mercoledì, 18 Settembre, 2019

Is: par condicio tra lavoratori autoctoni e migranti

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IsfL’Internazionale socialista ha riunito a Catania il Comitato per le migrazioni il 21 e 22 novembre, su invito del Partito Socialista Italiano. Alla riunione, presieduta dal presidente dei deputati socialisti Marco Di Lello e il segretario generale dell’Internazionale socialista, Luis Ayala, hanno partecipato delegati da partiti socialisti e progressisti di Algeria, Angola, Bulgaria, Grecia, Iraq, Italia, Mali, Marocco, Niger, Messico, Russia, Spagna. E’ inoltre intervenuto come ospite il deputato Gennaro Migliore, candidato a presiedere la Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema di ingresso e di identificazione dei migranti.

Il Comitato ha concordato le linee guida che andranno a informare la Carta delle Migrazioni che l’Internazionale socialista pubblicherà nel corso del 2015 per dare una piattaforma comune ai socialisti del Nord e del Sud del mondo.

Pertanto,

– l’Internazionale socialista sottolinea l’importanza che le migrazioni hanno sempre avuto nel costruire società aperte e nel produrre scambi utili all’economia dei paesi coinvolti. E’ inaccettabile che la globalizzazione dei mercati e delle merci non si accompagni a una globalizzazione solidale dei diritti;

– Il migrante è prima di tutto una persona, che ha diritto di vedere riconosciuta la sua dignità in quanto tale: è inaccettabile considerarlo soltanto come un elemento funzionale dell’economia; i migranti devono poter avere accesso all’istruzione e alla sanità, e ai diritti di base essenziali in ogni democrazia;

– Ci devono essere sempre pari condizioni di lavoro tra lavoratori migranti e autoctoni: i migranti non possono venire sfruttati, e parimenti non possono essere utilizzati per una concorrenza sleale nei confronti della manodopera locale;

– Il rispetto tra migranti e popolazione dei paesi di accoglienza deve essere reciproco, si tratta di rispetto verso la diversità, che è un valore assoluto e che va in entrambe le direzioni; in questo quadro, l’integralismo religioso e il nazionalismo sono fattori perversi che danneggiano non solo la pace tra i popoli ma destabilizzano le società dall’interno, e i migranti sono particolarmente esposti ai pericoli provocati da queste ideologie;

– è peraltro evidente che il rispetto per ogni diversità non può essere una limitazione per l’estensione e il rafforzamento dei diritti che consideriamo universali e validi in ogni cultura, in ogni paese e in ogni epoca, a partire dai diritti delle donne e dei minori; e le istituzioni democratiche devono garantire l’autonomia delle libere scelte individuali, che siano religiose o secolari;

– la cooperazione economica e politica tra i paesi di emigrazione, i paesi di transito e i paesi di immigrazione è un fattore essenziale: le migrazioni richiedono una governance comune;

– la libertà è per noi un criterio indiscutibile: se le migrazioni possono e devono essere sottoposte a regole e controlli, il diritto di asilo deve sempre essere considerato un diritto essenziale.

L’Internazionale socialista ha da sempre nella pace e nell’eguaglianza politica, sociale ed economica i suoi fini essenziali: la soluzione delle crisi e delle guerre, lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente sono tutti fattori inscindibili per affrontare i problemi posti dalle migrazioni. Al tempo stesso, sottolineiamo le opportunità create dalle migrazioni, in termini di scambi, mutua conoscenza, apertura delle società e diffusione della conoscenza. Ribadiamo il nostro convincimento che viviamo tutti in un solo mondo.

L’Internazionale esprime apprezzamento per la scelta responsabile del presidente Obama verso i migranti negli Stati Uniti d’America.

Il Comitato riconosce, infine, gli sforzi delle autorità italiane, e in particolare delle autorità locali e dei cittadini siciliani, nel gestire con umanità la crescita dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo.Sottolinea il ruolo dei  paesi di transito, quali Marocco e Algeria. Al fine di evitare pericolosi “viaggi della speranza” il controllo dei requisiti potrebbe e dovrebbe essere svolto alla partenza e non nel paese d’arrivo.

Luca Cefisi 

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