venerdì, 22 Novembre, 2019

Intercettazioni. Grasso: «Irrinunciabili, non limitarle»

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Grasso-crocetta-intercettazioni«No a una stretta sulle intercettazioni, irrinunciabile e indispensabile strumento di indagine». Così il presidente del Senato, Pietro Grasso durante la cerimonia del Ventaglio che si tiene ogni anno alle Camere e al Quirinale, prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. Nel frattempo, l’affaire della presunta intercettazione che ha riguardato Rosario Crocetta cambia rotta: se prima doveva incastrare lui e il suo medico Matteo Tutino, ora rischia di mettere nei guai i due giornalisti che l’hanno pubblicata, e che ora sono sottoposti a indagine.

GRASSO: INTERCETTAZIONI MEZZO IRRINUNCIABILE – «Le intercettazioni sono un mezzo di indagine irrinunciabile e indispensabile che non va in alcun modo limitato». «Si potrebbe regolare meglio la gestione delle intercettazioni – ha aggiunto Grasso – attraverso un’udienza filtro che mantenga solo quelle utili al processo». Così il presidente del Senato, Pietro Grasso durante il rito di consegna di un ventaglio decorato al Capo dello Stato e ai presidenti di Camera e Senato, omaggio tradizionale da parte dell’Associazione stampa parlamentare (ASP), che si tiene annualmente tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, presso Palazzo del Quirinale, Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama in vista della chiusura dei lavori parlamentari per la pausa estiva. Durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio – domattina – verrà deciso quando riprenderà l’esame del disegno di legge sulla riforma del processo penale, con tempi contingentati e polemiche assicurate. Sul rinvio della Delega è intervenuto Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti secondo cui «l’unica capacità che ha il M5S in Parlamento: bloccare le riforme e danneggiare i cittadini».

 DI LELLO: IL M5S  BLOCCA RIFORMA GIUSTIZIA E DANNEGGIA I CITTADINI – «Il disegno di legge in discussione consentirà di accorciare i tempi dei processi, garantirne maggiore efficacia e tutelare i cittadini dalle intercettazioni abusive. Un provvedimento capace di rendere l’Italia più civile. Sappiano i grillini – conclude Di Lello – che il rinvio di oggi ci rende ancora più determinati nell’approvazione».

INDAGATI GIORNALISTI DE ‘L’ESPRESSO’ – Nel frattempo, la presunta – e imbarazzante – intercettazione tra il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta e il suo medico personale, Matteo Tutino – con minacce alla figlia di Paolo Borsellino – è entrata nel mirino dei pm: la Procura di Palermo ha infatti iscritto nel registro degli indagati i due cronisti de ‘L’Espresso’ – Piero Messina e Maurizio Zoppi – autori dell’articolo. L’accusa è quella di pubblicazione di notizie false, mentre per Messina è prevista anche l’aggravante della calunnia perché avrebbe indicato come fonte della notizia un investigatore che avrebbe, invece, negato di avergliela mai riferita. Della registrazione telefonica, la cui esistenza è stata smentita da quattro Procure siciliane, – a oggi –  non c’è ancora traccia.

Siria Garneri

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