizione 600mila beneficiari di reddito di cittadinanza; e di questi ne esaminerà i possibili profili di rischio.
In base al “decretone” le verifiche preventive in ordine alla sussistenza dei requisiti necessari per poter presentare domanda di accesso al Rdc sono effettuate dall’Inps cui la richiesta è diretta. A ribadirlo è anche una ulteriore circolare dell’Inl (l’Ispettorato nazionale del lavoro).
Il beneficiario della misura – si sottolinea – è il nucleo familiare, al quale, quindi, sono riferiti i requisiti reddituali e patrimoniali utili per l’ammissione al Reddito di cittadinaza. Il sussidio, poi, sempre in base alle norme, non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti del nucleo familiare, fermi restando i requisiti reddituali e patrimoniali previsti (c’è infatti l’obbligo di comunicare le variazioni inerenti la situazione occupazionale e patrimoniale del nucleo familiare o le modifiche nella sua composizione).
All’ispettorato i controlli ex post in chiave anti-nero
Toccano invece all’Ispettorato nazionale del lavoro le attività di controllo successive alla concessione del Rdc, con particolare riferimento all’accertamento dello svolgimento di prestazioni di lavoro “in nero” da parte dei soggetti appartenenti ad un nucleo familiare beneficiario del sussidio.
Comuni 007
Anche gli enti locali (le municipalità) sono coinvolte nell’operazione di cui si tratta. L’oggetto della verifica, nella fattispecie, saranno le informazioni dichiarate nel modello Isee relative alla composizione del nucleo familiare e, accanto a queste, la conformità dei dati denunciati con il rispetto del requisito minimo di residenza in Italia.
Il decreto n. 4/2019, convertito nella legge n. 26/2019, stabilisce infatti che oltre ai requisiti di reddito e patrimonio, per poter richiedere il reddito di cittadinanza è necessario:
essere cittadino italiano, di un Paese dell’Ue, ovvero di un Paese extraUe (con permesso di soggiorno di lungo periodo);
essere residente in Italia da almeno 10 anni e gli ultimi 2 in via continuativa.
Fino a quando sarà interamente conclusa la procedura per il completamento dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, ciascun Comune dovrà passare al setaccio i dati presenti nei propri archivi per accertare l’osservanza delle regole sopra indicate.
L’obiettivo sarà quello di scovare eventuali dichiarazioni mendaci o omissioni, attraverso l’incrocio dei dati segnalati nel modello Isee presentato per l’accesso al reddito di cittadinanza, le informazioni disponibili negli archivi anagrafici, quelle raccolte dai servizi sociali e ogni altra informazione che dovesse rendersi utile in tal senso.
Se però fosse oggettivamente impossibile fare i controlli necessari ed il Comune non riuscisse a verificare il possesso del requisito minimo di residenza (10 anni in totale, 2 continuativi), in tale ipotesi si procederà con l’“interrogatorio” diretto del titolare della misura, per accertare eventuali periodi di residenza all’estero che compromettono l’ammissione al reddito di cittadinanza.
L’esito dei controlli dovrà essere prontamente trasmesso all’Inps, mediante la procedura, tutta telematica, appositamente predisposta dal ministero del Lavoro per gli “007” dei comuni.

Mercato del lavoro
SARA’ STALLO ANCHE NELLA SECONDA META’ DELL’ANNO

“È molto probabile che nel secondo semestre 2019 il mercato del lavoro continui a essere ‘in stallo’, eventualmente con un’ulteriore erosione delle ore lavorate a causa della cassa integrazione”. Lo rivela l’Osservatorio sul mercato del lavoro di Itinerari Previdenziali (‘Dinamiche e linee di tendenza del secondo trimestre 2019’), curato dall’economista Claudio Negro.
“La crescita nominale dell’occupazione (che, peraltro, pare essersi arrestata) – ricorda l’analisi del Centro Studi guidato da Albero Brambilla – è avvenuta a spese delle ore lavorate e della retribuzione. All’uscita dalla crisi, il mercato del lavoro ha continuato cioè a muoversi su logiche difensive e ripartitorie, come si fosse ancora in piena crisi. Per il resto dell’anno, l’Istat ipotizza una dinamica del Pil sostanzialmente statica mentre, per quanto attiene l’indice di produzione industriale, la previsione è negativa nel secondo trimestre sia come dato congiunturale (rispetto cioè al trimestre precedente) che tendenziale (in confronto cioè a dodici mesi prima)”.
“Non c’è dunque ragione di pensare – ha osservato Negro – a una significativa ripresa nella seconda parte dell’anno, tanto più che anche l’indice di fiducia delle imprese, in crescita secondo le ultime rilevazioni, segnala un clima ancora negativo per il settore manifatturiero, settore che potrebbe produrre occupazione più qualificata”.
“È probabile, perciò, che la curva dell’occupazione continui a essere piatta per tutto l’anno. Anzi, è probabile che gli effetti di Quota 100 e del reddito di cittadinanza, di cui non possiamo ancora apprezzare pienamente gli esiti, diano un ulteriore colpo al tasso di occupazione”, si legge nell’Osservatorio. “Il tasso di sostituzione di Quota 100 è valutato generalmente dagli operatori nel rapporto di 1 a 3 (un assunto ogni tre pensionati anticipati): teniamo conto che, al di là delle intenzioni di chi lo ha istituito, verrà in molti casi incontro alle esigenze delle imprese di flessibilizzare l’occupazione, come utile ed efficace alternativa alla cassa integrazione o alle procedure di esubero”.
“Nemmeno nel pubblico impiego, che dovrebbe ‘liberare’ più di 6.000 posti di lavoro e ben 16.000 nel caso della scuola, c’è la certezza di un turn over a somma zero, stante le ben note difficoltà normative e procedurali”, ha evidenziato l’autore.
“Quanto al reddito di cittadinanza, non ha finora prodotto un solo posto di lavoro e, francamente, visto l’impianto normativo e l’approccio tanto scenografico quanto impalpabile sul piano dei contenuti prodotto finora da Anpal, si fatica a immaginare per i prossimi mesi un esito anche soltanto simbolicamente positivo”, conclude l’Osservatorio.

Stress da rientro vacanze
ECCO ALCUNI CONSIGLI PER EVITARLO

L’estate sta finendo, citazione di uno dei più famosi tormentoni anni ‘80, ma anche un dato di fatto con cui a brevissimo dovremo fare i conti. Se da un lato alcuni studi rilevano un miglioramento delle performance sul lungo periodo di quasi il 10% per 10 ore di pausa dal lavoro e vedono nelle vacanze una fonte di creatività e ispirazione, dall’altro lato non è raro sentire parlare di ‘sindrome da rientro’. ProntoPro.it, il portale numero uno in Italia che mette in contatto domanda e offerta di servizi professionali, suggerisce come affrontare al meglio il ritorno alla routine quotidiana.
1. Rientro graduale. Dopo un periodo di relax, tornare di colpo alla quotidianità può avere effetti negativi. Puntare la sveglia qualche ora prima, per riprendere dimestichezza con gli orari lavorativi e lasciarsi alle spalle i lunghi sonni vacanzieri, può essere una buona idea. Sarebbe consigliabile anche concedersi almeno un giorno ‘cuscinetto’ tra il rientro dalle vacanze e l’ufficio.
2. Organizzare il lavoro. È sempre saggio organizzare il carico di lavoro per distribuire le proprie forze. In questo modo, si eviterà di accumulare stress. Il consiglio è quello di stilare una lista di cose da fare per affrontare al meglio la prima giornata di rientro, priorizzando le attività più urgenti e organizzando quelle che possono essere posticipate alle settimane successive.
3. Programmare qualcosa di piacevole. Le vacanze sono uno stato d’animo, perciò, finché il tempo lo permette, è importante continuare a dedicarsi a weekend di relax, alla famiglia e agli amici: avere una vita sociale attiva e impegnarsi in qualcosa che permetta di rilassarsi regala anche una migliore motivazione sul lavoro. E allora via libera a quei corsi che possono offrire nuovi stimoli e nuove opportunità.
4. Attività fisica. Serenità mentale e approccio positivo sono sicuramente i primi passi per affrontare al meglio il rientro, ma anche la cura del proprio corpo regala sensazioni di benessere. I personal trainer di ProntoPro consigliano lezioni di 45 minuti per almeno 3 giorni alla settimana, una delle quali può anche essere svolta in maniera autonoma. Il costo per una lezione con personal trainer a domicilio può andare dai 40 e ai 50 euro, ma esistono pacchetti di più incontri che garantiscono tariffe agevolate, particolarmente raccomandati perché aumentano le probabilità di successo del programma.
5. Dieta equilibrata. Al fianco di una buona attività fisica, è sicuramente necessaria anche una sana alimentazione. Fare il pieno di energie e vitamine: il pesce azzurro con il suo Omega 3 e la frutta di stagione, come l’uva, ricca di melatonina, sono cibi preziosissimi per fronteggiare la sindrome da rientro. In questa fase di ripresa dai bagordi vacanzieri può essere utile l’aiuto di un nutrizionista: la prima visita ha un costo che può variare dai 100 ai 150 euro, mentre le importanti visite di controllo successive si attestano intorno ai 50-70 euro.

Carlo Pareto

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