martedì, 7 Aprile, 2020

Intercettazioni. Il grande fratello ha esteso i suoi controlli

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La Camera ha approvato con voto segreto il provvedimento sulle intercettazioni telefoniche. Da oggi saremo ulteriormente più controllati. E’ cambiata la legge sulle comunicazioni e col nuovo provvedimento si potranno registrare le telefonate. Il grande fratello ha esteso i suoi controlli fino a raggiungere le mura domestiche controllando persino le più indiscrete conversazioni telefoniche.
Cosa cambierà da ora in poi? In che modo verremo controllati dai nuovi sistemi? Sulle intercettazioni telefoniche il decreto diventa legge a tutti gli effetti.
Negli ultimi giorni si sono diffuse in rete diverse notizie false sulle intercettazioni telefoniche dichiarando che si trattasse di una bufala. Tuttavia, la pubblicazione degli atti ufficiali conferma le nuove modifiche apportate al decreto-legge del 30 dicembre 2019. Quella sulle intercettazioni telefoniche è diventata legge a tutti gli effetti. Da quando la Camera ha approvato, con non poche difficoltà e dissapori tra le parti politiche, la trasformazione in legge, ormai la notizia è definitiva.
Il provvedimento sulle intercettazioni ha subìto nel tempo diverse modifiche, ma oggi pare essere giunto alla fase finale. Le intercettazioni avranno luogo grazie all’utilizzo di speciali programmi informatici come il trojan.

Ci vorranno delle valide ragioni a supporto del controllo di telefonate e messaggi che verranno di volta in volta approvate da Pm e Gip. Come stabilito, in caso di intercettazioni, verranno rese pubbliche soltanto quelle ritenute rilevanti, mentre quelle irrilevanti non saranno diffuse. Chi stabilirà la rilevanza delle informazioni? Differentemente da quanto accadeva in passato, non sarà più la polizia giudiziaria a stabilire la rilevanza, ma direttamente il Pm. I reati che si intende perseguire sono quelli contro la pubblica amministrazione punibili con almeno 5 anni di reclusione. Si aggiungono alla lista reati diversi, come i delitti, per cui le intercettazioni si rendono materiale indispensabile alle indagini.

Le modifiche apportate al D.L. n. 161 del 30 dicembre 2019, sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 28 febbraio 2020 confermando la conversione in legge. L’approvazione definitiva della legge non ha certo escluso forti contrasti e dissensi da parte delle opposizioni politiche. Con le modifiche si va incontro a soluzioni molto delicate che potrebbero minare la tutela e il rispetto per la privacy degli utenti controllati. La legge è entrata in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ed è pertanto valida a tutti gli effetti.

Il Garante della privacy, Antonello Soro, in un’intervista recentemente rilasciata a La Repubblica, ha detto: “Non si tratta di sospendere la privacy, ma di adottare strumenti efficaci di contenimento del contagio, pur sempre nel rispetto dei diritti dei cittadini. Tra le strategie messe in campo dal governo per contenere il contagio da coronavirus c’è il cosiddetto contact tracing digitale, cioè l’uso dei dispositivi mobili dei cittadini per la mappatura e il tracciamento dei soggetti entrati in contatto con persone infette: il cosiddetto modello coreano”.
Il Garante ha aggiunto: “Tuttavia, se la disciplina di protezione dei dati coniuga esigenze di sanità pubblica e libertà individuale, con garanzie di correttezza e proporzionalità del trattamento”, una misura specifica quale il contact tracing, che incide su un numero elevatissimo di persone, ha bisogno di una previsione normativa conforme a questi principi”.

Secondo Soro: “Un decreto-legge potrebbe coniugare tempestività della misura e partecipazione parlamentare. Va da sé che la durata deve essere strettamente collegata al perdurare dell’emergenza”.

Il punto però riguarda le modalità su come evitare gli abusi nel trattamento dei dati e di come ci si difende da intrusioni malevole. A tale proposito Soro ha spiegato: “La nostra disciplina offre gli strumenti per minimizzare il pericolo di abusi, secondo i principi di precauzione e prevenzione, che impongono misure di sicurezza e garanzie di protezione dati già nella fase di progettazione e impostazione della struttura tecnologica, e pertanto rispettando questi criteri. si può valorizzare al massimo grado l’innovazione”.

Il Garante della privacy ha concluso: “E in ogni caso il rischio che dobbiamo esorcizzare è quello dello scivolamento inconsapevole dal modello coreano a quello cinese, scambiando per efficienza la rinuncia a ogni libertà e la delega cieca all’algoritmo per la soluzione salvifica”.
Ogni scusa potrebbe essere buona, ma, senza garanzie sul corretto uso e finalità delle intercettazioni, si rischia di violare i più elementari diritti individuali a garanzia e tutela della libertà personale di espressione e comunicazione. Ma siamo sicuri che questi sistemi sono efficaci a contrastare la contaminazione da ‘coronavirus’?

Salvatore Rondello

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