sabato, 18 Gennaio, 2020

Interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno

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Premesso che:

– nell’ambito dell’operazione antimafia che ha portato a circa 37 arresti
nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale si è scoperto un intreccio politico-affaristico-mafioso che estende i propri tentacoli sino alla Sicilia coinvolgendo anche il Consorzio Caltino Terra d’Accoglienza, l’ente attuatore del CARA di Mineo, cioè il più grande centro d’Europa per richiedenti asilo, in provincia di Catania;

– al centro della vicenda sembra esservi Luca Odevaine “esperto conoscitore delle problematiche legate all’immigrazione”- così viene definito – il quale viene nomiato consulente del Consorzio Calatino;

– lo stesso, che in passato ha avuto una serie di incarichi di prestigio nelle amministrazioni della Capitale, faceva parte della Commissione che ha deciso l’ultima gara di appalto per la gestione dei servizi del CARA vinta, lo scorso luglio, dagli stessi gestori negli ultimi tre anni;

– l’appalto, per un importo di circa 97 milioni di euro, vede arrivare una sola offerta “valida” – così si riporta sui quotidiani – con un ribasso di appena l’uno per cento;

– comunque, il ruolo centrale del Signor Odevaine è quello di sedere al Tavolo di coordinamento nazionale insediato presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione che gestisce le politiche di accoglienza predisposte dal nostro Paese;

– a tal proposito si ricorda che il sistema di accoglienza è alquanto articolato per cui accanto ai centri di accoglienza ordinaria e quelli di accoglienza straordinaria vi sono altri centri, ordinari, per quanti chiedono asilo: i c.d. CARA cioè centri di protezione per richiedenti asilo e rifugiati;

– si tratta di un servizio articolato che, almeno in teoria, dovrebbe accompagnare il migrante in un percorso di inclusione nella società, di apprendimento della lingua e di formazione professionale. Nei CARA i migranti dovrebbero stare sino a 35 giorni in attesa che la loro pratica sia esaminata dalla commissione territoriale competente invece rimangono in media tra i 9 e i 12 mesi, con rilevanti costi per l’amministrazione;

– infatti, attualmente per ogni richiedente asilo lo Stato versa in media 35 euro al giorno agli enti gestori dei centri con cui questi assicurano vitto, alloggio, vestiti, qualche corso e una somma di 2,5 euro al giorno agli ospiti per piccole spese. Per una struttura di grande capienza come il CARA di Mineo si tratta di un “business” non indifferente: con una capienza sino a 4.000 persone porta a chi lo gestisce tra i 70.000 e i 140.000 euro al giorno;

– in realtà risulta all’interrogante, a seguito della visita fatta al CARA di
Mineo il 21 novembre scorso alla guida di una delegazione del Migration Committee dell’Internazionale Socialista, che il costo della gestione per il contribuente ammonta a circa € 200 per ospite;

– a tal proposito, con riferimento al giro di affari che gravita intorno a questi centri, si legge in una intercettazione telefonica del Sig. Odevaine che sembra essere la stessa “relazione continua con il Ministero” a favorire la distorsione del denaro in quanto afferma: “sono in grado un po’ di orientare i flussi che arrivano da giù, anche perché spesso passano per il Ministero e poi vengono smistati in giro per l’Italia : se loro hanno strutture che possano essere adibiti a centri per l’accoglienza da attivare subito in emergenza senza gara….”;

Si chiede di sapere:

– quali iniziative urgenti il Ministro interrogato ha intenzione di porre in
essere al fine di verificare la regolarità delle gare di appalto sopra citate visto il coinvolgimento di persone ai vertici della commissione nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, anche al fine di valutare l’opportunità di procedere ad un annullamento delle stesse;

– quali iniziative il Ministro interrogato intende assumere al fine di superare quello che il Capo Dipartimento libertà civili ed immigrazione del Ministro dell’Interno ha definito come “logistica puramente emergenziale” in merito  al sistema di accoglienza con riferimento alla molteplicità di centri sia con riferimento al sistema di distribuzione dei fondi agli enti gestori affinché non si senta più dire , come riportato in alcune intercettazioni, che: “si fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga”.

On. Marco Di Lello

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